Non ci speravate più vero? E invece no, eccolo, e molto probabilmente direttamente nella 3.0.0.
PS no, gli engine ci sono ancora :)
... convinto com'ero di essere stato per tutta la vita invece che intero, parzialmente scremato ...
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17 novembre 2010
9 marzo 2010
A New Deal
Guadatevi attorno... Il colore aubergine comincia già a fare proseliti. Per esempio qui, ma debbo dire anche nel mio armadio, dove già in tempi non sospetti è atterrato qualcosa.
PS Il mio commento serio sul cambio di rotta lo troverete sul blog di Flavia non appena avrò trovato 2 ore di tempo per leggere, comprendere, destrutturare e rielaborare personalmente le pagine di annuncio del nuovo brand e il post di Shuttleworth... e ovviamente trovato il modo migliore per comunicare alle alte sfere che il circle of friend messo in apice nun se po' vedè
PS Il mio commento serio sul cambio di rotta lo troverete sul blog di Flavia non appena avrò trovato 2 ore di tempo per leggere, comprendere, destrutturare e rielaborare personalmente le pagine di annuncio del nuovo brand e il post di Shuttleworth... e ovviamente trovato il modo migliore per comunicare alle alte sfere che il circle of friend messo in apice nun se po' vedè
7 ottobre 2009
You could be my flamingo!
Pink it's my new obsession
Pink it's not even a question,
Pink on the lips of your lover, 'cause
Pink is the love you discoverAerosmith
OK, magari sono io a essere ossessionato come Steven Tayler e Joe Perry, ma a me pare propio rosa....
Qualcuno con il pantone per controllare?

Grab form here
25 giugno 2009
Spore
Per giorni, settimane, mesi e anni ho letto e riletto e ririletto e ririletto ancora che GTK+ facevano schifo perché non si potevano fare dei temi fichi con quel sistema di theming assurdo, che Qt¹ era decenni se non secoli avanti, che questo e che quello.
Oggi, 25 giugno 2009, la situazione non è cambiata. Altrimenti ne avreste già letto notizia su arstechnica. Altrimenti vorrebbe dire che stamattina sono state rilasciate le GTK+ 3.2 (o magari le 3.1, dai, siamo ottimisti) e che io sono finito in un warp temporale degno di Donnie Darko.
Però, anche se in modo embrionale e un po' scollegato, oggi è finalmente giunto il giorno della riscossa e della conferma delle loro parole per tutti i delatori e detrattori di cui sopra. Per giorni, settimane, mesi e anni avete detto che se le GTK+ avessero avuto un sistema di theming moderno e magari basato su qualcosa tipo CSS, allora sì che si sarebbero prodotte cose belle, cose accattivanti, cose stilose, ma soprattutto prodotte in fretta e gran quantità.
Oggi² tutti voi criticoni espertoni³ potete cominciare a mostrare a noi poveri mortali la via per la magnificenza visiva: come già cripticamente anticipato, Empathy 2.27.3 supporta i temi di Adium, il formato di tali temi è basato su CSS ed è chiaramente descritto qui.
Per cui, serenamente, pacatamente, o per GNOME 2.28.0 vediamo di far uscire fuori almeno 3 nuovi temi per Empathy, oppure siete solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo.
Update (ovvero dimenticanze)
[2] beh, non proprio oggi, ma fino ad oggi non ho avuto tempo di scrivere....
[3] capitolo 7 (espertologia), legge di Fitz-Gibbon
Oggi, 25 giugno 2009, la situazione non è cambiata. Altrimenti ne avreste già letto notizia su arstechnica. Altrimenti vorrebbe dire che stamattina sono state rilasciate le GTK+ 3.2 (o magari le 3.1, dai, siamo ottimisti) e che io sono finito in un warp temporale degno di Donnie Darko.
Però, anche se in modo embrionale e un po' scollegato, oggi è finalmente giunto il giorno della riscossa e della conferma delle loro parole per tutti i delatori e detrattori di cui sopra. Per giorni, settimane, mesi e anni avete detto che se le GTK+ avessero avuto un sistema di theming moderno e magari basato su qualcosa tipo CSS, allora sì che si sarebbero prodotte cose belle, cose accattivanti, cose stilose, ma soprattutto prodotte in fretta e gran quantità.
Oggi² tutti voi criticoni espertoni³ potete cominciare a mostrare a noi poveri mortali la via per la magnificenza visiva: come già cripticamente anticipato, Empathy 2.27.3 supporta i temi di Adium, il formato di tali temi è basato su CSS ed è chiaramente descritto qui.
Per cui, serenamente, pacatamente, o per GNOME 2.28.0 vediamo di far uscire fuori almeno 3 nuovi temi per Empathy, oppure siete solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo.
Update (ovvero dimenticanze)
- potete usare un comodo PPA per provare Empathy 2.27 in Ubuntu 9.04 (PPA fatto da persone serie, ovvero gli stessi sviluppatori di Empathy)
- in alto i vostri cuori: Empathy 2.27.3 riesce a traferire perfettamente file verso Pidgin (controcorrente non abbiamo ancora provato)
[2] beh, non proprio oggi, ma fino ad oggi non ho avuto tempo di scrivere....
[3] capitolo 7 (espertologia), legge di Fitz-Gibbon
15 giugno 2009
Gioia e Rivoluzione¹
Di cose da dire/fare/baciare/lettera/testamento ne avrei tante, ma tante, ma tante. Anche di cose di cui non parlare ma solo contemplare, come una icona ortodossa. Però sono affari che non vi riguardano :-P
Oggi non sono qui per criticare Crasso, ma per schernirlo... No, scusate, mi dicono dalla regia che non è possibile, che La Repubblica (nel senso del giornale) non ha ancora eseguito il solito trasferimento di fondi sul mio personale conto corrente alle Cayman per gettare la consueta settimanale dose di fango. Vabbè, parliamo di altro.
Vi va di partecipare con me ad una class action? Non proprio una class action, ma qualcosa di molto simile. I fatti sono i seguenti: è stato eseguito questo commit ormai da 7 ore e nessuno, ripeto nessuno, si è ancora premurato di rendere disponibili le icone necessarie a rendere il nostro amato ambiente grafico aggiornato e bleeding edge. Se anche voi come me trovate questa situazione insostenibile, scrivete una email di sdegno al vostro pusher di icone in stile Tango preferito (suggerimenti: Jakub Steiner, Andreas Nilsson, Lapo Calamandrei e Ulisse Perusin) oppure inondate il canale IRC #gnome-chat.
Nel caso gesti così estremistici non facciano per voi, almeno forniteci un minimo di riscontro. Come preferite che siano disegnate tale icone? Tenendo conto che verranno usate in ogni posto che sia GIO-enabled² preferite che siano:
[1] non sai quanto ci manchi, Demetrio; va bene che i cori angelici ti erano più consoni, ma quaggiù la situazione è drammatica. Ah, personalmente ti ho dedicato la mezz'ora di fuochi artificiali che ieri sera i fedeli parrocchiani hanno fatto in onore dei venticinque anni di permanenza del loro benamato parroco.
[2] quindi teoricamente Nautilus, sia nella navigazione a icone o a elenco, sia nel riquadro laterale, il pannello nel menù Risorse, il selettore di file nelle cartelle segnalibro e nell'elenco delle cartelle in home, in modo analogo a quanto succede ora con la cartella "Scrivania"
Oggi non sono qui per criticare Crasso, ma per schernirlo... No, scusate, mi dicono dalla regia che non è possibile, che La Repubblica (nel senso del giornale) non ha ancora eseguito il solito trasferimento di fondi sul mio personale conto corrente alle Cayman per gettare la consueta settimanale dose di fango. Vabbè, parliamo di altro.
Vi va di partecipare con me ad una class action? Non proprio una class action, ma qualcosa di molto simile. I fatti sono i seguenti: è stato eseguito questo commit ormai da 7 ore e nessuno, ripeto nessuno, si è ancora premurato di rendere disponibili le icone necessarie a rendere il nostro amato ambiente grafico aggiornato e bleeding edge. Se anche voi come me trovate questa situazione insostenibile, scrivete una email di sdegno al vostro pusher di icone in stile Tango preferito (suggerimenti: Jakub Steiner, Andreas Nilsson, Lapo Calamandrei e Ulisse Perusin) oppure inondate il canale IRC #gnome-chat.
Nel caso gesti così estremistici non facciano per voi, almeno forniteci un minimo di riscontro. Come preferite che siano disegnate tale icone? Tenendo conto che verranno usate in ogni posto che sia GIO-enabled² preferite che siano:
- cartelle con sopra disegnato un simbolo fluttuante (a questa dovete rispondere "NO", che è la peggiore scelta) tipo i simboli che si possono aggiungere in Nautilus
- cartelle con sopra "incassato" o "timbrato" un segno, come le recenti icone di MacOSX (vedi qui)
- niente cartelle, quanto piuttosto immagine astratta rappresentante pile di documenti, immagini, video, altro (diciamo per estensione di come ora appare la cartella "Scrivania")
- altro
[1] non sai quanto ci manchi, Demetrio; va bene che i cori angelici ti erano più consoni, ma quaggiù la situazione è drammatica. Ah, personalmente ti ho dedicato la mezz'ora di fuochi artificiali che ieri sera i fedeli parrocchiani hanno fatto in onore dei venticinque anni di permanenza del loro benamato parroco.
[2] quindi teoricamente Nautilus, sia nella navigazione a icone o a elenco, sia nel riquadro laterale, il pannello nel menù Risorse, il selettore di file nelle cartelle segnalibro e nell'elenco delle cartelle in home, in modo analogo a quanto succede ora con la cartella "Scrivania"
14 giugno 2009
Get Serious
È arrivato l'arrotino.
