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17 ottobre 2010

Lateralus - Schism

by Beaverton Historical Society
E venne il giorno in cui fu detto:
I've had students who turned in files that they've converted from OpenOffice with formatting problems that affects their grades
e prima di chiedersi «ma cosa hanno preso prima di pronunziare siffatta frase? tre mohito, due caipiroska e un ginger ale?» ci si domandò «ma che vuol dire turned in?»

Ebbene, noi siamo qui per dirimere, senza bisogno che consultiate un dizionario online, giacché noi l'abbiamo fatto per voi. To turn in: consegnare. Beh, ok, parlano di studenti, forse era facile da capire...

Ma noi siamo qui anche per approfondire, scavare, sezionare e ricomporre frase per frase, parola per parola, pensiero per pensiero.

Non si riesce a capire bene, giacché è stato scritto in dimensioni lillipuziane e non ho mica voglia di perdere altre diottrie¹, ma la citazione di sopra esce dalle labbra di qualcuno, forse donna, coinvolta in qualche modo in un ambito scolastico. Piccola nota di colore: tutte le altre citazioni fatte da gran timonieri di industrie sono recitate o registrate con voci maschili. La femmina, si sa, è maestrina.

by Simon Shek
L'evento che si sta descrivendo è più o meno il seguente. Uno studente scrive un documento con OpenOffice.org Writer, lo converte in formato Microsoft Word (chissà quale dei tanti, NdR), lo consegna alla insegnante (femmina, ovviamente, NdR) come compito. L'insegnante apre il documento con Microsoft Word (chissà quale versione, NdR) trova diversi errori nel documento, abbassa di conseguenza il voto al giovine. Il giovine, venuto a sapere del voto basso, espone le sue motivazioni all'insegnante e convengono che non era il compito ad essere errato, ma trattavasi di una o più incongruenze di formattazione. L'insegnante pronuncia la parola magica "estiqaatsi" e il giovane se ne va tenendo il voto basso.

Oddio, certo, ormai sono vecchio dentro e fuori, per cui è possibile che nell'attuale insegnamento delle arti e delle scienze si trattasse anche di una presentazione. Escluderei il foglio di calcolo e il database, dacché in questi casi a fare testo spero tanto sia la validità dei dati e non la formattazione. Spero.

Ma pensiamo al documento Writer per facilità. In fondo si parla di più di uno studente, per cui un cacchio di documento Writer prima o poi qualcuno l'avrà consegnato. Dove è il problema?

Intendo il vero problema, l'ingranaggio che scatta, la mattonella che balla, la cerniera che cigola. È forse OpenOffice.org il problema?

O piuttosto è una visione della vita ottusa e senza sbocchi che mal si addice, anzi che non si dovrebbe affatto avere in qualcuno che si professa insegnante e dovrebbe per questo in un certo qual modo non solo avere una apertura al mondo e alle differenze, ma anche ispirarla nelle giovani menti che per mestiere si trova a far crescere ogni giorno?

Un'altra citazione:
by Emily Barney
[...] each teacher she works with will be equipped and supported to help their students to walk away with the necessary tools to be successful in the academic, social and career environments. She is an educator because she believes that every individual can be successful. 
Chi lo dice? Beh, se si crede a ciò che si legge su Internet, la stessa maestrina di sopra² a proposito di se stessa su LinkedIn (parlando in terza persona...). Per cui, studenti di tutto il mondo, fatevi equipaggiare con lo strumento giusto. A scelta, il vostro cervello o un set di chiavi a brugola in cromo-vanadio in offerta da Castorama.

Sopratutto, non dimentichiamo mai e poi mai quanto possa essere deleterio per la salute psicofisica del fanciullo e del giovine il sistema scolastico italiano che ancora costringe i poverini a fare i compiti a mano e non offre delle pratiche caselle con crocetta.

[1] buciardo che sono...
[2] sì, l'ho letto il nome e ho cercato su goooooogle

7 luglio 2009

Tempo di saldi

Anche io, anche io!!
Soberness Promise

Prometto solennemente che non farò più cadere distrattamente lo sguardo nelle scollature delle ragazze.
E lo giuro pure sui miei figli, va'

No, sul serio, ma una promessa scritta pixel nero su pixel bianco sul web, senza una licenza dietro, ha valore legale???? E cmq, io ho detto "scollature": se chiudo gli occhi mentre vi spoglio, poi non infrango alcuna promessa...

