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4 febbraio 2011

Welcome back xorg.conf

A chi non se ne fosse accorto, negli ultimi tempi l'utilità dello storico file /etc/X11/xorg.conf è diventata così marginale e nulla da essere rimosso in toto dai sistemi Linux, tutto a vantaggio dei meccanismi di autoconfigurazione di Xorg stesso.


OK, se ne sono accorti in pochi, ossia tutti quelli che avuto la necessità di passare qualche paramentro particolare al buon caro vecchio server grafico (ditemi quello che vi pare, ma spero che sia impedito a wayland di occupare le macchine di un qual si voglia utente prima che sia garantito il funzionamento di ssh -X hostname).

Poniamo il caso che vogliate provare la futura e futuribile GNOME Shell, poniamo il caso che il vostro hardware sia una scheda grafica Ati abbastanza recente, poniamo il caso che la vostra distribuzione sia una di quelle stabili (una a caso, almeno in questo l'una vale l'altra) uscite recentemente in autunno/inverno 2010, ebbene sappiate che avrete bisogno di installare driver grafici (e in particolare le librerie mesa) più nuove possibili. Per esempio, in Ubuntu dovrete attivare il famoso repository PPA xorg-edgers¹ per fare in modo che sia usato il nuovo driver Gallium.

E come fare per usare 'sto driver Gallium? Ebbene, dicendo a xorg.conf di usarlo... Beh, non proprio a TUTTO xorg.conf, basta semplicemente creare una directory /etc/X11/xorg.conf.d/ e all'interno di essa un mozzicone del vecchio file, magari con nome 00-gallium.conf, con unico contenuto qualcosa del genere
Section "Device"
   Identifier "generic"
   Driver     "radeon"
   Option     "ForceGallium" "True"
EndSection
Sapevatelo!

[1] maggiori spiegazioni nel post "GNOME Shell: per molti ma non per tutti" che aspetta di essere pubblicato da circa un paio di mesi

31 gennaio 2010

Dolcetto o scherzetto? - reprise

OK, la funzione di Empathy indicata nel post precedente non è tutta sta gran meraviglia, utile ma di certo non definitiva.

Ma si sa che sono sempre in vena di schermi, sono un tipo che si schermisce molto...

La vera notizia che volevo dare è la seguente. Voi, laggiù, proprio voi. Fate come me, non rinunciate ad avere un iTavoletta solo perché è closed source. Costruitevene uno da soli!

24 luglio 2009

Science Fiction/Double Fiction

La buona notizia è che alla fine della fiera ho un computer nuovo¹.

La cattiva notizia è che inebriato dai FLOPS² aggiuntivi mi sto divertendo a provare distribuzioni e sistemi operativi in macchina virtuale, un po' come un bambino lasciato chiuso per errore in un negozio di giocattoli nella notte di Natale.

Cattiva nel senso che dopo 2 anni che non provavo più una Fedora, finalmente ho avuto la voglia di farlo, cattiva nel senso che questa prova mi ha lasciato a bocca aperta, cattiva nel senso che Fedora 11 è assolutamente bleeding edge, assolutamente piena di cose interessanti come l'autenticazione via impronte digitali, ma se nel CD Live ci mettete la JDK invece di OpenOffice, non venite a lamentarvi dicendo che Ubuntu pur non essendo innovativa come voi ha più utenti, tontoloni per di più... Non è Ubuntu a gettare fumo negli occhi, siete voi che vi state sparando sulle palle.

[1] oddio, mica vorrete che faccia l'elenco dei componenti come quelli che scrivono sui forum di hardware, gaming e overclocking, vero???
[2] mega? giga? peta? boh, onestamente non so quanto, e cmq mi sa che più che i FLOPS qui conta anche la RAM e lo spazio su harddisk

2 giugno 2009

Doccia bagnata

Nell'attesa che il mio pusher di titoli figherrimi si riprenda dal fantasticare su sequenze saffiche multiple sotto la doccia in quel di Sardegna, nell'attesa che, si spera, vengano forniti i dettagli di questa notizia e che tutti possano godere per quanto possibile... no, aspettate, non parafrasate. Quando ho scritto i "dettagli di questa notizia" intendevo QUESTA NOTIZIA, non quella notizia della doccia saffica.

Ne viene ovviamente che anche mentre parlavo di godere mi riferivo a "QUESTA NOTIZIA", non a "quella notizia", quindi nell'accezione del termine che vuol dire "beneficiare", non in quella più piacevole assai.

Cmq, nell'attesa e nella speranza di sapere i dettagli delle ottimizzazioni apportate, io vi suggerisco la mia personale:
  1. aprire il Terminale e digitare mount seguito da Invio
  2. leggere l'elenco dei punti di mount
  3. se nell'elenco dei punti di mount non vi è la directory /tmp
  4. aprire il file /etc/fstab con permessi di amministrazione
  5. inserire la riga: tmpfs /tmp tmpfs defaults 0 0
  6. riavviare il proprio netbook
Voilà: la directory /tmp è ora una manciata di kbyte nella memoria RAM invece che la stessa manciata di kbyte sul vostro hard disk SSD letti e scritti e letti e scritti e scritti e letti e letti e scritti con grande intensità. Magari quanto una doccia saffic.... BASTA!!!

3 maggio 2009

Cosa intendevi con «Discolabirinto»?

Vorremmo invitarvi

questa sera

in un posto

che noi amiamo chiamare

Discoteca Labirinto

Bianca e senza luci colorate. Dalla quale, ovviamente, non si possa uscire più. Che poi, "possa"... non è che uno che si trova in discolabirinto abbia la voglia di pensare di uscire. Si sta lì, si balla, si vive, si balla, si balla di nuovo, si vive ancora.

Io conto di restarci, con la giusta compagnia. Voi, se proprio siete così pavidi e cercate l'uscita, seguite il coniglio bianco.