Arrota: coltelli; forbici, forbicine, forbici da seta; coltelli da prosciutto!
Donne, è arrivato l'arrotino, e l'ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l'ombrellaio, donne!
Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas.
Se avete perdite di gas, noi le aggiustiamo; se la cucina fa fumo, noi togliamo il fumo della vostra cucina a gasse. Trasformiamo la vostra cucina da metano a gas, e da bombola a metano!
Lavoro subito, immediato.
È arrivato l'arrotino.¹
[1] che dire, adesso non avrete più scuse nel caso la vostra applicazione sia lenta come un bradipo che vede un albero, mangia la foglia, fine della traccia. A parte, ovviamente, le voste limitate capacità di programmazione o il tempo che passate a chiacchierare di cose inutili come la gente, il mondo, l'universo, la materia oppure a sognare la vita e a vivere i sogni.
Arrota: coltelli; forbici, forbicine, forbici da seta; coltelli da prosciutto!
Donne, è arrivato l'arrotino, e l'ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l'ombrellaio, donne!
Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas.
Se avete perdite di gas, noi le aggiustiamo; se la cucina fa fumo, noi togliamo il fumo della vostra cucina a gasse. Trasformiamo la vostra cucina da metano a gas, e da bombola a metano!
Lavoro subito, immediato.
È arrivato l'arrotino.¹
[1] che dire, adesso non avrete più scuse nel caso la vostra applicazione sia lenta come un bradipo che vede un albero, mangia la foglia, fine della traccia. A parte, ovviamente, le voste limitate capacità di programmazione o il tempo che passate a chiacchierare di cose inutili come la gente, il mondo, l'universo, la materia oppure a sognare la vita e a vivere i sogni.
2 giugno 2009
C + O2 -> CO2
L'eccesso di ossigeno, si sa, è un prerequisito alla combusione. Gli umani, mi dicono, hanno bisogno di ossigeno, ma il troppo stroppia, la gatta è ladra e il lardo si ossida come tutto e tutti.
La conclusione perciò, è noto, è che prese n moli di umano e immerse in una soluzione con eccesso di ossigeno al 130% molale, anche l'umano con energia di legame sufficientemente alta comincia a degradare, partendo dagli occhi, con una velocità di reazione proporzionale alla concentrazione di ossigeno di cui sopra. Ovviamente emettendo calore.
Raccomandazioni: non fate come me, ogni tanto prendetevi una pausa, ma soprattutto contrastate i deleteri effetti dell'ossigeno con una soluzione tampone a 256 pixel di Tango (che magari non annulla il processo, ma lo rallenta, speriamo nell'ordine di 10³)
PS: eehh??
La conclusione perciò, è noto, è che prese n moli di umano e immerse in una soluzione con eccesso di ossigeno al 130% molale, anche l'umano con energia di legame sufficientemente alta comincia a degradare, partendo dagli occhi, con una velocità di reazione proporzionale alla concentrazione di ossigeno di cui sopra. Ovviamente emettendo calore.
Raccomandazioni: non fate come me, ogni tanto prendetevi una pausa, ma soprattutto contrastate i deleteri effetti dell'ossigeno con una soluzione tampone a 256 pixel di Tango (che magari non annulla il processo, ma lo rallenta, speriamo nell'ordine di 10³)
PS: eehh??
3 maggio 2009
AISTHÀNOMAI
Sottotitolo: io credo in ciò che vedo, in ciò che sento, in ciò che lecco
Misteriose sono le vie dell'ispirazione. Che in fondo una Adelscott a Trastevere mentre si discute a quale grado della scala Kinsey possa essere ascritta la ragazza al bancone e della necessità di un nuovo film su Star Trek potrebbe sembrare giusto il preludio di una trita e ritrita serata tra non-più-così-giovani romani che conoscono a memoria ogni movimento del capo di Nanni Moretti mentre dice "mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo affatto?"
Invece a un certo punto ti saltano fuori in rapida successione medioevo, inquisizione, un Le Goff citato al volo e, patapunfete, "estetica, ma nel senso etimologico del termine".
Che, per carità, l'Adelscott e la musica e i sorrisi l'avevano lasciato scorrere forse un po' in sordina, ma neanche troppo se la cosa mi ha fatto venire in mente tutti i post recenti su blog più o meno noti di un eventuale futuro grandioso innovativo rinnovato shifh-cromizzato tema per Ubuntu. Per una questione estetica. Perché "beauty is a feature".
A me non andrebbe tanto di salire in cattedra e mettermi a fare lezioncine vezzose, che poi mi dicono "chi ti credi di essere"¹ però giusto per evitare a quei sparuti in numero lettori che alle soglie del 2010 non sanno cosa voglia dire "estetica, ma nel senso etimologico del termine" di dovrelo cercare suWikipedia Internet, mi trovo costretto a precisare, onde chiarire il ragionamento a seguire, quanto segue: il termine estetica deriva per via più o meno diretta dal verbo greco aisthànomai, che in senso lato può anche voler dire "apprendo per mezzo dei sensi".²
Fissato ciò come punto di partenza di tutta una serie di ragionamenti avvenuti pubblicamente davanti alla Adelscott (ma non vi dico su cosa) e privatamente nel mio cervello, bypassando tutta una serie di ragionamenti validi che non mi va di stare a riscrivere a quest'ora di notte, saltando subito alle conclusioni, osiamo dire: "che fine ha fatto su ubuntu brainstorm la proposta di usare icone in stile Tango?"³.
E in subordine, ma solo perché ho la lingua ancora impastata e ho dormito solo 4 ore e non riesco a contenere la stizzosita a livelli accettabili: "SMETTILA DI SQUILLARE, CA##O!!!"
[1] non capisco mai se è una domanda retorica o a trabocchetto, cioè io so benissimo chi sono, è che ho talmente tante diverse entità in cui credo di essere che non ne ho mai una pronta all'occorrenza...
[2] tanto per fare il pignolo, sarebbe interessante chiarire cosa la gente intenda per tema; per conto mio è la combinazione di varie opzioni di configurazione, riferite a sfondo della scrivania, aspetto dei controlli, aspetto della cornice delle finestre e aspetto delle icone.
[3] lo ammetto, questa è la versione edulcorata che non tiene conto di un passaggio importante, il quale recita più o meno "ma quelli che parteggiano per un nuovo spettacoloso tema, si sono prima depersonalizzati e hanno guardato con spirito critico alla merdaccia raffazzonata che hanno sul loro schermo?", ma poi rischiava che usciva fuori il post da Fedoriano fratricida, e di quelli ne posso fare solo uno al mese, altrimentri scoprono la mia attività di spia infiltrata.... D'OH!
Misteriose sono le vie dell'ispirazione. Che in fondo una Adelscott a Trastevere mentre si discute a quale grado della scala Kinsey possa essere ascritta la ragazza al bancone e della necessità di un nuovo film su Star Trek potrebbe sembrare giusto il preludio di una trita e ritrita serata tra non-più-così-giovani romani che conoscono a memoria ogni movimento del capo di Nanni Moretti mentre dice "mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo affatto?"
Invece a un certo punto ti saltano fuori in rapida successione medioevo, inquisizione, un Le Goff citato al volo e, patapunfete, "estetica, ma nel senso etimologico del termine".
Che, per carità, l'Adelscott e la musica e i sorrisi l'avevano lasciato scorrere forse un po' in sordina, ma neanche troppo se la cosa mi ha fatto venire in mente tutti i post recenti su blog più o meno noti di un eventuale futuro grandioso innovativo rinnovato shifh-cromizzato tema per Ubuntu. Per una questione estetica. Perché "beauty is a feature".
A me non andrebbe tanto di salire in cattedra e mettermi a fare lezioncine vezzose, che poi mi dicono "chi ti credi di essere"¹ però giusto per evitare a quei sparuti in numero lettori che alle soglie del 2010 non sanno cosa voglia dire "estetica, ma nel senso etimologico del termine" di dovrelo cercare su
Fissato ciò come punto di partenza di tutta una serie di ragionamenti avvenuti pubblicamente davanti alla Adelscott (ma non vi dico su cosa) e privatamente nel mio cervello, bypassando tutta una serie di ragionamenti validi che non mi va di stare a riscrivere a quest'ora di notte, saltando subito alle conclusioni, osiamo dire: "che fine ha fatto su ubuntu brainstorm la proposta di usare icone in stile Tango?"³.
E in subordine, ma solo perché ho la lingua ancora impastata e ho dormito solo 4 ore e non riesco a contenere la stizzosita a livelli accettabili: "SMETTILA DI SQUILLARE, CA##O!!!"
[1] non capisco mai se è una domanda retorica o a trabocchetto, cioè io so benissimo chi sono, è che ho talmente tante diverse entità in cui credo di essere che non ne ho mai una pronta all'occorrenza...
[2] tanto per fare il pignolo, sarebbe interessante chiarire cosa la gente intenda per tema; per conto mio è la combinazione di varie opzioni di configurazione, riferite a sfondo della scrivania, aspetto dei controlli, aspetto della cornice delle finestre e aspetto delle icone.
[3] lo ammetto, questa è la versione edulcorata che non tiene conto di un passaggio importante, il quale recita più o meno "ma quelli che parteggiano per un nuovo spettacoloso tema, si sono prima depersonalizzati e hanno guardato con spirito critico alla merdaccia raffazzonata che hanno sul loro schermo?", ma poi rischiava che usciva fuori il post da Fedoriano fratricida, e di quelli ne posso fare solo uno al mese, altrimentri scoprono la mia attività di spia infiltrata.... D'OH!
21 aprile 2009
LOL(tai)
Dopo mesi e mesi di silenzio, la rinnovata via d'accesso allo sviluppo di GNOME¹ ha forse dato nuova linfa e vitalità al mastro Jimmac. Certo, direte voi, è primavera, la linfa e la vitalità dovrebbe scorrere altrove, quanto meno far venire altre voglie².