10 aprile 2009

Mess With the Bests, Die Like the Rest

Giuro, ultimo post sul Dell Mini; il prossimo un po' di sana, vecchia, cara polemica alla "emo" dedicata, ovviamente, al passaggio da un noto e se vogliamo adeguato VCS a un altrettanto noto e se vogliamo schizofrenico DVCS¹.

Ma come fare a lasciarsi sfuggire una bella storia come questa, assieme alla gemella adeguata risposta? Ah, vi ho passato i link a OSNews per la lapidaria frase "the rest of his reasons are debatable at best, and nonsense at worst".

Visto che tutto è stato già detto nei due post originali e nell'analisi di OSNews, visto che l'unica cosa figa da dire che mi viene in mente è che proporre ancora Windows XP è o accanimento terapeutico o sfruttamento della prostituzione², visto che l'evoluzione dei netbook nell'ultimo anno mi fa pensare che il genere umano meriti l'estinzione³, onde evitare di essere negativo, vi propongo un interessante "use case" (o case use? boh), o contest, o confronto.

Io ho il mio Dell Mini con Ubuntu 8.04, Flavia ha lo stesso hardware con Windows XP SP3. Io ho Firefox 3 e OpenOffice 2.4 preinstallati, lei ha dovuto installare un antivirus. Secondo voi, nella fortunata evenienza in cui Flavia mi inviti a casa sua per un the (nella mal celata speranza che dica "caffè? the? mhe?") chi dei due riuscirà a collegare il cavetto della stampante e stampare dal Dell Mini in... 20 secondi?

OK, era una domanda retorica...

[1] e come altro poteva essere, visto che è ricamato attorno alle esigenze di tal Torvalds, che dopo 15 anni non è ancora riuscito a comprendere i due concetti "ramo stabile, ramo di sviluppo" e "stabilità delle API e delle ABI"?
[2] accanimento visto che Windows XP è ormai non in coma irreversibile, ma morto; prostituzione visto quanto hanno dovuto abbassare i prezzi per farlo installare OEM sui netbook
[3] dai, affermiamolo senza paura: molti dei prodotti in vendita o in arrivo in questo segmento non sono più netbook e se hanno messo harddisk da 160 Giga e inutile RAM (qui sul Dell Mini con FireFox e OpenOffice aperti si viaggia intorno al 40% di 1 Giga) perché gli aquirenti lo volevano, allora gli aquirenti non ci hanno capito una benemerita (ceppa, non l'arma dei Carabinieri)


UPDATE la 's' finale in Bests mi sa che è imbarazzante....

29 marzo 2009

N come "Non pervenuto"

Visto che il piano A richiedeva troppo tempo, visto che l'occasione fa l'uomo ladro, visto che una volta tanto le mie motivazioni sono state accettate e bene accolte, siamo passati al piano B. Anche se, a dirla tutta, in realtà alla fine abbiamo applicato il piano B-2.

Spiego.

Il piano A era il caro vecchio "vado in giro per negozi, compro i pezzi, monto i pezzi, voilà, il computer nuovo eccolo qua". Impegnativo e complicato, specie se vi siete incaponiti con un particolare chipset che il mercato non apprezza¹, specie se non avete un PC per vedere se oggi hanno pezzi disponibili (i fidati IT-Point e TiburCC).