19 aprile 2009

Le lepri sono state saldamente assicurate al terreno

Update: primo e forse ultimo, hanno risposto, aggiunti i punti 4, 5, 6 e 7 all'elenco.

Vorrei puntualizzare il fatto che questo blog, finora, ha mostrato la netta tendenza a scendere nel grottesco. Ora, nessuno più di me ama farsi due risate, a parte mia zia e un paio di sue amiche. Ah, sì, e il Capitano Johnson. Ripensandoci, molti amano più di me farsi due risate, ma stiamo divagando. Io ordino a questo blog di non scadere ancora nel grottesco. Da questo istante.

Per questo motivo, comunicazione di servizio a chi chiedeva se l'assistenza della Dell fosse diversa tra sistemi acquistati online e sistemi acquistati al centro commerciale.

La risposta è "sì, ma anche no".... Ecco, lo sapevo, di nuovo grottesco...

Vabbè, insomma, il sistema Dell che acquistate al centro commerciale ha come data di inzio assistenza quella del giorno in cui il pacchetto è stato consegnato al distributore (nel mio caso, per esempio, era il 15 ottobre 2008). Ah, e non sto parlando di paccheti deb o rpm e vendor di GNU/Linux.

A quanto pare però basta mettersi in contatto con l'assistenza (dopo aver aperto un account su dell.it) chiedendo lumi e vi diranno:
  1. che è consigliato registrare il prodotto presso www.dell.com/register (fatto, bisogna scegliere la nazione. inserire i propri dati e la matricola del prodotto; in effetti a un certo punto viene citato Carrefour, per cui credo sia una procedura tipica per acquisti off-line)
  2. "inviare via mail lo scontrino o la fattura in modo da poter effettuare verifiche sui nostri sistemi" (fatto, io l'ho scansionato lo scontrino, dite che va bene lo stesso?)
  3. aspettare (I'm here)
  4. ricevere criptica email di risposta che inizia con "non possiamo aggiornare il sistema per cambiare i dati della sua garanzia"
  5. continuare a leggere la criptica email, dopo aver pronunciato a mezzavoce un eccheccazzo al fine di notare la frase "In ogni caso Le confermo in questa e-mail che il computer ha 15 mesi di garanzia dalla data di acquisto (27/03/09). La garanzia scadra' quindi il 27/08/10."
  6. sorridere contenti per il fatto di avere ragione
  7. interrogarsi sul perché dicano 15 mesi, visto che per legge italiana (ammesso che le leggi italiane abbiano un senso) dovrebbe essere due anni, che l'anno è fatto da 12 mesi e che 2*12=12+12=24>15
A chi interessasse, aggiornerò questo post quando avrò nuove notizie in proposito

PS sì, visto, sono stato bravo, non sono sceso nel grottesco nel finale, a meno che il fatto di non essere sceso nel grottesco "secondo il senso comune" non sia un scendere nel grottesco "secondo i canoni di questo blog".

10 aprile 2009

Mess With the Bests, Die Like the Rest

Giuro, ultimo post sul Dell Mini; il prossimo un po' di sana, vecchia, cara polemica alla "emo" dedicata, ovviamente, al passaggio da un noto e se vogliamo adeguato VCS a un altrettanto noto e se vogliamo schizofrenico DVCS¹.

Ma come fare a lasciarsi sfuggire una bella storia come questa, assieme alla gemella adeguata risposta? Ah, vi ho passato i link a OSNews per la lapidaria frase "the rest of his reasons are debatable at best, and nonsense at worst".

Visto che tutto è stato già detto nei due post originali e nell'analisi di OSNews, visto che l'unica cosa figa da dire che mi viene in mente è che proporre ancora Windows XP è o accanimento terapeutico o sfruttamento della prostituzione², visto che l'evoluzione dei netbook nell'ultimo anno mi fa pensare che il genere umano meriti l'estinzione³, onde evitare di essere negativo, vi propongo un interessante "use case" (o case use? boh), o contest, o confronto.

Io ho il mio Dell Mini con Ubuntu 8.04, Flavia ha lo stesso hardware con Windows XP SP3. Io ho Firefox 3 e OpenOffice 2.4 preinstallati, lei ha dovuto installare un antivirus. Secondo voi, nella fortunata evenienza in cui Flavia mi inviti a casa sua per un the (nella mal celata speranza che dica "caffè? the? mhe?") chi dei due riuscirà a collegare il cavetto della stampante e stampare dal Dell Mini in... 20 secondi?

OK, era una domanda retorica...

[1] e come altro poteva essere, visto che è ricamato attorno alle esigenze di tal Torvalds, che dopo 15 anni non è ancora riuscito a comprendere i due concetti "ramo stabile, ramo di sviluppo" e "stabilità delle API e delle ABI"?
[2] accanimento visto che Windows XP è ormai non in coma irreversibile, ma morto; prostituzione visto quanto hanno dovuto abbassare i prezzi per farlo installare OEM sui netbook
[3] dai, affermiamolo senza paura: molti dei prodotti in vendita o in arrivo in questo segmento non sono più netbook e se hanno messo harddisk da 160 Giga e inutile RAM (qui sul Dell Mini con FireFox e OpenOffice aperti si viaggia intorno al 40% di 1 Giga) perché gli aquirenti lo volevano, allora gli aquirenti non ci hanno capito una benemerita (ceppa, non l'arma dei Carabinieri)


UPDATE la 's' finale in Bests mi sa che è imbarazzante....

4 aprile 2009

Il computer errante di Howl

Qui di seguito un elenco di azioni da compiere per far funzionare tutto l'hardware del Dell Mini con GNU/Linux (in particolare con la versione di Ubuntu preinstallata UPDATE haemm, scusate, qui ho dimenticato di scrivere "[...] ma in generale senza timore anche con l'ultimo rilascio stabile della stessa", che funzionasse con il Sistema Operativo con cui è fornito è tautologico...):
  • premere il tasto di accensione
  • nihil
  • nihil
  • nihil
  • nihil
  • nihil
  • nihil
Queste sono solo le principali e immediate, che non richiedono interventi importanti e decisi come patchare il kernel. Per altre finezze, come usare una scheda SD come home, dovrete attendere un pochetto¹.