Ognuno però ha le proprie perversioni e fantasie e se quelle di quest'uomo si palesano e manifestano nel disegnare icone, chi siamo noi per dargli del pervertito?? O birichino, dipende.
Certo, il fatto che si stia concentrando su icone in HD e che sempre con l'HD il mercato del porno stia avendo i suoi problemi potrebbe essere indice di qualcosa, ma questa è solo una vetrina d'anteprima per farvi venire l'acquolina in bocca, un coming soon, una copertina piena di ammiccanti volti volitivi³, in attesa che il vostro sguardo, un po' perso, si lasci scivolare su magnifiche icone a 256 pixel, con la stessa intensità e languore con cui distesi e seminudi sul letto si osserva ...
OK, ma devo dirvi proprio tutto io? Fantasticate!
[1] GIT, ovvio, pare ci siano ancora abbastanza dubbi su quali comandi inserire esattamente, visto che il risultato potrebbe variare di versione in versione e che la spiegazione è sovente sbajata (ma si sa, il design non è di Giugiaro, ma di Torvalds per Torvalds, e Torvalds non legge i manuali, scruta i sorgenti)
[2] fragola? pastasciutta? cappuccino e cornetto?
[3] mi sa che questio aggettivo è sbagliato... comincia per "vo"...volenterosi? voluminoso? no, era "vo", poi il gruppo "gl" poi... boh
Ognuno però ha le proprie perversioni e fantasie e se quelle di quest'uomo si palesano e manifestano nel disegnare icone, chi siamo noi per dargli del pervertito?? O birichino, dipende.
Certo, il fatto che si stia concentrando su icone in HD e che sempre con l'HD il mercato del porno stia avendo i suoi problemi potrebbe essere indice di qualcosa, ma questa è solo una vetrina d'anteprima per farvi venire l'acquolina in bocca, un coming soon, una copertina piena di ammiccanti volti volitivi³, in attesa che il vostro sguardo, un po' perso, si lasci scivolare su magnifiche icone a 256 pixel, con la stessa intensità e languore con cui distesi e seminudi sul letto si osserva ... OK, ma devo dirvi proprio tutto io? Fantasticate!
[1] GIT, ovvio, pare ci siano ancora abbastanza dubbi su quali comandi inserire esattamente, visto che il risultato potrebbe variare di versione in versione e che la spiegazione è sovente sbajata (ma si sa, il design non è di Giugiaro, ma di Torvalds per Torvalds, e Torvalds non legge i manuali, scruta i sorgenti)
[2] fragola? pastasciutta? cappuccino e cornetto?
[3] mi sa che questio aggettivo è sbagliato... comincia per "vo"...volenterosi? voluminoso? no, era "vo", poi il gruppo "gl" poi... boh
9 marzo 2009
La via del ronin
Per la serie "trasformiamo la vostra pigrizia in una virtù" ecco a voi finalmente dopo una lunga filza di lamentele qualcosa di utile.
Ammettiamo che anche voi, come lui, apprezziate la resa a schermo dei tipi di carattere Droid¹. Ottima scelta, non c'è che dire, ma pensate veramente che il miglior modo per averli sullo schermo sia:
Su come fare la stessa cosa a livello di sistema non mi pronuncio: si tratta sempre di scrivere un file con lo stesso contenuto, ma la posizione e il nome di file più adatto può dipendendere la distribuzione a distrubuzione.
E poi... mica posso fa' tutto io qua dentro? Se non fossi stato pigro ab origine, mica avrei potuto svelarvi un trucco del genere...
[1] io li ho scoperti tanto tanto tempo fa grazie a Remo, ma non posso più provarlo perché a quanto pare Remo è diventato povero in canna, di fango è la sua capanna e gli hanno chiuso l'account su netson per insolvenza....
Ammettiamo che anche voi, come lui, apprezziate la resa a schermo dei tipi di carattere Droid¹. Ottima scelta, non c'è che dire, ma pensate veramente che il miglior modo per averli sullo schermo sia:
- installare i file TTF (sotto /usr/share/fonts o sotto $HOME/.fonts)
- aprire lo strumento di preferenze Aspetto
- andare alla scheda Tipi di carattere
- cambiare il tipo di carattere usato per quattro volte
- ripetere eventualmente l'operazione di cambio nelle applicazioni di terze parti come Firefox o OpenOffice.org
- ???
Il vantaggio di una cosa così complicata? Semplice: in primo luogo non dovete andare a cambiare la configurazione, potete lasciare Sans come font (che poi è quello usato in modo predefinito e di ripiego in tutte le applicazioni) e il sistema si occuperà di "tradurre" (o sostituire) automaticamente Sans in Droid Sans (così come per Mono). In secondo luogo è necessaria una sola modifica invece di N+M in N diversi dialoghi di configurazione. In terzo luogo uniformate anche i caratteri con grazie (e la vostra vista vi ringrazierà mentre navigate sul web). In quarto luogo è una soluzione scalabile (metti che in futuro vi venisse da dire "miiiii, che belli che sono i nuovi font di Windows7, li voglio usare con Linux") perché basta cambiare i valori dei tag <:family>. In quinto luogo è assolutamente geekoso e ve ne potrete vantare con gli amici giù al bar.
<?xml version="1.0"?>
<!DOCTYPE fontconfig SYSTEM "fonts.dtd">
<!-- ~/.fonts.conf for per-user font configuration -->
<fontconfig>
<alias>
<family>serif</family>
<prefer>
<family>Droid Serif</family>
</prefer>
</alias>
<alias>
<family>sans-serif</family>
<prefer>
<family>Droid Sans</family>
</prefer>
</alias>
<alias>
<family>monospace</family>
<prefer>
<family>Droid Sans Mono</family>
</prefer>
</alias>
</fontconfig>
Su come fare la stessa cosa a livello di sistema non mi pronuncio: si tratta sempre di scrivere un file con lo stesso contenuto, ma la posizione e il nome di file più adatto può dipendendere la distribuzione a distrubuzione.
E poi... mica posso fa' tutto io qua dentro? Se non fossi stato pigro ab origine, mica avrei potuto svelarvi un trucco del genere...
[1] io li ho scoperti tanto tanto tempo fa grazie a Remo, ma non posso più provarlo perché a quanto pare Remo è diventato povero in canna, di fango è la sua capanna e gli hanno chiuso l'account su netson per insolvenza....
10 febbraio 2009
*Inserire titolo figo*
Doverosa premessa: per certi punti di vista sono un vecchietto ultra ottantenne e le trasparenze le apprezzo e mi smuovono molto più su una signora che sulle finestre del mio GNOME e in questa storia ci sono finito in mezzo perché mi hanno chiesto, più o meno letteralmente, "ma Cimi ci è o ci fa?"
Cominciamo con un "quote"
Altro "quote"
Ancora "quote":
570.000+ è il numero di bug SEGNALATI a partire da GNOME 1 (10 anni fa). Se non leggo male, il numero dei bug ATTUALMENTE APERTI è inferiore a 40.000, spalmati su tutti i progetti ospitati, non solo sui moduli dello GNOME Desktop. In un arco di tempo di 10 anni discutere due giorni o anche due settimane su una funzionalità non avrebbe di certo causato danni al buco dell'ozono. Ci sono bug aperti da anni con richieste inutili (sì, anche miei, magari) che nessuno si è mai, eufemisticamente parlando, "cagato di striscio". Uno in più non vedo che differenza avrebbe fatto (a meno che, l'essere comparso sul noto blog PollyCoke non comporta automaticamente la necessità di risoluzione immediata del bug in questione).
Comque, a parte tutto cio, lasciando per un attimo da parte ciò, lasciando da parte cioè il modo in cui Cimi ha agito e spiegato le sue posizioni, concentriamoci sulle sue posizioni: la trasparenza in «Esegui applicazione» è stata rigettata ora perché per farla dovremo attendere che ci sia il "blur", cosicché il testo sia leggibile.
Non sto sbagliando, vero? Perché questo ho letto sia sul bug che nei copiosi commenti del noto blog mondano intestato a Felipe.
Benissimo. Condivisibilissimo. Apprezzatissimo (ancor di più se qualcuno ci sta lavorando).
Ma allora, Cimi( e qui parte l'accorata supplica, che lo so che Cimi non ne ha bisogno e magari non gliene frega neanche), in tal caso, ti faccio notare che dovresti immediatamente fare il revert di questo bug (#515907) che aggiunge la trasparenza al monitor di sistema (ispirato, sponsorizzato e patchato da te) e dell'analoga (non trovo il bug su bugzilla, né nei ChangeLog) funzione nel terminale, che magari ricordo male, ma sempre da te era stata fatta o per lo meno partiva.
In caso contrario, dopo mesi a parlare di semitrasparenze, di Murrine, delle GTK+ con RGBA, dopo aver chiesto donazioni per comprare un nuovo portatile con cui continuare a lavorare per il bene di tutti e per rendere figherrimi i nostri GNOME Desktop, se bolli come totalmente inutile il lavoro che altri hanno fatto sul tuo "solco" e lasci invece lo stesso lavoro fatto da te altrove, rischi di attirare su di te la disapprovazione di tutte quelle persone intelligenti e con un minimo di conoscenza che hanno apprezzato i tuoi sforzi e il tuo lavoro. A meno che, ovvio, non ti interessano sono le schiere di adepti che ti osannano. Che potrebbe pure quella essere una scelta.
PS Cimi, ma l'hackfest????