Il piano B è giunto come un fulmine a ciel sereno ed era "hmmmmm, è arrivata la pubblicità nella cassetta della posta... cacchio! proprio proprio adesso dovevano vendere il Dell Mini 9 alla allettante cifra di 199€!!!! .... hmmmm ..... hmmmm ..... MOMENTO! il Dell Mini costa poco, è disponibile ora e adesso, è cariiino, è utile, è così cariiino, è economico, è tanto cariiiiino... ok, cambiamo i piani: compriamo il Dell Mini _ora_ e poi con calma e pazienza il pc desktop"

Il piano B-2 è stato una cosa del genere, con la differenza che ne ho comprati due e dato indietro uno: il primo, infatti, a fronte dell'assicurazione del commesso che si trattava di un prodotto con installato "Linux Ubuntu Italiano" come da pubblicità, conteneva invece una tossica installazione di Windows XP. Sfortuna ha voluto che in quel negozio avevano solo versioni tossiche. Fortuna ha voluto che Flaviuccia ha aperto per prima il suo, che mia sorella è stata caparbia e che a Roma c'è un fottio di Carrefour sparsi qua e là (ma soprattutto qua, nei dintorni di casa mia). Certo, doverne aprire un paio per capire in quale ci fosse Ubuntu e in quale no è stato un po' triste, avrebbero potuto spendere mezzo centesimo di inchiostro per stamparlo sull'etichetta esterna, invece che limitarsi a sostituire la pecetta "Windows XP Inside" con una misteriosa "n SERIES"².

Comunque fare avanti indietro perché sarebbe stato meglio comprare il secondo con Ubuntu prima di rendere quello con Win è anche stato piacevole, magari per colpa della compagnia.

Quagliando: sì, ho sotto le mani un Dell Inspiron 910, altresì noto come Mini 9, nella versione con 1 GB di RAM e 8 GB di HD che sul sito Dell trovate a 329 €, avendolo pagato solo 199 (in offerta solo per venerdì). E sì, vendevano per lo stesso prezzo lo stesso modello con Windows XP, che però non trovate sul sito Dell. Mi verrebbe da dire "Brutti bastardi!" (alla "hanno ammazzato Kenny"), ma non so esattamente a chi indirizzarlo...

PS Vi piacerebbe sapere come funziona, vero??? Beh, aspettate che le mie forti e affusolate dita si siano abituate a siffatti tasti, che per scrivere questo posti ci ho messo 2 giorni...

UPDATE: fonti vicine mi dicono che il piccolino era ancora in vendita sabato (o domenica?) allo stesso scontatissimo prezzo presso Carrefour Tor Vergata, se vi interessa... (ma vi consiglio di andare sul sito della carrefour, cercare il numero di telefono della sede e chiedere)

[1] è vecchio, ma rileggetevi questo
[2] ma che vuol dire "n SERIES"? sta lì solo perché ci devono stare per contratto due pecette? Non potevano fare una nella pecetta col logo di Ubuntu? Gli costava troppo alla Dell? Hanno accordi che non possono farlo così come (vedi link sopra) non possono usare processori AMD?

15 novembre 2008

Fu-sio-nee!

Certo, dopo 15 repliche non viene semplicemente a noia, viene a nausea. Specie poi se parliamo della saga post-Cell.

Ma quando anni e anni fa per la prima volta in Italia la Star Comics pubblicò il capitolo con il "risultato" degli allenamenti per la tecnica della fusione, beh, in quelle due pagine c'era tutta la comicità di uno stupefacente Akira Toriyama ancora fresca¹ capace di farti stare mezz'ora a ridere su una coglionata (per usare un francesismo).

C'è centra? Ecco, poco fa, durante uno dei soliti 5 minuti tipo "lanciamo WebKitGtk, apriamo qualche sito `importante` a caso e vediamo se funziona bene" ho pensato che c'era un sito che non avevo ancora provato a navigare, uno di quei siti `importanti` che puntualmente mi dimentico che esistono (e a cui, se non ricordo male, fanno coda circa 1/3 degli indirizzi IPv4 esistenti). E mi è tornato in mente il risultato iniziale di quegli allenamenti.

Urlate tutti assieme a me "Fu... Sio... Neeee!"

Sito Microsoft.com con immagine I'm a PC and human being

Secondo me lo studio a cui hanno commissionato la campagna pubblicitaria usa computer Apple con Ubuntu come sistema operativo. Anche perché l'alternativa è che abbiano copiato di proposito.