Nel frattempo, se sapere che l'hardware funziona bene e appare terribilmente solido e non giocattoloso, che non ci è montata sopra una aberrazione genetica come la Xandros dell'eeepc, che è piccolo, compatto e leggero senza essere sacrificato, se sapere tutto ciò non vi basta, beh, considerate che le donne A-DO-RA-NO questo computer, è una irresistibile calamita per il gentil sesso².

[1] io volevo fare qualcosa ti completo tipo: se la scheda SD è inserita al boot, allora montala in /home, se no montala in /media, ma richiede un po' di tempo, che per ora non ho... Considerate che l'attuale soluzione è stata inserire una voce in /etc/fstab, che si traduce in "se fai il boot senza la scheda SD, si interrompe e appare il prompt di root"
[2] vabbè, al momento i casi di studio sono mamma e sorella, ma magari in questi giorni esco e vado a fare qualche test al parco, poi nei bar, infine nella città universitaria. Se dovessi restare invischiato, non cercatemi.

30 marzo 2009

Tales of Suspence

Una gioviale richiesta per chi ha tempo, voglia e conoscenza per risolvere il quesito.

Dunque, un mio amico ha comprato una scheda SD e un pendrive USB perché... OK, lo ammetto, non ce la faccio a mentire. Sono io quel un mio amico di prima e questo è il mio lamentoso caso.

Ovviamente ho giocherellato al punto da incasinare la Ubuntu sul Dell Mini, una volta in modo assolutamente colpevole (non mi piaceva il nome dell'utente generico che avevo messo e volevo cambiarlo editando a manina /etc/passwd e /etc/group, ma la fretta è cattiva consigliera così ho lasciato utenti e gruppi incoerenti e non si poteva più fare il login) la seconda in modo assolutamente ignorante (nel senso che ignoro cosa sia successo, io non ho fatto nulla di nulla, solo aggiornato il bios, poi usato, poi spento, poi riacceso, poi messo in sospensione, poi fatto ripartire e infine hanno smesso di funzionare diversi componenti del sistema legati a DBus tra cui network manager).

Così, alla fine delle correzioni, mi ritrovo con una scheda SD che avevo inizialmente acquistato per provare a usarla come HOME (per salvaguardare la durata dell'harddisk), che ho provato a usare per copiarci sopra con dd(1) l'immagine di ripristino fornita da Dell¹ (tentativo infruttuoso) e che ora vorrei riprovare a usare come in origine. C'è però un "ma".

All'inizio, al primo inserimento della scheda SD, GNOME l'ha montata in automatico, ha mostrato l'icona della scheda SD e ha usato una etichetta consona per l'icona.

Poi ho "copiato" con dd l'immagine, che non è servito perché sembra che per il boot ci vogliono i pendrive.

Infine, con fdisk, ho eliminato e ricreato una partizione. Ottenendo
Disco /dev/mmcblk0: 4089 MB, 4089446400 byte
255 heads, 63 sectors/track, 497 cylinders
Units = cilindri of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Disk identifier: 0x8ef631df

Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/mmcblk0p1 1 497 3992121 b W95 FAT32
Perché, mi domando perché all'inserimento della scheda il sistema adesso monta correttamente mmcblk0p1 e tenta di montare (fallendo, ovvio) anche mmcblk0, con errore "can't read superblock"? È colpa del dd? Devo fare qualcosa che mi sfugge oltre a creare la partizione e formattarla? Grazie in anticipo.

UPDATE: me stupido, me aveva dimenticato di azzerare la tabella delle partizioni, tramite il comando interno "o" (crea una nuova tabella delle partizioni vuota) di fdisk. Ero stupidamente convinto che non fosse necessario...

[1] su Internet e poi ritirata, meno male che ci sono i torrent

29 marzo 2009

N come "Non pervenuto"

Visto che il piano A richiedeva troppo tempo, visto che l'occasione fa l'uomo ladro, visto che una volta tanto le mie motivazioni sono state accettate e bene accolte, siamo passati al piano B. Anche se, a dirla tutta, in realtà alla fine abbiamo applicato il piano B-2.

Spiego.

Il piano A era il caro vecchio "vado in giro per negozi, compro i pezzi, monto i pezzi, voilà, il computer nuovo eccolo qua". Impegnativo e complicato, specie se vi siete incaponiti con un particolare chipset che il mercato non apprezza¹, specie se non avete un PC per vedere se oggi hanno pezzi disponibili (i fidati IT-Point e TiburCC).

Il piano B è giunto come un fulmine a ciel sereno ed era "hmmmmm, è arrivata la pubblicità nella cassetta della posta... cacchio! proprio proprio adesso dovevano vendere il Dell Mini 9 alla allettante cifra di 199€!!!! .... hmmmm ..... hmmmm ..... MOMENTO! il Dell Mini costa poco, è disponibile ora e adesso, è cariiino, è utile, è così cariiino, è economico, è tanto cariiiiino... ok, cambiamo i piani: compriamo il Dell Mini _ora_ e poi con calma e pazienza il pc desktop"

Il piano B-2 è stato una cosa del genere, con la differenza che ne ho comprati due e dato indietro uno: il primo, infatti, a fronte dell'assicurazione del commesso che si trattava di un prodotto con installato "Linux Ubuntu Italiano" come da pubblicità, conteneva invece una tossica installazione di Windows XP. Sfortuna ha voluto che in quel negozio avevano solo versioni tossiche. Fortuna ha voluto che Flaviuccia ha aperto per prima il suo, che mia sorella è stata caparbia e che a Roma c'è un fottio di Carrefour sparsi qua e là (ma soprattutto qua, nei dintorni di casa mia). Certo, doverne aprire un paio per capire in quale ci fosse Ubuntu e in quale no è stato un po' triste, avrebbero potuto spendere mezzo centesimo di inchiostro per stamparlo sull'etichetta esterna, invece che limitarsi a sostituire la pecetta "Windows XP Inside" con una misteriosa "n SERIES"².