Cominciamo con un "quote"
nessun atteggiamento autoritario da parte mia, nessuna volontà di uccidere lo sviluppo. Chiudere il bug *è* stato per fermare la discussione [...] Questa richiesta di feature ha evidenti problemi di usabilità e non potrà mai essere accettata, sono stato molto chiaro nel bugzillaQuesta io la definirei una contraddizione in termini: se chiudi in bug per fermare la discussione affermando che la richiesta era inaccoglibile, ne deriva che 1) decidi tu solo per cui metti in pratica un atteggiamento autoritario e 2) blocchi quel possibile sviluppo, anche solo per motivazioni di "indagine" e "prototipizzazione". Non hai neanche dato l'opportunità a chi quel bug l'aveva aperto e aveva perso un po' di tempo lavorandoci (ok, magari divertendosi un po') sopra di spiegare le sue motivazioni.
Altro "quote"
[...]gli sviluppatori impiegherebbero tutto il loro tempo libero a parlare e a rispondere ai bugreport. Purtroppo questo non è ovviamente possibile, per cui bisogna limitare il numero dei bug su cui rivolgere le attenzioni[...]Vero, ma bugzilla è abbastanza versatile ed efficiente da permettere la definizione diversi tipi di bug (da "critical" a semplice "enhancement"), diversi livelli di importanza e diversi livelli di temporalizzazione (prossimo rilascio o in un futuro non definito), permettendo di differenziare in modo completo rispetto a un semplice bug aperto|chiuso.
Ancora "quote":
Come puoi notare il numero dei bug segnalati supera il mezzo MILIONECimi, questa è una ca##ata bella e buona, o meglio non è certo una motivazione che si regge in piedi. Mi sembra quasi di vederti su una delle poltrone di porta a porta in doppiopetto blu a snoccialare numeri senza senso.
570.000+ è il numero di bug SEGNALATI a partire da GNOME 1 (10 anni fa). Se non leggo male, il numero dei bug ATTUALMENTE APERTI è inferiore a 40.000, spalmati su tutti i progetti ospitati, non solo sui moduli dello GNOME Desktop. In un arco di tempo di 10 anni discutere due giorni o anche due settimane su una funzionalità non avrebbe di certo causato danni al buco dell'ozono. Ci sono bug aperti da anni con richieste inutili (sì, anche miei, magari) che nessuno si è mai, eufemisticamente parlando, "cagato di striscio". Uno in più non vedo che differenza avrebbe fatto (a meno che, l'essere comparso sul noto blog PollyCoke non comporta automaticamente la necessità di risoluzione immediata del bug in questione).
Comque, a parte tutto cio, lasciando per un attimo da parte ciò, lasciando da parte cioè il modo in cui Cimi ha agito e spiegato le sue posizioni, concentriamoci sulle sue posizioni: la trasparenza in «Esegui applicazione» è stata rigettata ora perché per farla dovremo attendere che ci sia il "blur", cosicché il testo sia leggibile.
Non sto sbagliando, vero? Perché questo ho letto sia sul bug che nei copiosi commenti del noto blog mondano intestato a Felipe.
Benissimo. Condivisibilissimo. Apprezzatissimo (ancor di più se qualcuno ci sta lavorando).
Ma allora, Cimi( e qui parte l'accorata supplica, che lo so che Cimi non ne ha bisogno e magari non gliene frega neanche), in tal caso, ti faccio notare che dovresti immediatamente fare il revert di questo bug (#515907) che aggiunge la trasparenza al monitor di sistema (ispirato, sponsorizzato e patchato da te) e dell'analoga (non trovo il bug su bugzilla, né nei ChangeLog) funzione nel terminale, che magari ricordo male, ma sempre da te era stata fatta o per lo meno partiva.
In caso contrario, dopo mesi a parlare di semitrasparenze, di Murrine, delle GTK+ con RGBA, dopo aver chiesto donazioni per comprare un nuovo portatile con cui continuare a lavorare per il bene di tutti e per rendere figherrimi i nostri GNOME Desktop, se bolli come totalmente inutile il lavoro che altri hanno fatto sul tuo "solco" e lasci invece lo stesso lavoro fatto da te altrove, rischi di attirare su di te la disapprovazione di tutte quelle persone intelligenti e con un minimo di conoscenza che hanno apprezzato i tuoi sforzi e il tuo lavoro. A meno che, ovvio, non ti interessano sono le schiere di adepti che ti osannano. Che potrebbe pure quella essere una scelta.
PS Cimi, ma l'hackfest????
30 ottobre 2008
Something in the way
A mio modestissimo parere, Felipe, si tratta di satira riuscita bene. Anzi molto più che bene.
Citando Daniele Luttazzi, per una buona satira sono necessarie due cose:
Chi all'epoca c'era ricorda benissimo le profonde differenze che contraddistinguevano i set di icone di GNOME/GTK+ e di KDE, divise tra il bordo nero delle prime e la cristallosità delle seconde; chi all'epoca c'era e ne capiva un pochetto di tavolozze non poteva non avere uno scompenso visivo a mettere accanto applicazioni per GNOME/GTK+ e per KDE; chi all'epoca c'era sa come la scelta delle linee guida di Tango fu operata in modo da poter prendere il meglio dei due stili, da miscelarli in modo che il nuovo non fosse così estraneo a nessuno dei due, da migliorarli in modo da poter inserire applicazioni GNOME/GTK+/KDE anche all'interno di altri sistemi operativi come Win e MacOS senza risultare totalmente alieni¹.
Insomma, senza riscrivere quanto già chiaramente indicato nella homepage di Tango, chi all'epoca c'era ricorda bene l'opportunità che il progetto Tango rappresentava in quel momento storico per gli ambienti desktop free e open.
Chi all'epoca c'era, e in caso contrario gli archivi delle mailing list possono essere d'aiuto, magari ha qualche reminiscenza delle polemiche roventi che accusarono Tango di essere una specie di imposizione dall'alto non gradita.
Ci sono certamente delle differenze tra uno stile e l'altro, differenze che diventano poco evidenti se, come ha fatto Andreas, si prendono delle icone a caso e le si giustappongono, differenze che diventano più evidenti e fastidiose se si prende un'applicazione di un ambiente e la si fa girare nell'altro. Tale fastidio però non deriva dal una totale e incompatibile differenza di stile, ma dalla diversa rappresentazione di uno stesso oggetto (perché questa applicazione ha le cartelle blu e quest'altra le ha gialline? perché le immagini qui sono una polaroid con una testa e lì una foto 3x6 con un albero morto? ), dalla incoerenza e disomogeneità nelle rappresentazioni.
A che è servito quindi Oxygen? Perché renderlo un progetto separato invece di dire: "oh, guardate, a noi di KDE in generale lo stile di Tango ci sta pure bene, anzi, in fin dei conti 'sto Tango è più simile alle nostre icone di KDE3 che alle vostre di GNOME 2.10. Però avevamo in mente un paio di idee in più, tipo aggiungere questo e quest'altro" ?
IMHO perché si voleva a tutti i costi mostrare la superiore diversità di KDE4 alla faccia della coerenza con il resto dell'ecosistema, coerenza che non avrebbe permesso al mitico KDE4 di distinguersi.
Sempre fortemente IMHO, in tutta franchezza, quello di chi ha lavorato su Oxygen è sempre sembrato un atteggiamento controverso. OK, il fotorealismo fa tanto figo. Ma lo fa quando la tela è almeno 128x128 pixel, non 32x32. A 32x32 è necessaria una semplificazione e stilizzazione e se non vado errato circa l'ottantasette percento di icone che sono visibili adesso sul mio misero computer sono a dimensioni inferiori di 32x32 (e non ho aperto OpenOffice, in tal caso direi che la percentuale salirebbe almeno al novantacinque). OK, colori vibranti che sono un po' diversi a seconda del contesto possono essere utili. Ma era tanto complicato e lesivo aggiungere quella cazzo di doppia outline che fa la sua porca figura e aiuta quando lo sfondo cambia diventando più chiaro o più scuro rispetto a quello in cui si è progettata l'icona?
La questione delle icone è sicuramente secondaria rispetto a cose più serie tipo "ma come ca##o faccio a inviare 'sto straca##o di foŧŧutiççimo fax", però francamente è triste notare come l'ingombrante e salvifico progetto KDE4 abbia buttato a mare una bella occasione² senza nemmeno provarci, solo per il gusto di sentirsi diversi, o di sentirsi migliori.
Dove per bella occasione si intende la possibilità di avere uno stile grafico per gli ambienti grafici liberi a cui le applicazioni di terze parti, magari multipiattaforma, come OpenOffice.org o Firefox o altre magari proprietarie potevano far riferimento per le loro personali icone.
Tango era e continua a essere una una giusta e razionale mediazione tra molti stili e molte istanze, forse non è estremamente caratterizzante e WOW-oso, ma è chiaro, limpido, semplice, non stona e ai miei stanchi occhi nemmeno invecchia troppo col tempo.
...
...
Anzi, per dirla tutta, ai miei occhi stanchi le linee guida di Tango pongono così poche e per certi versi banali limitazioni che se non riuscite a fare una bella icona e vi serve farvi uno stile tutto vostro, forse è perché avete poca fantasia e limitato talento. Ecco, l'ho detto. Via col flame.
[1] esempi lampanti sono The Gimp e Pidgin sotto Win32
[2] una... e Phonon? e Solid? e le QT4 con dentro WebKit?