E sappiamo tutti che Microsoft non ha mai fatto e mai farà qualcosa che possa anche vagamente assomigliare al proporre ai suoi utenti (o prigionieri, dipende dai punti di vista) qualcosa che altri non avessero già fatto prima oppure al fare finta che in giro per il mondo ci siano persone coscienti (vivi, in coma, in animazione sospesa o definitivamente e legalmente deceduti che neanche più il papa può rompere e cavillare) di sè che spontaneamente e senza remunerazione affermano di voler essere un PC.

Anche perché, nell'ultimo studio effettuato da Renato Mannheimer, era emerso chiarissimamente che la maggiornaza voleva essere uno Spectrum Sinclair (73,9% della media nazionale, con picco del 84,9 nelle casalinghe).

PS no, seriamente, "vita senza muri???" Cos'è? La risposta che non fa ridere alla famosa e graffiantemente ironica frase "In a world without fences, who needs Gates?"?

[1] Per chi non avesse mai letto quella parte di DragonBall (o anche visto la trasposizione televisivisa) è inutitle che lo spiego. Per chi lo avesse letto, andate a ripensare ai primi tentativi di fusione tra Gohan Goten e Trunks...

12 maggio 2008

De lege grafica (Contra Steve)

Ho peccato. Ho riavviato il computer e dal menù di GRUB ho scelto "Windows XP Professional". Non l'ho fatto perché dovevo, o perché me l'avevano chiesto. L'ho fatto per provare piacere; piacere intellettuale, ma sempre piacere.

Schermata di iTunes
Ci sono solo due cose che mi causano una bella scarica di endorfina: una è sapere cose nuove, la seconda è... è... ah, no, sono tre, la terza è la nutella.

Io scopro, io so e sono felice. Sant'Agostino forse potrebbe capire. Di certo non capirebbe il pastore tedesco più amato d'Italia (no, non il commissario Rex, ma Ratzinga [no, non il robot gigante di Ratman {no, non volevo dire Batman, ma proprio Ratman}]). Ma ormai è cosa fatta. Stanotte farò doppi turni col mio cilicio. Fortuna che non c'è nutella in casa.

Schermata di Safari
Ho scaricato software proprietario da www.apple.com

Di più.

Ho installato software proprietario scaricato da www.apple.com

Non basta.

Ho mandato in esecuzione software proprietario installato dopo averlo scaricato da www.apple.com

E la cosa mi è piaciuta.

Schermata di QuickTime
Parliamoci seriamente. Apple è innovativa. Apple è visivamente appagante. Apple sa cosa vuole dire coerenza grafica e perché è importante.

Apple ha fatto una cosa molto intelligente (oddio, la mia mente direbbe "una cappellata", ma un po' di autocensura non fa mai male, fortifica il carattere e ti prepara a quando starai sul punto di dire a qualcuno che è un colluso) durante il porting del proprio software su Windows: ne ha rilasciate 4 - quattro - e non solo tre di queste non hanno l'aspetto di applicazioni windows, ma nemmeno si somigliano l'un l'altra.

Volete le prove? Sono sparse qua e là sotto forma di miniature di immagini su cui cliccare per aprire l'immagine a dimensione completa.

Schermata di Apple Software Update
Cose simili a questa qui a fianco.

Non era la Apple quella che ci teneva tanto all'omogeneità dell'ambiente al punto da impedire nelle API per MacOS la possibilità di creare applicazioni extra-toolkit?

Non erano gli utenti lassivi e lassisti di Windows a dire di non voler passare a GNU/Linux perché è complicato, perché ti cambia interfaccia, perché devi stare a reimparare tutto?

Dopo aver chiuso delle istanze di Skype, Gmail e del monitor della stampante che nemmeno so perché ci fossero, dopo aver aggionato versione dell'antivirus e del firewall, forse ho finalmente capito. È un errore di interpretazione. Cioè il pensare che il nostro lavoro di omogenificazione (wow) possa attrarre in futuro le persone di cui sopra.

Per loro la complicazione di GNOME (o KDE), la loro difficoltà, non è che è diverso da Windows, ma che tutte le applicazioni usano in modo (abbastanza) coerente lo stesso toolkit, cosa inconcepibile per persone abituate da anni a usare metafore, icone, disposizioni e toolkit diversi per ognuna delle 40 applicazioni che hanno installate.