Comunque fare avanti indietro perché sarebbe stato meglio comprare il secondo con Ubuntu prima di rendere quello con Win è anche stato piacevole, magari per colpa della compagnia.

Quagliando: sì, ho sotto le mani un Dell Inspiron 910, altresì noto come Mini 9, nella versione con 1 GB di RAM e 8 GB di HD che sul sito Dell trovate a 329 €, avendolo pagato solo 199 (in offerta solo per venerdì). E sì, vendevano per lo stesso prezzo lo stesso modello con Windows XP, che però non trovate sul sito Dell. Mi verrebbe da dire "Brutti bastardi!" (alla "hanno ammazzato Kenny"), ma non so esattamente a chi indirizzarlo...

PS Vi piacerebbe sapere come funziona, vero??? Beh, aspettate che le mie forti e affusolate dita si siano abituate a siffatti tasti, che per scrivere questo posti ci ho messo 2 giorni...

UPDATE: fonti vicine mi dicono che il piccolino era ancora in vendita sabato (o domenica?) allo stesso scontatissimo prezzo presso Carrefour Tor Vergata, se vi interessa... (ma vi consiglio di andare sul sito della carrefour, cercare il numero di telefono della sede e chiedere)

[1] è vecchio, ma rileggetevi questo
[2] ma che vuol dire "n SERIES"? sta lì solo perché ci devono stare per contratto due pecette? Non potevano fare una nella pecetta col logo di Ubuntu? Gli costava troppo alla Dell? Hanno accordi che non possono farlo così come (vedi link sopra) non possono usare processori AMD?

14 marzo 2009

Break Even Point

Per permettere ai suoi utenti di usare il proprio computer in modo istantaneo, la nota società Asus fornisce alcune sue schede madri del sistema Express Gate, un micro GNU/Linux con alcune applicazioni orientate alla rete.

Per l'aggiornamento del bios la nota società Asus mette a disposizione dei suoi utenti un'applicazione per Windows Qualcosa (dalla interfaccia utente alquanto dubbia... l'aspetto da ciondolo magico da parodia porno di film fantasy di quinta categoria tipo Harry Hotter e lo scetto dei segreti serve a qualcosa? non era meglio usare i widget del toolkit di Windows?? mah!) e il classico programma DOS da tenere ed eseguire su floppy di sistema.

Ora, considerando che la nota società Asus sta dismettendo il supporto ai floppy disk nelle schede madri di sua produzione, potrei suggerire alla nota società Asus di dismettere lo sviluppo di cotale applicazione per Windows, favorendo invece una applicazione inserita nell'Express Gate di cui sopra, prima che si giunga al punto in cui solo che ha Windows Qualcosa può tenere aggiornato il bios? 

Se può interessare, limitatamente ai modelli che mi interessavano, nelle mie ricerche l'unico vendor che ha un sistema per l'aggiornamento del BIOS on board che non usa il sistema operativo sembra essere Gigabyte.

26 febbraio 2009

Down and snailing

Se vi stupite della presenza di quel coso qui di fianco, il motivo è triplice, tutto concentrato nella stessa giornata:
  • è arrivata la bolletta d'Inverno dell'Italgas (euri 550)
  • il muso della macchina è stato sfrantumato dalla macchina che ha tagliato la strada a mamma (euri ignoti, il passeggero della macchina tagliatrice si è fatta portare all'ospedale, l'assicurazione non liquida prima del verbale dei vigili che in presenza di feriti [????] non viene rilasciato prima di 120 gg)
  • la motherboard di redrum ha tirato le cuoia.
Per cui, nell'attesa che io sia di nuovo up and running, vi beccate un po' di sana pubblicità che in assenza del caro vecchio Intervallo è sempre una buona soluzione per combattere la cattiva congiunzione economica.

Fine delle trasmissioni, almeno fino a quando non scrocco di nuovo il computer a una bellissima ragazza...

...o forse dovrei attivare le donazioni via Paypal???

PS AMD o Intel?? io sarei per la prima... No, Emmanuele tu non conti, ci lavori per Intel, sarebbe conflitto d'interessi :P

26 ottobre 2008

C'è la crisi c'è la crisi ma tutti hanno per le meno due macchine

In tempi di ristagnazione dell'economia globale, anzi di crisi e recessione mi dicono dall'ansa, è importante che noi, una volta cittadini, ora consumatori, in futuro si spera sempre esseri umani, siamo ben consci delle motivazioni e dei risultati delle nostre azioni.

Poniamo il caso che sia abbiano 299 € da spendere. Così. Per piacere o per necessità. Potremmo comprarci un nuovo paio di occhiali con lenti corazzate, potremmo comprarci un nuovo elegante cappotto color cammello per l'inverno, potremmo al limite fare una ricerca su ebay e risparmiare anche un po'. Ma sarebbe un'acquisto immotivato, non credere?