Citando Daniele Luttazzi, per una buona satira sono necessarie due cose:
- un fatto
- un punto di vista
Il fatto
Per chi all'epoca c'era e ricorda ancora, ma anche per chi no, il progetto Tango, fortemente sponsorizzato dall'allora scesa in campo Novell, nacque come spinta alla creazione di una interfaccia grafica coerente tra per il software free e open. Partendo dalle icone.Chi all'epoca c'era ricorda benissimo le profonde differenze che contraddistinguevano i set di icone di GNOME/GTK+ e di KDE, divise tra il bordo nero delle prime e la cristallosità delle seconde; chi all'epoca c'era e ne capiva un pochetto di tavolozze non poteva non avere uno scompenso visivo a mettere accanto applicazioni per GNOME/GTK+ e per KDE; chi all'epoca c'era sa come la scelta delle linee guida di Tango fu operata in modo da poter prendere il meglio dei due stili, da miscelarli in modo che il nuovo non fosse così estraneo a nessuno dei due, da migliorarli in modo da poter inserire applicazioni GNOME/GTK+/KDE anche all'interno di altri sistemi operativi come Win e MacOS senza risultare totalmente alieni¹.
Insomma, senza riscrivere quanto già chiaramente indicato nella homepage di Tango, chi all'epoca c'era ricorda bene l'opportunità che il progetto Tango rappresentava in quel momento storico per gli ambienti desktop free e open.
Chi all'epoca c'era, e in caso contrario gli archivi delle mailing list possono essere d'aiuto, magari ha qualche reminiscenza delle polemiche roventi che accusarono Tango di essere una specie di imposizione dall'alto non gradita.
Il punto di vista
Sta scherzando, certo, ma Andreas sta anche semplicemente affermando qualcosa che nel mondo reale sarebbe etichettata come tesi complottistica (quelle cose tipo che Silvio Berlusconi sapeva benissimo che Mangano era mafioso e lo aveva assunto apposta, cose che senza prove probanti e un giusto processo uno mica può andare in giro a dire che sono vere), applicando un criterio comico simile alla famosa frase "non siamo noi ad essere razzisti, sono loro che sono napoletani".Ci sono certamente delle differenze tra uno stile e l'altro, differenze che diventano poco evidenti se, come ha fatto Andreas, si prendono delle icone a caso e le si giustappongono, differenze che diventano più evidenti e fastidiose se si prende un'applicazione di un ambiente e la si fa girare nell'altro. Tale fastidio però non deriva dal una totale e incompatibile differenza di stile, ma dalla diversa rappresentazione di uno stesso oggetto (perché questa applicazione ha le cartelle blu e quest'altra le ha gialline? perché le immagini qui sono una polaroid con una testa e lì una foto 3x6 con un albero morto? ), dalla incoerenza e disomogeneità nelle rappresentazioni.
A che è servito quindi Oxygen? Perché renderlo un progetto separato invece di dire: "oh, guardate, a noi di KDE in generale lo stile di Tango ci sta pure bene, anzi, in fin dei conti 'sto Tango è più simile alle nostre icone di KDE3 che alle vostre di GNOME 2.10. Però avevamo in mente un paio di idee in più, tipo aggiungere questo e quest'altro" ?
IMHO perché si voleva a tutti i costi mostrare la superiore diversità di KDE4 alla faccia della coerenza con il resto dell'ecosistema, coerenza che non avrebbe permesso al mitico KDE4 di distinguersi.
Sempre fortemente IMHO, in tutta franchezza, quello di chi ha lavorato su Oxygen è sempre sembrato un atteggiamento controverso. OK, il fotorealismo fa tanto figo. Ma lo fa quando la tela è almeno 128x128 pixel, non 32x32. A 32x32 è necessaria una semplificazione e stilizzazione e se non vado errato circa l'ottantasette percento di icone che sono visibili adesso sul mio misero computer sono a dimensioni inferiori di 32x32 (e non ho aperto OpenOffice, in tal caso direi che la percentuale salirebbe almeno al novantacinque). OK, colori vibranti che sono un po' diversi a seconda del contesto possono essere utili. Ma era tanto complicato e lesivo aggiungere quella cazzo di doppia outline che fa la sua porca figura e aiuta quando lo sfondo cambia diventando più chiaro o più scuro rispetto a quello in cui si è progettata l'icona?
Conclusioni
Al solito non ce ne sono, solo un po' di lamentele qua e là.La questione delle icone è sicuramente secondaria rispetto a cose più serie tipo "ma come ca##o faccio a inviare 'sto straca##o di foŧŧutiççimo fax", però francamente è triste notare come l'ingombrante e salvifico progetto KDE4 abbia buttato a mare una bella occasione² senza nemmeno provarci, solo per il gusto di sentirsi diversi, o di sentirsi migliori.
Dove per bella occasione si intende la possibilità di avere uno stile grafico per gli ambienti grafici liberi a cui le applicazioni di terze parti, magari multipiattaforma, come OpenOffice.org o Firefox o altre magari proprietarie potevano far riferimento per le loro personali icone.
Tango era e continua a essere una una giusta e razionale mediazione tra molti stili e molte istanze, forse non è estremamente caratterizzante e WOW-oso, ma è chiaro, limpido, semplice, non stona e ai miei stanchi occhi nemmeno invecchia troppo col tempo.
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Anzi, per dirla tutta, ai miei occhi stanchi le linee guida di Tango pongono così poche e per certi versi banali limitazioni che se non riuscite a fare una bella icona e vi serve farvi uno stile tutto vostro, forse è perché avete poca fantasia e limitato talento. Ecco, l'ho detto. Via col flame.
[1] esempi lampanti sono The Gimp e Pidgin sotto Win32
[2] una... e Phonon? e Solid? e le QT4 con dentro WebKit?
1 ottobre 2008
How the Ugly Was Won
Nota a me stesso: non è che come titolo posso ripetere ad libitum per sei mesi una o due frasi a effetto di massimo 5 parole che mi paiono strafighe, confidando che il martellamento mediatico convinca anche gli altri della strafighezza. È noto infatti che le condizioni adatte al verificarsi di ciò si realizzano solo in tempo di campagna elettorare e solo se frase a effetto è priva di contenuto. La campagna elettorale è ben lontana.
Nota ai lettori: riguardo al contenuto¹ How the Space Was Won era il primo titolo che il grande maestro pensò di dare al suo capolavoro, ispirato per l'appunto dallo storico film western How the West Was Won (in italiano La conquista del west). Poi, saggiamente, si buttò sul classico psicoanalitico omerico antico.
I temi scuri fanno tanto hacker. I temi scuri fanno tanto artista. I temi scuri fanno tanto esperto di qualcosa. I temi scuri fanno tanto figo. Se al mondo ci fossero più temi scuri, la gente si guarderebbe meno per storto la mattina e non avrebbe bisogno di un lucido SUV nero da 60K euri per andare da A a B nel minor tempo e miglior modo possibile². Se nella parte nord del mondo ci fossere più temi scuri, magari non chiameremmo le popolazioni native dell'africa "sporchi negri", ma piuttosto "simpatici darklooks".
Ci sono due cose da risolvere per poter alfine annaffiare i vostri ambienti grafici con una alluvione di temi scuri amabili e frizzantini come il vino novello che tra poco sbottiglieranno³:
PS il turpiloquio è parte integrande della dubbia ironia di questo post.
PPS se siete "simpatici darklooks" e vi sentite offesi, consultate il vocabolario alla voce «dubbia ironia»
PPPS sì, sul mio vocabolario c'è anche la voce «dubbia ironia»
PPPPS se non siete "simpatici darklooks" e vi sentite offesi, io non c'entro niente, contattate uno psicanalista
[1] contenuto e non Conte Nuto, quello che ai vostri tempi prendeva voti migliori a scuola perché era nobile (umilmente rubata e adattata da Groucho Marx-Dylan Dog dei tempi andati)
[2] e non andrebbe in televisione (ammesso che Report di Rai3 sia televisione) a dire che se lo è comprato così nel caso disgraziato di un incidente lui non muore e gli altri affari loro che si sa che pesce grande mangia pesce piccolo che io ci sono passata e adesso che mio figlio prende la patente appena posso che la stronza legge lo permette gliene compro uno che così quando esce lasera notte mattina dopo con gli amici sono tranquilla che se succede qualcosa il mio gioiello non gli succede nulla.
[3] diciamocelo: ma il vino novello ha senso? cioè se io chiamo vino il liquido alcoolico che in opportune condizioni nasce dalla fermetazione del mosto, a sua volta nato dalla spremitura dell'uva, se per chiamarlo vino debbo aspettare X giorni, se per secoli si è atteso che passassero quegli X(+Y) giorni prima di decantarlo e degustarlo, perché bruciare le tappe?
Nota ai lettori: riguardo al contenuto¹ How the Space Was Won era il primo titolo che il grande maestro pensò di dare al suo capolavoro, ispirato per l'appunto dallo storico film western How the West Was Won (in italiano La conquista del west). Poi, saggiamente, si buttò sul classico psicoanalitico omerico antico.
I temi scuri fanno tanto hacker. I temi scuri fanno tanto artista. I temi scuri fanno tanto esperto di qualcosa. I temi scuri fanno tanto figo. Se al mondo ci fossero più temi scuri, la gente si guarderebbe meno per storto la mattina e non avrebbe bisogno di un lucido SUV nero da 60K euri per andare da A a B nel minor tempo e miglior modo possibile². Se nella parte nord del mondo ci fossere più temi scuri, magari non chiameremmo le popolazioni native dell'africa "sporchi negri", ma piuttosto "simpatici darklooks".
Ci sono due cose da risolvere per poter alfine annaffiare i vostri ambienti grafici con una alluvione di temi scuri amabili e frizzantini come il vino novello che tra poco sbottiglieranno³:
- rendere le applicazioni più amichette dei temi scuri - le applicazioni purtroppo a volte sono delle piccole bastarde razziste, che ingorano che esistono anche i temi scuri su questo mondo. Magari non li picchiano, però li annullano, il che forse è più brutto. Per questo gli amabili membri del team artistico di GNOME hanno pensato per il prossimo ciclo di sviluppo (2.25) di prevedere un programma di recupero per tali applicazioni xenofobe, forzandole a convivere con un tema scuro per sei mesi in modo che possano modificare le loro brutte abitudini e tendenze. Allo stesso tempo pensano di mettere in evidenza quei vecchi deprecabili comportamenti antisociali che dovrebbero essere sostituiti da comportamenti più moderni.