Qui ci vuole vera innovazione! Qui ci vuole vero appagamento visivo! Vogliamo un'applicazione killer per il dekstop GNU/Linux? Ho la soluzione: posizionamento randomico dei widget all'interno della finesta, con accluso tema randomico dei widget stessi, magari che cambia a ogni esecuzione (o ogni tot secondi, a scelta dell'utente, perché è importante permettergli di cambiare questa impostazione, così come il numero di temi diversi da usare per ogni finestra). Che poi faccia qualcosa di utile o meglio di altre che già esistono non importa.

Se poi implementiamo la cosa direttamente nelle GTK+ in modo da applicarlo a tutte le applicazioni in esecuzione, avremo il desktop più diversamente abile che si sia mai potuto immaginare.

Il toolkit è morto, viva il toolkit.

27 ottobre 2007

Cestini criteriati

Mi ero dimenticato di aggiungere, nel precedente post, il collegamento alla pagina relativa alla gestione dei file eliminanti (Trash vs. Recycle Bin) su XvsXP.com

La cosa bella del confronto è che nessuno dei due contendenti, a parere di chi il confronto l'ha scritto, ha tutte e 4 le funzionalità richieste, ma solo 2. Il cestino ideale dovrebbe infatti permettere:
  • l'esplorazione delle cartelle (OSX, Nautilus)
  • l'eliminazione "sicura" (OSX)
  • l'eliminazione individuale dei file (XP, Nautilus)
  • il ripristino dei file cancellati nella posizione originale (XP)
Affascinante notare che il cestino di GNOME/Nautilus è un "ibrido" dei due.

Aderendo allo standard di fd.o, potrebbe diventare possibile avere il ripristino a basso costo (l'utente ha fatto clic su ripristina, leggi il valore la chiave che ti dice la posizione originale, sposta il file su tale valore) e arriveremmo così a 3 su 4.

Ma¹ non posso non domandarmi: GIO/GVFS è talmente avanti che magari in un prossimo futuro non dovrò più installare e usare srm(1) da terminale² per cancellare definitivamente i pornazzi file privati? Ci avrà pensato Alexander "Capitano, oh mio capitano" Larsson? In fondo GIO/GVFS è stato pensato per essere estensibile, no?

Mi sa che qui ci scappa un'email in mailing list.

[1] sì, lo so, non si dovrebbero cominciare le frasi con il "ma"...
[2] sì, lo so, potrei usare zenity per farmi uno script...

12 maggio 2007

3 orizzontale: quotidiano comunista a diffusione nazionale

Soluzione: Liberazione

OK, non era facile come domanda, ma la cosa verameeente affascinante è che il giornale non c'entra niente con contenuto di questo post. Questo post infatti si occuperà della nuova famiglia di font/fonte/tipo\ di\ carattere pubblicamente rilasciato da RedHat pochi giorni fa.

La storia finora

Perché parlare di un evento che epocale certo non sembra, vista la mole di tipi di carattere disponibili più o meno legalmente sul web? Secondo me perché forse non si è capita (o non si è espressa in modo chiaro per tutti i lettori, cfr il post di Felipe) la finalità e la portata del rilascio.

Visto che siamo così fortunati da avere anche un comunicato ufficiale, andiamo a vedere cosa dice.

Ovviamente si parte dal fatto che il rilascio nasce da un'esigenza, anzi un'esigenza fondamentale dell'ecosistema di GNU/Linux: senza di esso i sistemi operativi liberi/aperti e le loro interfacce grafiche resterebbero sempre in secondo piano rispetto alla contropartita di Microsoft.

Tale esigenza è l'avere disponibile, gnuliberamente[1] disponibile, un tipo di carattere che abbia la stessa metrica dei tipi di carattere distribuiti (ma non gnuliberamente) con Microsoft Windows e/o con Microsoft Office. Attenzione non lo stesso aspetto/stile, ma la stessa metrica, ossia, traducendo dal comunicato "tipi di carattere che assumano la stessa spaziatura orizzontale di quelli Microsoft in modo che, quando sostituiti a quelli di MS, una riga di testo sia visualizzata nello stesso modo". Per capire cosa ciò voglia dire, ecco una bella schermata catturata da OpenOffice.org Writer e ritagliata:

Notare come nelle prime due la larghezza del testo, a parità di dimensione in punti (12) sia pressoché la stessa, sebbene la forma della lettere sia diversa, mentre la terza riga appare enormemente più larga. Ecco spiegato in pratica la differenza di metrica.