Vi propongo e vi motivo un possibile acquisto: cercare il super/iper/mega/giga/mercato Carrefour più vicino e andare a compare il Dell Mini. Perché?
  • perché i netbook fanno tanto figo di questi tempi, anche se avete già un desktop e due portatili
  • perché i vostri 300 € è meglio che li spendete in modo che l'economia giri¹
  • perché è l'unico netbook con una distribuzione GNU/Linux seria
  • perché è l'unico netbook con una distribuzione GNU/Linux aggiornata
  • perché è l'unico netbook con una distribuzione GNU/Linux cool²
  • perché è l'unico netbook con GNOME come ambiente grafico
  • perché la Dell ha anche altri prodotti con la distribuzione di GNU/Linux sopra descritta che però ancora non vende in Italia
  • perché la Dell vende solo online e questo è il primo caso di vendita diretta e palpabile (a mia memoria)
  • perché per il resto del mondo siete consumatori e rientrate in una statistica, se potete cambiare la varianza tanto vale provarci
Insomma da domani e per pochi giorni avete la possibilità di fare qualcosa per il vostro piacere personale (dai, lo so che eravate già convinti alla prima motivazione e non avete letto le altre perché stavate telefonando a zia chiedendo se vi anticipa i dindi che vi regala sempre per natale), ma anche per piacere globale (perché una ISO scaricata via torrent e installata di notte nel buio della vostra cameretta non la conta nessuno, i dati di vendita di un ipermercato sono soggetti ad attenti studi).

Convinti? No? Allora vi do un altro motivo. Per battere la stecca a Milo che lo ha ordinato alla Dell e gli hanno ritardato la consegna di un mese e più. Oltre che 50 € in più...

Per il deplian cliccate qui. Se poi lo comprate, spiegatemi come e perché ci hanno installato "Antivirus Mcafee"...

[1] beh, se _volete_ che l'economia giri; potreste considerare la scelta di non fare acquisti, se non lo strettamente indispensabile, per i prossimi... vediamo... 4 anni e mezzo, giusto il tempo per far sì che per i mancati guadagni legati al vostro immobilismo finanziario venga incolpato il governo attualmente in carica
[2] sì, sto facendo copia-e-incolla

1 ottobre 2008

How the West Was Won

Sottovoce, quasi in silenzio, ma ufficialmente: Dell vende anche in Italia computer con Ubuntu Linux.

Dispobile in unica configurazione. Integralmente unica. Anche nel sistema operativo.

27 maggio 2008

Mezze misure

Alle volta ho difficoltà a capire i modi di dire. Come Paolo Rossi, il fratello dell'omonimo calciatore, che si chiedeva se quando uno stronzo fa un salto di qualità lo diventa di più o di meno, mi interrogo: una mezza misura è qualcosa di positivo o di negativo?

Prendiamo per esempio l'ultra osannato Asus EeePC. OK è una bella idea, un comodo strumento per chi vuole un computer veramente portatile, bla bla bla, bla bla bla, bla bla bla (hey, mica sto qui a fare pubblicità... se proprio volete qualcuno che dia anche a voi 5 buoni motivi per comprarne uno, quardate qui). Certo, se il nuovo modello, in arrivo in tutte le maggiori catene di elettronica di consumo, fosse stato proposto a un prezzo minore e contestualmente abbassato il prezzo del vecchio, allora la Asus avrebbe veramente sbancato e mi avrebbe già tra i suoi clienti...

Ma sto, come al solito, divagando. Allora, abbiamo un nuovo prodotto che si sta affacciando sul mercato, il N@tBook (si legge "netbuc", mi sa che è di origine austroungarica), ossia un computer portatile ridotto all'osso: schermo inferiore a 10 pollici, niente lettore ottico, memorie flash al posto dell'hard disk. Non è un notebook, non è destinato solo a chi non ha un computer o un notebook, ha una sua nicchia di mercato.

Che cosa manca? Manca una interfaccia adeguata e un sistema operativo opportunamente dosato.

Diciamocelo, ci siamo fatti prendere la mano: monitor sempre più grandi, window manager tridimensionali, dischi fissi che se non ti metti a scaricare almeno un film via p2p al giorno non li riempi, processori con dentro altri processori... Abbiamo esagerato. Abbiamo dimenticato i vecchi gloriosi tempi dello Spectrum Sinclair. Ora abbiamo bisongo di un remix.

Possiamo dire di Mark Shuttleworth che ha pessimo gusto per le icone che fortemente sceglie di mantenere nella sua distribuzione, ma non che non sappia individuare i mercati in espansione. I dettagli di cosa sarà "Ubuntu Remix" saranno svelati ufficialmente la prossima settimana. Io ho un po' curiosato e direi che la direzione presa non è certo da scartare.

Innanzitutto da quanto capisco "Ubuntu Remix" sarà Ubuntu. Levando, togliendo e ottimizzando pezzi, ma sì, sembra proprio che ci sarà il caro glorioso GNOME come ambiente grafico. Le prove? Le prove sono su launchpad, basta cercare e troverete 2 applet per il pannello (go-home-applet e window-picker-appler) e un tema per GNOME (human-netbook-theme), tutto ad opera di Neil J. Patel.

Compilandole, installandole e applicandole si scopre che:
  • go-home-applet altro non è che l'applet Mostra scrivania a cui è stata cambiata icona (il logo di Ubuntu invece dell'icona della scrivania) e contorno (non ha l'aspetto di un pulsante a due stati);
  • window-picker-applet è una nuova applet per la selezione della finesta corrente, diversa dall'attuale Elenco finestre di GNOME: invece di un pulsante con icona e testo del titolo della finestra, ho un gruppo di icone sulla sinistra e un unico grande spazio per il testo del titolo;
  • human-netbook-theme è il tema di Ubuntu 8.04 che usa Murrine, con un hack sul pannello.
Applicati nel modo in cui suppongo siano stati pensanti otteniamo questo:


Interessante, vero? Anche perché se le provate, scoprirete che le iconcine che rappresentano le finestre, non minimizzano le finestre come fa l'appelt Elenco finestre standard, ma sembra che siano pensate solo per passare da una finestra all'altra.