- rendere chi scrive temi scuri meno imbecille - oppure, a scelta, non far progettare agli imbecilli un tema scuro. Sì, mi rendo conto che qui lo stronzo razzista sono io, ma mi hanno detto che il razzismo basato sul quoziente intellettivo e la facoltà di giudizio critico potrebbe essere bene accolto, se evita al mondo una fine lenta e dolorosa. Comunque, con precisione, a cosa si sono ispirati gli "artisti" di Ubuntu quando hanno messo insieme i colori del nuovo tema di default ("ma anche no", pensarono tutti)? cosa gli è venuto in mente negli ultimi mesi a guardarlo ogni giorno? si sono accorti che un tema scuro è tale perché *tutti* gli elementi tendono allo scuro, compreso lo sfondo della aree di testo mentre invece non è 'sto grande riposo per gli occhi avere il "chrome" di una finestra color marrone smorto e smerdereccio (pardon! spero stiate leggendo lontano dai pasti) e il suo interno in fugido, candido e soffice bianco?
PS il turpiloquio è parte integrande della dubbia ironia di questo post.
PPS se siete "simpatici darklooks" e vi sentite offesi, consultate il vocabolario alla voce «dubbia ironia»
PPPS sì, sul mio vocabolario c'è anche la voce «dubbia ironia»
PPPPS se non siete "simpatici darklooks" e vi sentite offesi, io non c'entro niente, contattate uno psicanalista
[1] contenuto e non Conte Nuto, quello che ai vostri tempi prendeva voti migliori a scuola perché era nobile (umilmente rubata e adattata da Groucho Marx-Dylan Dog dei tempi andati)
[2] e non andrebbe in televisione (ammesso che Report di Rai3 sia televisione) a dire che se lo è comprato così nel caso disgraziato di un incidente lui non muore e gli altri affari loro che si sa che pesce grande mangia pesce piccolo che io ci sono passata e adesso che mio figlio prende la patente appena posso che la stronza legge lo permette gliene compro uno che così quando esce la
[3] diciamocelo: ma il vino novello ha senso? cioè se io chiamo vino il liquido alcoolico che in opportune condizioni nasce dalla fermetazione del mosto, a sua volta nato dalla spremitura dell'uva, se per chiamarlo vino debbo aspettare X giorni, se per secoli si è atteso che passassero quegli X(+Y) giorni prima di decantarlo e degustarlo, perché bruciare le tappe?
We apologize for eiaculatio postumum
Lo ammettiamo: eravamo riposati, eravamo attenti, eravamo senza impegni, eravamo riposati (l'ho già detto... strano, devo essere stanco allora: chissà cosa ho fatto di così travolgente), eravamo in sede, eravamo liberi, eravamo pieni di pizza e theina, eravamo addirittura col palmare.
Però stavolta siamo non colpevoli; stavolta erano proprio intraducibili, ci spiace.
Però stavolta siamo non colpevoli; stavolta erano proprio intraducibili, ci spiace.
13 febbraio 2008
Scova la differenza
Visto che il videoblogging va di moda e che blogger mi permette di usare Youtube, perché non usufruire?
Allora, cosa c'è di strano? O piuttosto, cosa c'è di meglio?
Allora, cosa c'è di strano? O piuttosto, cosa c'è di meglio?
11 febbraio 2008
Secondo! - aggiornato - aggiornato di nuovo
Allora, novità del giorno, in ordine sparso:
- il nostro buon pannello è ora GnomeVFS-free (TM) - vai GIO, vai!
- update - il modulo gnome-desktop è ora ora GnomeVFS-free (TM) - continua GIO, continua!
- il nostro buon pannello ora mostra una animazione - lo so, inutile, sento già i soliti rompiscatole dire che è copiata da macos - all'avvio della sessione - in pratica la stessa che si ha quando si imposta l'auto-hide, ma su tutti i pannelli automatica all'avvio... oddio, mi viene in mente ora... chissà che succede con un pannello fluttuante...
- update - il nostro buon pannello ora mostra una simpatica animazione anche nel lanciare i lanciatori, ma solo se avete il composite abilitato - prende l'icona del lanciatore e ne fa una zoomata in trasparenza e dissolvenza... come descrizione fa pena, ma volete mettere con l'aspettare di vederlo dal vivo? update dell'update - ok, sono troppo buono...
- Totem (backend GStreamer) riesce a riprodurre i DVD (e scusate se è poco dopo 3 o quattro anni dal passaggio alla versione 0.10 di Gstreamer) - addio VLC, non sono sicuro di rimpiangerti
- Evolution non dovrebbe più rompere i gabbasizi per la mancanza di sincronizzazione tra sommario e casella di posta (anche questo dopo un eone di anni)
- passerò la giornata di San Valentino con mia nonna in visita al ginecologo la mattina e al cardiologo il pomeriggio... non è proprio l'accoppiata cuore/sesso che speravo, ma mi sa che in 24 ore non trovo di meglio... beh, magari qualche donna da trivio...
28 ottobre 2007
Mode brainstorming: on
Nuovo bug da risolvere per gli sviluppatori di GNOME (speriamo non come WONTFIX).
Lo trovate qui e, semplicemente, chiede di dare una rinfrescatina alle preferenze relative ai tipi di carattere.
Il risultato sperato è questo.
Le mie motivazioni sono:
Lo trovate qui e, semplicemente, chiede di dare una rinfrescatina alle preferenze relative ai tipi di carattere.
Il risultato sperato è questo.
Le mie motivazioni sono:
- Odio i sottodialoghi "Dettagli", specie negli strumenti di preferenza
- Qualcuno sa che caz##o è l'ordine subpixel? Lo ha mai dovuto modificare? No? Bene allora via dalla UI e se serve c'è GConf Editor
- Analogo discorso per la risoluzione, solo che qui perché credo si debba mantenere in sincro con quella reale e corrente del server X. Se serve cambiarla c'è GConf Editor.
- Basta dover specificare 4 volte lo stesso font per cambiarlo nelle varie posizioni supportate (applicazioni, scrivania, titoli finestre, documentazione/documenti): gli ultimi tre si cambiano solo se li vuoi diversi dal font generico per le applicazioni
22 ottobre 2007
Fossi figo guiderei una grande jeep
Siete uno di quei poveri sfigati che hanno una vecchia scheda grafica NVIDIA che Ubuntu ha deciso di lasciare fuori dal luccicoso mondo degli effetti visivi? Volete fare colpo sulla vostra amica Guendalina? Avete complessi di inferiorità nei confronti di vostro cuggino che cambia scheda madre, cpu e gpu ogni 4 mesi solo per sparare contro qualche zombie virtuale?
Allora questo post fa per voi.
Ma, parafrasando un noto ex presidente della repubblica, voi non ci state. Voi state cercando di entrare nella casella di posta della vostra amica Guendalina per sapere se vi vuole bene veramente, non esiste che non riusciate a far sbrillucciare un po' le finestrelle.
Ci sono due comodi file di testo a cui mettere mano, uno per tutti gli utenti, l'altro per il solo utente corrente: /etc/xdg/compiz/compiz-manager e $HOME/.config/compiz/compiz-manager. Mettete mano a quello che ritente più adatto per voi; il primo esiste già, quindi potete usarlo come esempio.
Per educare in un sol colpo aggiungete al file le seguenti righe:
Nota seria: abilitando l'indirect rendring, la riga di comando che avvia compiz non dovrebbe contenere --loose-bindings. Non so perché ma ciò non accade. Necessarie maggiori investigazioni.
Lasciate stare.
L'hanno vista muoversi leggera come un gavettone d'idrogeno in direzione del vostro caro amico Furio Terzappi e infilargli in bocca due metri di lingua, la lingua dell'amore... come dite? Ah, vi ha assicurato che non lo ama... cosa? vi dispiace per lui... perché magari poveretto si fa delle idee...
Allora questo post fa per voi.
Necessarie
Per mettere in pratica le esoteriche indicazioni presenti poco oltre vi servono due cose:- una scheda grafica con chipset NVIDIA un po' vecchiotta
- una scheda grafica con chipset NVIDIA con meno di 64 MB di memoria grafica
Ma, parafrasando un noto ex presidente della repubblica, voi non ci state. Voi state cercando di entrare nella casella di posta della vostra amica Guendalina per sapere se vi vuole bene veramente, non esiste che non riusciate a far sbrillucciare un po' le finestrelle.
Al lavoro, al lavoro, Cenerella
Dovete far capire al vostro sistema due cose:- che 32 MB vi sono sempre bastati e continueranno a farlo
- che non deve fare troppo storie, se non riesce a essere fluido, sia indiretto
Ci sono due comodi file di testo a cui mettere mano, uno per tutti gli utenti, l'altro per il solo utente corrente: /etc/xdg/compiz/compiz-manager e $HOME/.config/compiz/compiz-manager. Mettete mano a quello che ritente più adatto per voi; il primo esiste già, quindi potete usarlo come esempio.
Per educare in un sol colpo aggiungete al file le seguenti righe:
NVIDIA_MEMORY="0"Non è proprio necessario mettere zero, basta un valore qualiasi inferiore alla memoria installata sul vostro PC. Salvate, riavviate compiz e voilà, ombrette e gelatine dappertutto (beh, quasi) senza il dramma delle finestre annerite.
INDIRECT="yes"
Nota seria: abilitando l'indirect rendring, la riga di comando che avvia compiz non dovrebbe contenere --loose-bindings. Non so perché ma ciò non accade. Necessarie maggiori investigazioni.
E ora cracking
Adesso che il vostro ego è in pace, state pensando di tornare a crackare la casella di posta di Guendalina, vero?Lasciate stare.