Tale differenza è identificabile come problema perché in primo luogo Microsoft "forza" i suoi avventori a usare tali tipi di carattere, impostandoli come predefiniti nella stesura di documenti, in secondo luogo perché tali tipi non sono liberamente (ri)distribuibili. In pratica, allo stato attuale, sarebbe impossibile visualizzare in modo corretto - e senza infrangere la EULA sulla ridistribuzione e/o il riutilizzo dei tipi di carattere di MS - la gran parte dei documenti prodotti con sistemi MS - specie considerando che l'utente medio di MS Word non cambia il tipo di carattere predefinito se non con qualche oscuro font che ha solo lui, che gli pare figo, ma che in realtà è illegibile e inguardabile e altresì considerando che l'utente medio, ma anche quello avanzato, non è avvezzo a usare la divisione logica del testo in titoli e paragrafi, ma inserisce nuovi paragrafi e a capo in base a come gli appare davanti il testo (ecco perché, credo, dicono che la metrica è importante, un testo basato su paragrafi se ne frega della metrica, no?).

Per risolvere questa mancanza e per liberare i nostri computer, RedHat ha quindi progettato un nuovo tipo di carattere... momento, non lo ha progettato né sviluppato, ma ha chiesto ad Ascendent Corp. di farlo in sua vece. Ascendent che, oltre ad essere una ditta che sviluppa tipi di carattere, è anche LA ditta che ha sviluppato per MS i tipi di carattere che RedHat giudica dannosi per la nostra libertà.

La cosa affascinante è la modalità con cui questo nuovo tipo di carattere è stato rilasciato: i diritti su di esso sono comunque mantenuti da Ascendent, che può fornirlo a terzi secondo una tradizionale licenza proprietaria, RedHat però riceve una licenza che le permette di sublicenziare a costo zero i tipi di carattere secondo i termini della "GPL+font exception".

Le eccezioni alla GPL sono che se si inserisce (embed) il tipo di carattere in un documento, il documento non sarà automaticamente coperto da GPL (modificando il font, non si è obbligati a mantenere tale eccezione), più un'altra di cui francamente non comprendo appieno l'utilità visto che è già sotto GPL (riguarda la disponibilità di accesso a oggetto e sorgente, ma forse con termini lievemente diversi).

RedHat ci tiene poi a precisare che lo sviluppo di questi tipi di carattere avverrà in due fasi: nella prima, quella appena raggiunta, si prevede il rilascio di un gruppo di tipi di carattere utilizzabili, nella seconda, alla fine dell'anno, un successivo rilascio dello stesso gruppo di caratteri, ma con supporto completo per l'hinting.

Ciò che le fonti non dicono

Bene, bravi, dieci più. Ma ho qualche dubbio, qualche polemichina, qualche sassolino nella scarpa che mi fa tanto tanto male, ahi!

Domanda polemica numero 1: perché chiedere i servigi di Ascendent? Capisco che, visto che si volevano font che sarebbero andati a sostituire altri font prodotti da loro, avrebbero saputo dove mettere le mani, ma in fondo esistono già entità che hanno prodotto font con licenza libera (vedi SIL per Gentium e Bitstream per Vera) e che hanno comunque all'attivo migliaia di font prodotti (troppo spesso proprietari: Bitstream per esempio vende un CD con 1450 font a circa 1$ l'uno). Continuare a collaborare con loro sarebbe stato un bel riconoscimento per i precedenti prodotti e per la precedente volontà di usare licenze libere per i loro prodotti.

Domanda polemica numero 2: perché questo valzer di diritti e licenze? Non era più chiaro e più indice di "non siamo secondi a nessuno" se i font erano da subito liberi, senza il sublicenziamento? Giuro che non lo capisco, anche perché a questo punto, chi andrebbe a chiedere ad Ascendent di licenziarli il font quando può prenderlo da RedHat sotto GPL? Magari quelli che costruiscono stampanti? Mah!