Da qui la solita catena di pensieri humberthumbertiana che giunge alle conclusioni seguenti:
  1. la gestione delle finestre è demandata completamente alla nuova applet, titolo compreso, ed è ragionevole pensare che le finestre saranno sempre massimizzate e senza cornice;
  2. il pannello superiore non ci sarà (motivo? che senso avrebbe mettere due loghi, uno sopra e uno sotto?);
  3. è probabile che Ubuntu Remix conterrà un qualcosa di simile all'Easy Mode dell'attuale distro installata sull'EeePC (beh, non è proprio certo, diciamo una supposizione non supportata da nulla, l'altra alternativa è il main-menu di Novell, ma poi si perde la parte Easy...)
La bellezza di tutto ciò (che, ripeto, è solo una mia supposizione basata su quanto attualmente pubblicamente disponibile) è nel fatto che sono state semplicemente usate le tecnologie già disponibili, ossia le applet del pannello e libwnck. Ciò è "cosa buona" perché in primo luogo ci permette di attestare che GNOME è ben pensato come piattaforma di sviluppo (mi sa che dobbiamo dire grazie a Neil, se avessero affidato la cosa a chiunque altro magari avrebbe ricreato una nuova applicazione da zero...), in secondo luogo perché nulla vieterà, in futuro, di inserire queste novità in uno GNOME Desktop standard e avere un Easy Mode anche sul vostro QuadCore con 8 giga di RAM e 6 hard disk in RAID. Che a voi non serve, ma magari potrebbe far piacere a vostra nonna o potrebbe essere utile in ambito scolastico, no?

Aggiungiamoci una buona dose di ottimizzazioni e una serie di driver per le periferiche, speriamo in un modo per sincronizzare i propri dati (calendario, documenti in una certa cartella) con la Ubuntu standard, immaginiamo un po' di trasparenze e effetti grafici ben dosati, supponiamo un installer tipo copio-un-file-su-chiavetta-lo-avvio-e-fa-tutto-lui e avremo un prodotto di certo interessante che potrebbe fare venire veramente voglia di spendere 'sti sporchi 300 euri anche solo per la vecchia versione dell'EeePC.

Oh, poi magari esce fuori una mezza sega (ma anche qui: una mezza sega, è meglio o è peggio di una sega completa? e di che tipo di sega parliamo?), ma in tal caso non è colpa mia: io la cosa me la sono sognata ben benino.

Update & PS: se pensate di fare il meeting a Cesenatico e fortissimamente mi volete presente, fate una colletta e regalatemi un eeepc da 9 pollici, se poi lo fate a Cesenatico mentre a Rimini fanno l'unico vero Meeting, allora vado al secondo, ovvio, no ;-)

27 gennaio 2008

New Kids on the Block

Ah, i/gli NKOTB, che bei ricordi. Il tempo in cui hai 16 anni, sei innamorato, ascolti a palla Baby I Love You dei Ramones e ti domandi: «Ma chi cazzo sono i New Kids on the Block?!?!»

Comunque, tutto questo non per far conoscere al mondo tutto il disprezzo che provo per la boy band (tranne che per "I Ragazzi delle Ragazze") ma per introdurre l'argomento "novità" che si snoderà lungo tutto questo post.

Novità numero uno. È iniziato un nuovo anno. Sì, sono trascorsi già quasi trenta giorni su trecentosessantacinque, ma finora direi che ho vissuto strascichi dei casini del vecchio anno. A cui se ne aggiungono di nuovi, certamente.

Novità numero due. Ho un nuovo cellulare. Dopo 7 anni e mezzo di onorato servizio, il mio adorato Ericsson T28 ha tirato le cuoia. O meglio funziona ancora benissimo, se non fosse che la batteria muore dopo 30 secondi di telefonata. Arrivederci T28, ti ripongo nella tua scatola originale con tutte carte e i cavetti, mi mancherai. Eri uno degli otto ancora funzionanti sulla piazza di Roma, avevi superato indenne tutte le malelingue che speravano si rompesse il gancetto/pulsantino di chiusura (ah, quello che si rompe il gancetto e rimane aperto...) e davi ancora lezione di stile (ah, quello con l'antenna gigante a forma di pinna di squalo!) a telefoni dal prezzo sproporzionato - no, sul serio, ma per comprare un telefono decente oggigiorno servono veramente almeno 200 euro?? - Sembrerò monotono, ma ho ricomprato un SonyEricsson, anche perché mi pare sia l'unica marca che fornisce la possibilità di provare i suoi telefoni, sul web, con un comodo cosettino in Flash. Ora, qualcuno sa dove segnalare i bug alla SonyEricsson? Pare che http://bugzilla.sonyericsson.com non sia un indirizzo valido e il T9 (l'unica cosa che sulla prova Flash non era implementata) ha dei seri problemi, oltre che un dizionario limitato.

Novità numero tre. Sono innamorato, ma lei non vuole di più e io so che non funzionerà mai... Non riesco ancora a guardarla nel modo giusto.

Novità numero quattro. GNOME 2.22 ha un bel po' di novità (di questo vi importa, eh!?!) ma ne parliamo la prossima volta, ora vado a gustarmele.

28 ottobre 2007

Erba voglio

Ora che è finalmente pubblico, possiamo dire come funziona Time Machine di Apple.

Dunque, per prima cosa serve un hard disk di backup. Magari esterno, magari su un altro Mac, magari condiviso tra diversi Mac, ma deve comunque essere un secondo hard disk. Niente backup su altri supporti.

In secondo luogo, da buona intelligenza artificiale che fa le cose al posto vostro, obbedisce a tre regole:
  • mantenere backup orari delle ultime 24 ore
  • mantenere backup giornalieri dell'ultimo mese
  • mantenere backup settimanali finché il disco di backup non è pieno
Una volta pieno il disco di backup, ti avvisa e inizia a togliere di mezzo quelli più vecchi.

Per quanto riguarda il backup in sé e per sé, la prima volta viene effettuata una copia completa e senza compressione dell'intero contenuto dell'hard disk (esclusi file temporanei), nelle successive ovviamente una serie di backup incrementali. Il backup viene eseguito anche se il disco di destinazione non è collegato, ma viene memorizzato "in locale" e poi riversato sul disco di destinazione quando questo è collegato.