L'hanno vista muoversi leggera come un gavettone d'idrogeno in direzione del vostro caro amico Furio Terzappi e infilargli in bocca due metri di lingua, la lingua dell'amore... come dite? Ah, vi ha assicurato che non lo ama... cosa? vi dispiace per lui... perché magari poveretto si fa delle idee...
26 settembre 2007
Crisi d'identità
Qualcuno è convinto che l'interfaccia del GIMP sia da cambiare. Che tutte quelle finestrelle che il GIMP apre sullo schermo danno fastidio. Che è meglio seguire Photoshop perché è meglio.
Io, sinceramente, non mi trovo così male con l'attuale interfaccia utente. Però in effetti, abbiamo dei seri problemi di... boh, direi corerenza, ma coerenza non è. Provo a spiegarmi.
E per farlo prendo a esempio due cosette. L'una è una applicazione simil-GIMP simil-Photoshop appena rilasciata per Mac, l'altro è il nostro vecchio caro GNOME Panel.
Partiamo dal secondo e da una riflessione fatta sulla desktop-devel-list di GNOME: ha senso avere 3 diversi elementi per gestire una applicazione? Prendete ad esempio Rhythmbox: posso avere un lanciatore sul pannello per mandarlo in esecuzione così, quando ci clicco sopra, mi compaiono un pulsante nell'applet Elenco finestre per mettere in primo piano o nascondere la finestra e un'icona nell'area di notifica (che forse non ci dovrebbe essere, ma questa è un'altra storia) per nascodere il tutto e per una gestione minimale della riproduzione. Analogo discorso si può fare per altre applicazioni come i vari client di IM, o lo stesso client email Evolution (che ora mostra un'icona lampeggiante all'arrivo di nuova posta).
Il tutto, per come è strutturato, è coerente: il lanciatore lancia, l'elenco finestre elenca e gestisce lo stato delle finestre, l'icona di notifica offre azioni e/o informazioni aggiuntive. Non è ammesso, o ammissibile, o cmq possibile, che un lanciatore informi sullo stato dell'applicazione o che uno dei pulsanti dell'elenco finestre abbia qualche voce extra relativa all'applicazione che rappresenta. Noi siamo puri e crediamo nella finestra come monade del nostro ambiente grafico. Una finestra, un pulsante. Per questo, ogni volta che apro N immagini in GIMP ho (almeno) N+2 finestre, quindi N+2 pulsanti. Ognuno per sé. Forse è questo che da fastidio...
Di contro in Mac OS (X) si ragiona per applicazioni: una applicazione, una icona nel dock. Un'icona nel dock che, di volta in volta, di momento in momento, serve per: lanciare una istanza dell'applicazione, portare in primo piano o nascondere un'istanza (in esecuzione) dell'applicazione, segnalare qualcosa (vedi l'icona del client email che mostra le nuove email o la nuova icona del client di calendario che indica la data odierna), fornire la possibilità di azioni aggiuntive (vedi i'icona di iTunes che funziona più o meno come l'icona di notifica di Rhythmbox). È un approccio migliore? Si? No? Non è detto. È un approccio diverso che in certe condizioni potrebbe risultare migliore. L'icona nel dock non è un lanciatore, o un segnaposto per la finestra o un indicatore. È l'applicazione stessa.
Poi ovviamente il dock ha una marea di altri problemi, ma almeno il fatto che a un'applicazione corrisponda una sola icona permette a menti non flessibili di creare un'identificazione chiara e ragionevole (Panfilo Maria Lippi direbbe venire in contro alle vostre limitate capacità mentali).
E qui arriviamo alla nuova applicazione simil-GIMP, simil-Photoshop per Mac annunciata prima. Si chiama Pixelmator, non è gratuita (se non ho capito male), non è libera (sebbene usi software open source, come dichiarato in homepage; credo si tratti di ImageMagik), quindi non ci dovrebbe interessare. Però un'occhiatina alle schermate e allo screencast mi rendono un po' invidioso... Non della tizia sdraiata sul divano rosa (semmai del divano rosa su cui la tizia è sdraiata), ma del fatto che Pixelmator sembra essere quello che è la mia idea di GIMP.
Guardate ad esempio questa anteprima. Le varie finestrelle sparse qua e là per la scrivania non hanno i canonici tre pulsanti ciascuna. Alcune hanno solo un pulsante "chiudi" (a che serve minimizzare o massimmizzare la finestra dei livelli o dei pennelli?), altre non hanno affatto pulsanti (come il dialogo Luminosità e contrasto: o applico le modifiche o le scarto. Ah. se vi guardate anche lo screencast, rodetevi dentro nel vedere come gli effetti sono applicati on-fly sull'immagine e OK serve solo da conferma). L'unica finestra che ha senso massimizzare o minimizzare è quella dell'immagine su cui sto lavorando. Suppongo, ma sono stato davanti a MacOSX una sola volta in vita mia per eseguire FireFox, che se nascondo l'applicazione nel dock, scompaiono tutte le finestrelle. Già che siamo in tema, godetevi anche la versione "schermo intero": direi che se sei un grafico e stai lavorando su una sola immagine in alta definizione non puoi chiedere di meglio no?
Su tutto regna indiscussa la barra dei menù unificata e spazialmente condivisa tra tutte le applicazioni, marchio di fabbrica del MacOS. Che sia cosa buona o meno io non lo so. So che, tanto tempo fa, quando ancora installavo GNOME e KDE, feci una settimana di test in KDE usando l'opzione che permette di avere una cosa analoga. Non mi stava molto simpatica: forse l'abitudine a un diverso approccio, forse il fatto che il KDE era pensato per avere la barra dei menù nella finestra e quello era solo un eye-candy, forse un sacco di altre cose. Di certo però l'approccio icona-applicazione nel dock richiede che la barra dei menù sia fatta in tal modo e viceversa. Le due scelte di design sono complementari.
OK, potreste dire che questo è un'altro di quei soliti post che vogliono spingere a uno GNOME sempre più simile a MacOS, fino ad essere una mera copia. Potreste dire che comunque una cosa del genere non è possibile perché GNOME deve fare i conti con X Window System, con gli altri toolkit, con gli standard e via dicendo. Potreste dire una marea di altre cose e vi dovrei anche dare ragione. Francamente però mi piacerebbe tanto avere una migliore gestione delle finestre nel mio ambiente grafico, ossia la possibilità di avere delle finestre toolbox e delle finestre dialogo/allerta che siano finalmente aderenti all'HIG: niente titolo e niente pulsanti per le finestre di entrambi (tranne chiudi per le toolbox). Se poi le toolbox "seguissero" la finestra madre quando viene minimizzata/ripristinata e non comparissero nell'elenco finestre, allora sarebbe il massimo.
E non vi verrebbe più in mente di chiedere un GIMP più simile a Photoshop.
PS - Sì, lo ammetto, il piccolo UI designer che è in me adora le toolbox e le metterebbe ovunque, anche in programmi tipo foglio di calcolo/word processor/presentazione. Per me è logica: finestra con documento e finestrelle con gli "strumenti" che si possono usare sul documento. Un paio di regole ben precise e un buon window manager e il gioco è fatto.
Io, sinceramente, non mi trovo così male con l'attuale interfaccia utente. Però in effetti, abbiamo dei seri problemi di... boh, direi corerenza, ma coerenza non è. Provo a spiegarmi.
E per farlo prendo a esempio due cosette. L'una è una applicazione simil-GIMP simil-Photoshop appena rilasciata per Mac, l'altro è il nostro vecchio caro GNOME Panel.
Partiamo dal secondo e da una riflessione fatta sulla desktop-devel-list di GNOME: ha senso avere 3 diversi elementi per gestire una applicazione? Prendete ad esempio Rhythmbox: posso avere un lanciatore sul pannello per mandarlo in esecuzione così, quando ci clicco sopra, mi compaiono un pulsante nell'applet Elenco finestre per mettere in primo piano o nascondere la finestra e un'icona nell'area di notifica (che forse non ci dovrebbe essere, ma questa è un'altra storia) per nascodere il tutto e per una gestione minimale della riproduzione. Analogo discorso si può fare per altre applicazioni come i vari client di IM, o lo stesso client email Evolution (che ora mostra un'icona lampeggiante all'arrivo di nuova posta).
Il tutto, per come è strutturato, è coerente: il lanciatore lancia, l'elenco finestre elenca e gestisce lo stato delle finestre, l'icona di notifica offre azioni e/o informazioni aggiuntive. Non è ammesso, o ammissibile, o cmq possibile, che un lanciatore informi sullo stato dell'applicazione o che uno dei pulsanti dell'elenco finestre abbia qualche voce extra relativa all'applicazione che rappresenta. Noi siamo puri e crediamo nella finestra come monade del nostro ambiente grafico. Una finestra, un pulsante. Per questo, ogni volta che apro N immagini in GIMP ho (almeno) N+2 finestre, quindi N+2 pulsanti. Ognuno per sé. Forse è questo che da fastidio...
Di contro in Mac OS (X) si ragiona per applicazioni: una applicazione, una icona nel dock. Un'icona nel dock che, di volta in volta, di momento in momento, serve per: lanciare una istanza dell'applicazione, portare in primo piano o nascondere un'istanza (in esecuzione) dell'applicazione, segnalare qualcosa (vedi l'icona del client email che mostra le nuove email o la nuova icona del client di calendario che indica la data odierna), fornire la possibilità di azioni aggiuntive (vedi i'icona di iTunes che funziona più o meno come l'icona di notifica di Rhythmbox). È un approccio migliore? Si? No? Non è detto. È un approccio diverso che in certe condizioni potrebbe risultare migliore. L'icona nel dock non è un lanciatore, o un segnaposto per la finestra o un indicatore. È l'applicazione stessa.