Domanda polemica numero 3: con tutto il casino dei brevetti sugli algoritmi di rendering dei font, come cacchio spera RedHat che alla fine non ci si possa accorgere della differenza? Cavoli, qui (nel mio ambiente GNOME, intendo), basta cambiare una opzione nella scheda Dettagli dello strumento di preferenze Tipi di carattere che cambia tutto!! Quando ci si occuperà per benino di FreeType, dotandola di un algoritmo cazzuto, magari liberamente patentato[2]?

Domanda polemica numero 4: e macos? (nota per il lettore: la precedente domanda è da leggersi tipo "e la macelleria?" in Non ci resta che piangere) come funziona la metrica dei tipi di carattere predefiniti di MacOS? Risolve anche quella o in fatto che non sia nominato vuol dire che è tutt'altro problema?

Alla fine della fiera

Polemiche a parte, qual è il reale vantaggio? Dipende dai punti di vista e da come si pensa di usare la famiglia di tipi di carattere.

Innanzitutto scordatevi di usare Liberation Sans e Liberation Mono come sostituto degli analoghi Vera (o DejaVu): leggetevi le note di rilascio della famiglia Vera per capire quanta cura si sia destinata affinché funzionassero al meglio con Freetype. D'altro canto, come mostrato nell'immagine predente, le dimensioni sono ben diverse, per cui al momento non è pensabile usare in modo indifferente e interscambiabile Vera e Libertation. La finalità delle due famiglie è diversa, per cui credo sia necessario diversificare l'ambito.

La famiglia Liberation è pensata invece per essere usata in modo interscambiabile e indifferente con Times New Roman, Arial e Courier New. Sfruttando i meccanismi di alias forniti da Fontconfig (ossia quella porzione di sw che si occupa di scegliere quale file TTF caricare dall'hard disk quando un'applicazione chiede una certa famiglia di font), si dovrebbe fare in modo di usare Liberation Serif al posto di Times New Roman e via dicendo.

Proviamo con un esempio più completo, ossia il testo dell'annuncio visualizzato in Epiphany con i tre caratteri (è una gif animata). Nelle prime due schede, tranne qualche differenza su glifi, curvature e posizioni dei puntini sulle i, il posizionamento del testo sulla pagina è pressoché identico. Diverso il discorso per la terza scheda, quella che fa uso di Vera Serif: il carattere è bello, ma il testo è posizionato in modo completamente differente.

Partendo quindi dal presupposto che su un sistema GNU/Linux (ma anche *BSD o altro, non siamo così limitati), le famiglie incriminate non sono e non dovrebbero essere disponibili, che comunque volenti o nolenti sul web o nei documenti tali famiglie sono usati, ben venga l'opera di RedHat. Specie se nella seconda futura incarnazione saranno curati nella resa con Freetype così come i Bitstream Vera.

Orsù quindi, pinguini e diavoletti, cerbiatti, ochette e gibboni, scaricate i tipi di carattere e usate questo file per applicare la sostituzione a tutti i programmi basati su Fontconfig (il che vuol dire praticamente tutto ciò che è basato su GTK+, ma forse non Mozilla e OpenOffice.org, i quali potrebbero dover essere configurati a parte).

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[1] neologismo appena inventato
[2] liberamente patentato indica registrato come altri brevetti, ma con la garanzia che chiunque possa usarlo se in modo libero. Lo so che è un controsenso, ma IBM e la stessa RedHat hanno già fatto cose simili.

Ignorante nel senso che ignora

I miei lettori più accorti, notandolo tra le pieghe dei miei scritti, sapranno già che la mia mamma è un'insegnante. Magari in barba alla legge sulla privacy, rivelo che lavora presso la scuola 126-esimo circolo Iqbal Masih.

In questo post, però, non parliamo della mia mamma, ma del sito della scuola presso cui la mia mamma lavora. Prima però di visitarlo e di parlarne, vi consiglio la lettura di questo post del sempre arguto Paolo Attivissimo.