Che dire, come politica non è nulla di eclatantemente innovativo, solo è completamente automatizzato e preimpostato.

Il valore aggiunto è probabilmente nella grafica accattivante usata per navigare tra le vecchie versioni. Sarebbe interessante sapere se questa navigazione è permessa in tutte le applicazioni o se, molto più probabilmente, solo in alcune abilitate. Io penso proprio che è la seconda che ho detto, tant'è che la pagina su apple.com linkata all'inizio segnala solo iPhoto e Rubrica.

Ora, esclusa la parte "bling", che magari ci penserà Neil Patel dopo aver completato e pubblicato il suo prossimo progetto (sempre usando Clutter), quanto è difficile implementare quelle regole di backup e una GUI minimale per "Hardy Heron"?

Certo, ora che Mac OS ce l'ha predefinito, sarebbe la solita storia che l'opensource copia e via dicendo. Ma, francamente, ce ne può fottere qualcosa se il risultato è avere i dati degli utenti al sicuro e ripristinabili?

In fondo è per questo che esistono i computer, no? Mi compro un hard disk esterno, lo attacco, il computer mi chiede «Usare l'hard disk esterno appena collegato come destinazione di backup?» Io dico «Sì, grazie» e sono ragionevolmente sicuro che mi si mantiene in vita almeno una copia dei miei file, con il solo obbligo di attaccare ogni tanto quell'hard disk al computer.

12 luglio 2007

Sapevatelo!

Il vincitore del concorso tenutosi negli ultimi post ha scelto come argomento una questione un po' spinosa. Perché ogni tot avvii di GNU/Linux avviene il controllo del filesystem, quando il filesystem è di tipo EXT? Fortuna che tra i feed che seguo c'è la serie developerWorks di IBM :-)

Premetto subito che, se il filesystem scelto è ext3 (ossia la versione con journal) tale controllo si potrebbe disabilitare perché c'è già il journal. Però, prima, vorrei ricordare che il filesystem e la correttezza dei dati in esso contenuti è cosa abbastanza delicata. Talmente delicata che se in passato, come me, avete scelto di usare una certa distribuzione francese perché la trovavi nelle riviste con tutti i sui CD e programmi (sì, compreso gcc e pacchetti -devel) e perché faceva uso di un altro famoso e figo filesystem con journal prima che fosse largamente adottato e provato, allora, come me, potreste aver provato l'onta della perdita di parecchi dati - oddio, talvolta aiuta a ripartire da zero e a eliminare vecchie email di vecchi amori che non avreste mai il coraggio di eliminare motu propriu.

Il file system ext3 è stato progettato dal Dr. Stephen Tweedie, basandosi sulla struttura del filesystem ext2. L'unica, minuscola differenza tra i due è che ext3 supporta il journal.

Tale minuscola differenza in realtà comporta un comportamento estremamente diverso. Sebbene infatti la rappresentazione più semplice che si possa fare pensando a un filesytem è quelle di un luogo in cui memorizzare i dati, bisogna tenere presente che il file system deve anche consentire il recupero e la manipolazione di tali dati. Per tali finalità ogni filesystem (nel senso di modello astratto) prevede la definizione di una struttura dati interna definiti metadata. In definitiva quindi i metadata che un certo filesystem definisce e gestisce (e il modo in cui lo fa) caratterizza il filesystem stesso.

I metadata non sono visibili all'utente, né d'altronde potrebbero servirgli a qualche scopo. Sebbene spesso si usi lo stesso nome, non stiamo qui parlando di cose tipo il tag "artista" di un file MP3. L'unica cosa che deve interessare l'utente a proposito dei metadata è che questi si trovino in uno stato coerente, non corrotto. In caso contrario è impossibile accedere ai file e li si è persi in modo più o meno definitivo (vedi parte finale del secondo paragrafo).

In passato il compito di mantenere i metadati in uno stato coerente era affidato ai programmi unmount e fsck. Il primo veniva invocato durante l'arresto del sistema per tutti i filesytem montati e si occupa di riversare su disco tutte le operazioni ancora pendenti (mica penserete che tutto avviene in modo sincrono, vero?), comprese quindi le operazioni relative ai metadata. Il secondo veniva invocato durante l'avvio per controllare due cose: se il filesystem fosse in uno stato usabile (ossia se è stato smontato in modo pulito) e se i metadata fossero coerenti; entrambi i controlli erano (e sono ancora) effettuati prima di montare il filesystem, il secondo eseguito se il filesystem era in uno stato non usabile, cioè se non era stato usato umount.

Ora, come da lamentele del povero buon ORGA, il controllo dei metadata prende parecchio tempo, specie con filesystem grandi. Per risolvere il problema, i progettisti di filesystem hanno ben pensato di aggiungere una nuovo struttura di dati, il cosiddetto journal. Nel journal, prima che si applichino i cambiamenti ai metadata, vengono scritte le operazioni che descrivono tali cambiamenti. Basta. Punto. Finito qui. Aspettavate chissà quale grande pensata? Hanno solo aggiunto un "terzo livello", così da avere i data (la vostra roba), i metadata (dati relativi alla vostra roba) e meta-metadata (il journal, dati relativi ai dati relativi alla vostra roba).

Il trucco funziona perché, in caso di filesystem non coerente, fsck non deve leggere tutto il filesystem controllando tutti i metadata, ma si può limitare a leggere il journal e applicare le modifiche qui elencate (che sono operazioni non applicate ai metadata per renderli coerenti).

Perché quindi ogni TOT avvii ci si presenta quella fastidiosa scansione? Forse per la legge di Muphy, perché va bene che il journal è cosa buona, ma la paranoia è anche meglio. Per cui un bel controllo vecchia maniera di tutti i metadata una volta ogni tanto non guasta.