Poi ovviamente il dock ha una marea di altri problemi, ma almeno il fatto che a un'applicazione corrisponda una sola icona permette a menti non flessibili di creare un'identificazione chiara e ragionevole (Panfilo Maria Lippi direbbe venire in contro alle vostre limitate capacità mentali).
E qui arriviamo alla nuova applicazione simil-GIMP, simil-Photoshop per Mac annunciata prima. Si chiama Pixelmator, non è gratuita (se non ho capito male), non è libera (sebbene usi software open source, come dichiarato in homepage; credo si tratti di ImageMagik), quindi non ci dovrebbe interessare. Però un'occhiatina alle schermate e allo screencast mi rendono un po' invidioso... Non della tizia sdraiata sul divano rosa (semmai del divano rosa su cui la tizia è sdraiata), ma del fatto che Pixelmator sembra essere quello che è la mia idea di GIMP.
Guardate ad esempio questa anteprima. Le varie finestrelle sparse qua e là per la scrivania non hanno i canonici tre pulsanti ciascuna. Alcune hanno solo un pulsante "chiudi" (a che serve minimizzare o massimmizzare la finestra dei livelli o dei pennelli?), altre non hanno affatto pulsanti (come il dialogo Luminosità e contrasto: o applico le modifiche o le scarto. Ah. se vi guardate anche lo screencast, rodetevi dentro nel vedere come gli effetti sono applicati on-fly sull'immagine e OK serve solo da conferma). L'unica finestra che ha senso massimizzare o minimizzare è quella dell'immagine su cui sto lavorando. Suppongo, ma sono stato davanti a MacOSX una sola volta in vita mia per eseguire FireFox, che se nascondo l'applicazione nel dock, scompaiono tutte le finestrelle. Già che siamo in tema, godetevi anche la versione "schermo intero": direi che se sei un grafico e stai lavorando su una sola immagine in alta definizione non puoi chiedere di meglio no?
Su tutto regna indiscussa la barra dei menù unificata e spazialmente condivisa tra tutte le applicazioni, marchio di fabbrica del MacOS. Che sia cosa buona o meno io non lo so. So che, tanto tempo fa, quando ancora installavo GNOME e KDE, feci una settimana di test in KDE usando l'opzione che permette di avere una cosa analoga. Non mi stava molto simpatica: forse l'abitudine a un diverso approccio, forse il fatto che il KDE era pensato per avere la barra dei menù nella finestra e quello era solo un eye-candy, forse un sacco di altre cose. Di certo però l'approccio icona-applicazione nel dock richiede che la barra dei menù sia fatta in tal modo e viceversa. Le due scelte di design sono complementari.
OK, potreste dire che questo è un'altro di quei soliti post che vogliono spingere a uno GNOME sempre più simile a MacOS, fino ad essere una mera copia. Potreste dire che comunque una cosa del genere non è possibile perché GNOME deve fare i conti con X Window System, con gli altri toolkit, con gli standard e via dicendo. Potreste dire una marea di altre cose e vi dovrei anche dare ragione. Francamente però mi piacerebbe tanto avere una migliore gestione delle finestre nel mio ambiente grafico, ossia la possibilità di avere delle finestre toolbox e delle finestre dialogo/allerta che siano finalmente aderenti all'HIG: niente titolo e niente pulsanti per le finestre di entrambi (tranne chiudi per le toolbox). Se poi le toolbox "seguissero" la finestra madre quando viene minimizzata/ripristinata e non comparissero nell'elenco finestre, allora sarebbe il massimo.
E non vi verrebbe più in mente di chiedere un GIMP più simile a Photoshop.
PS - Sì, lo ammetto, il piccolo UI designer che è in me adora le toolbox e le metterebbe ovunque, anche in programmi tipo foglio di calcolo/word processor/presentazione. Per me è logica: finestra con documento e finestrelle con gli "strumenti" che si possono usare sul documento. Un paio di regole ben precise e un buon window manager e il gioco è fatto.
24 settembre 2007
Chiedo il massimo della pena, signor presidente
Bisogna smetterla con questi tentativi anarcoidi ed eversivi di rovesciare le fondamento del nostro stato. Volete le prove? Ecco le prove.
Questo che vedere è l'aspetto del tema Glossy distribuito con GNOME.

Quest'altro è l'aspetto del tema Nodoka che sarà predefinito in Fedora.

Bene, ammettiamolo, sono diversi, un po' diversi. Di certo nel colore, un po' nei dettagli.
C'era però bisogno di fare un tema da zero? Oddio, da zero, leggete l'intervista a
Martin Sourada e scoprirete non solo il perché, ma anche che tale intraprendente giovanotto ha copiato, ebbene sì. copiato il codice a un noto sviluppatore e artista, italianissimo perdipiù, senza nemmeno chiedere.
Non vi va? Riassumo. Fedora, come tutti, applica delle personalizzazioni. Finora si era limitata alla grafica della schermata di login, allo splash screen, allo sfondo predefinito e a usare Mist come tema della icone (che cambia solo le icone delle cartelle e poco altro). Ma Fedora ha in cantiere un nuovo set di icone, Echo, molto dissimile dalle indicazioni di Tango. Contrasti, saturazioni, tavolozze, prospettiva, stile. Tutto diverso. Era necessario un nuovo aspetto anche per il tema delle GTK+.
Ma per 4 o cinque cose che non si potevano ottenere cambiando colori e dimensioni, era proprio necessario fare un tema da zero? E chi ha detto che Cimi non avrebbe apprezzato i cambiamenti e magari inclusi in upstream (Cimi, dimmi che non ti hanno contattato, sennò mi fai fare brutta lettura coi miei lettori)?
Per esempio, i cursori degli scroller di Nodoka non sono malaccio, così come i gradienti dei pulsanti (che sembrano un po' più vetrosi e tridimensionali, forse anche grazie alle due righe più chiare in basso, forse al contrasto col colore dello sfondo, chissà) e il gradiente sulle linguette non attive (guardandolo ora a confronto, quello di Glossy è in effetti un po' troppo netto, sopra chiaro sotto scuro, e appare brutto nello schede disposte di lato). Di certo l'ombretta sui pulsanti attivi è una pessima idea per l'allineamento con gli altri widget e la barra di avanzamento sembra terribilmente irreale.
Morale della storia, abbiamo un altro tema "molto più veloce" che non è poi molto dissimile da altri. Anche se non ho mai capito come si fa a dire (a parte usare dei gradienti che siano computazionalmente meno onerosi, quindi più semplici) che un tema è più veloce. Abbiamo una suite per provarli e stressarli?
Ovviamente analogo discorso vale anche per altre note distribuzioni libere, come Ubuntu e il suo tema Human. A propostito, Cimi, non è che hai per le mani un paio di colori (sfondo, evidenziato, suggerimento) da usare con Glossy per renderlo più "Human"? Io ho fatto qualche prova, ma non riesco a tirare fuori una coppia arancione/{sfondo} adatta :-(
Questo che vedere è l'aspetto del tema Glossy distribuito con GNOME.

Quest'altro è l'aspetto del tema Nodoka che sarà predefinito in Fedora.

Bene, ammettiamolo, sono diversi, un po' diversi. Di certo nel colore, un po' nei dettagli.
C'era però bisogno di fare un tema da zero? Oddio, da zero, leggete l'intervista a
Martin Sourada e scoprirete non solo il perché, ma anche che tale intraprendente giovanotto ha copiato, ebbene sì. copiato il codice a un noto sviluppatore e artista, italianissimo perdipiù, senza nemmeno chiedere.
Non vi va? Riassumo. Fedora, come tutti, applica delle personalizzazioni. Finora si era limitata alla grafica della schermata di login, allo splash screen, allo sfondo predefinito e a usare Mist come tema della icone (che cambia solo le icone delle cartelle e poco altro). Ma Fedora ha in cantiere un nuovo set di icone, Echo, molto dissimile dalle indicazioni di Tango. Contrasti, saturazioni, tavolozze, prospettiva, stile. Tutto diverso. Era necessario un nuovo aspetto anche per il tema delle GTK+.
Ma per 4 o cinque cose che non si potevano ottenere cambiando colori e dimensioni, era proprio necessario fare un tema da zero? E chi ha detto che Cimi non avrebbe apprezzato i cambiamenti e magari inclusi in upstream (Cimi, dimmi che non ti hanno contattato, sennò mi fai fare brutta lettura coi miei lettori)?
Per esempio, i cursori degli scroller di Nodoka non sono malaccio, così come i gradienti dei pulsanti (che sembrano un po' più vetrosi e tridimensionali, forse anche grazie alle due righe più chiare in basso, forse al contrasto col colore dello sfondo, chissà) e il gradiente sulle linguette non attive (guardandolo ora a confronto, quello di Glossy è in effetti un po' troppo netto, sopra chiaro sotto scuro, e appare brutto nello schede disposte di lato). Di certo l'ombretta sui pulsanti attivi è una pessima idea per l'allineamento con gli altri widget e la barra di avanzamento sembra terribilmente irreale.
Morale della storia, abbiamo un altro tema "molto più veloce" che non è poi molto dissimile da altri. Anche se non ho mai capito come si fa a dire (a parte usare dei gradienti che siano computazionalmente meno onerosi, quindi più semplici) che un tema è più veloce. Abbiamo una suite per provarli e stressarli?
Ovviamente analogo discorso vale anche per altre note distribuzioni libere, come Ubuntu e il suo tema Human. A propostito, Cimi, non è che hai per le mani un paio di colori (sfondo, evidenziato, suggerimento) da usare con Glossy per renderlo più "Human"? Io ho fatto qualche prova, ma non riesco a tirare fuori una coppia arancione/{sfondo} adatta :-(
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