In effetti a tale proposito ci sono due scuole di pensiero. La prima è "c'è il journal, che ce ne frega di controllare i metadata". La seconda, io credo più corretta, dice "c'è il journal... ma allora in caso di problemi relativi all'unità, ai cavi, alla memoria o a bug del kernel potrei non accorgermi[1] che il mio filesystem è diventato corrotto". La conclusione della seconda scuola di pensiero è ciò che avete sotto gli occhi: meglio perdere tempo ogni tanto per un controllo approfondito che perdere dati.
Aggiornamento: non l'ho scritto esplicitamente nel precedente paragrafo, ma, se dopo un arresto non pulito ripristino solo il journal e non controllo tutti i metadata, non potrò sapere se ci sono metadata corrotti, derivanti non dalla non sincronizzazione del journal, ma dalle cause "esterne" prima elencate. È più chiaro, adesso?
Se siete coraggiosi, comunque, potete disabilitare tale controllo con il seguente comando (consultate la pagina di manuale di tune2fs per il significato):
sudo tune2fs -c 0 -i 0 /dev/PARTIZIONE
Se siete un po' meno coraggiosi, avete comprato hardware di prima qualità e il vi sembra che il controllo capiti troppo spesso, potete più rilassatamente aumentare i tempi da attendere tra un controllo e l'altro. Per prima controllate con dumpe2fs le attuali impostazioni:
sudo dumpe2fs -h /dev/PARTIZIONE
Nell'output del comando si sono la riga "Maximum mount count: xx" e "Check interval: yyy" : indicano che dopo xx mount o yyy giorni|settimane|mesi verrà eseguito il controllo completo. I valori predefiniti solo xx=20 mount e yyy=10 giorni. Per incrementare il numero di mount, usare:
sudo tune2fs -c 60 /dev/PARTIZIONE

Letture interessanti



[1] o accorgermi troppo tardi: stando al manuale di fsck se il kernel rileva un errore nel filesystem forza l'esecuzione di fsck al successivo riavvio, quando ormai potrebbe essere troppo tardi.

15 gennaio 2007

Doppia coppia

Un esperimento mai tentato prima da mente umana: ecco a voi uno strabiliante post che si occuperà di due (2) argomenti e in entrambi gli argomenti ci saranno due "cose" da confrontare o considerare.

Icone e pixel

Risolto nella versione di sviluppo di GNOME il problema relativo all'errata visualizzazione delle icone a 24 pixel (che è un multiplo di 2!). L'immagine era infatti presa tra quelle a 22 pixel (che non solo è un multiplo di 2, ma è anche 24-2!!).

La cosa strabiliante è che la risoluzione è doppia: bug #395830 e bug #343437. Nel primo si è cambiato l'algoritmo di lookup delle icone nelle GTK+ (legato a problemi di precedenza che non vi sto a riportare che si sono evidenziati dopo il passaggio dalla icone 24x24 pixel a quelle a 22x22 pixel); nel secondo si è cambiata la dimensione predefinita delle icone usate nel menù Applicazioni del pannello (da 24 a 22) in modo da evitare i pixel vuoti aggiunti per creare le icone a 24 e in modo da essere più simpatici con le applicazioni per KDE, che usano da tempo immemore le icone a 22, e si è forzato l'uso delle sole dimensioni definite da Tango (12, 22, 32 e 48).

Epson vs HP

L'annoso dibattito tra marche di stampanti è tornato a farsi vivo anche in casa mia. L'attuale stampante, una Epson Stylus CX3650 (che, guarda caso, è una multifunzione, stampante e scanner... di nuovo il due, accidenti!!!!) ha praticamente tirato le cuoia.

La testina di stampa è ormai andata: ostruiti i canali del magenta e del ciano, in modi che misteriosamente neanche un bagno nel cleaner è riuscito a liberare, ho rosicchiato qualche mese di vita stampando solo in biano e nero. Ora, senza che nessuno l'abbia usata, la cartuccia del giallo dice di essere scarica (lo so, l'inchiostro c'è, ma è il fottuto chiop a dire il contrario). L'ipotesi "compro una cartuccia scrausa per il giallo e tiro avanti un altro po'" andrebbe a cozzare con la riflessione "le cartucce del ciano e del magenta hanno praticamente la stessa vita e tra un po' manderanno gli stessi messaggi".

Quindi, come ogni consumatore che si rispetti, è giunto il momento del cambio stampante!

Ora, visto che le principali magagne della Epson le conosco già (chip sulla cartuccia che conta i movimenti della testina e non il reale livello di riempimento, testina di stampa esterna alla cartuccia che se si ostruisce per bene butti via tutto.. ehi, sono due anche queste!!!!!), visto che la politica dei driver Canon non soddisfa le aspirazioni open source, visto che della Lexmark so ben poco, che si dice nella noosfera delle stampanti a getto d'inchostro HP?

La mia sorellina ha già evidenziato due (ancora!!!!!!!) problemi: necessità di allineare le testine di stampa a ogni cambio cartuccia (però le testine sono inglobate nella cartuccia, che costa di più, ma salva dalle ostruzioni) e durata irrisora dell'inchiostro (dipende forse dal fatto che c'è una cartuccia per 3 colori?).

Certo, la stampante perfetta non esiste, lo so. Magari si può essere fortunati, scegliere un modello costruito con un po' di sale in zucca, prendere dal mucchio quella che non è stata sbattuta troppo nel trasporto. Ma dalla maledizione del cambio cartuccia credo ci si possa salvare difficilmente.

A proposito

A proposito della ricorrenza quasi esoterica del numero 2 in questi bug report (oltre a quanto già notato, 395830 è divisibil e per 2, mentre 343437 contiene una ripetizione del 34!!!!), faccio mie le antiche parole di uno sconosicuto alchimista empirico del XIV secolo: «Ma guarda un po'».