Avete letto il post di Paolo? Avete letto la nota in fondo alla homepage del suo sito? Bravi! Ora è il momento di cantare a squarciagola: «Ramaya, Ramaya, Ramaya, Ra Ra» - fine dell'intermezzo idiota

Ora potete iniziare a visitare il sito della scuola. Addentratevi pure nei meandri di una catalogazione che non capisco, aspettate su linee a 56k che le immagini vengano scaricate e infine meravigliatevi se invece di aprirsi un collegamento vi viene scaricato un file con estensione misteriosa.

A questo punto ripensate alle parole di Paolo. E piangete lacrime amare.

Commenti.
  • Partiamo dall'ovvio: l'uso dei frame e l'assenza (!!!) di un titolo. Peccati veniali? Non tanto visto che al supermercato, nella corsia della frutta e verdura, quando ho chiesto «Signora, i frame?», l'arzilla vecchietta di turno mi ha risposto «Nessuna pietà!»
  • Passiamo all'inutile: le migliaia di immaginine tanto caaaaarine che animosamente si animano qua e là.
  • Deviamo sul raffinato: l'assenza di una qualsivoglia struttura, i collegamenti di colori diversi, l'uso di font a caso, quel ca##o di sfondo carta arricciata che ne ho visti a sufficienza negli ultimi dieci anni da essere a posto per i prossimi 30.
  • Concludiamo con il tragico: i file MHT (che mi fanno dire, parafrasando una frase pronunciata di fronte a un recente reality a cui partecipa gente di un certo livello: «Ma chi straca##o sono i file MHT?»)
Per chi, come me, non sapesse cosa sono i file MHT, viene in aiuto il file MHT stesso, che nelle sue prime righe presenta queste indicazioni:
Questo documento è una pagina Web in file unico, nota anche come archivio Web. La visualizzazione di questo messaggio indica che il browser o l'editor in uso non supporta gli archivi Web. Scaricare un browser che supporti gli archivi Web, come Microsoft Internet Explorer.
Ovvio, no. Insomma, è molto più semplice fare un archivio web con il caro vecchio Word invece che imparare come funziona Internet. Chi vuoi che non usi Microsoft Internet Explorer? Beh, chi si basa un altro sistema operativo come MacOS, o GNU/Linux, o i vari *BSD, o Solaris, oppure chi pur basandosi su Microsoft Windows ha scelto, per buoni motivi, di utilizzare un altro browser come Mozilla, Firefox, Flock, Opera, Safari, Konqueror, oppure ancora chi non usa un computer in senso classico ma un dispositivo mobile come il Nokia 770 (mi sa che ne è uscito uno nuovo, vero?).

Come è possibile che avvengano certe cose? - vi starete domandando. Eppure - starete esclamando - sono stati spesi milioni e milioni di dindi per rendere informaticamente alfabetizzati gli insegnanti italiani. Li abbiamo fatti partecipare ai corsi per la patente europea!

È vero, hanno partecipato a dei corsi. È vero, le scuole riversano parte del fondo d'istituto (ricordate che c'è l'autonomia scolastica, parte dei soldi usati in una scuola vengono dal ministero, parte da iniziative della scuola stessa, ma alla fine è la scuola a decidere come e dove spenderli) per mantenere aggiornato il parco macchine e il parco risorse umane.

Ciò che non passa è la "cultura dello standard". Se è vero, come diceva se non erro il buon Tanenbaum che il bello degli standard è che ce ne sono tanti tra cui scegliere, una volta che ti affacci sulla rete, dovrebbe esistere solo il w3.org.

Chi è il colpevole di tutto ciò?

Innanzitutto il webmaster, o presunto tale. Io so chi è, ma non ve lo dico: seguite le briciole come Pollicino e fate 2+2. Certo, non richiedo che un insegnante, magari armato della più ampia scorta di buona volontà, metta in piedi un servizio che possa competere con quelli professionali, ma almeno, visto che siamo quasi nel 2007, farsi arrivare alle orecchie la voce che usare "questo sito è ottimizzato per Microsoft Internet Explorer" non è più di moda...

In secondo luogo, e non vedo perché non metterla in mezzo quando c'entra, la Microsoft e i suoi tentativi di scardinare gli standard. Sono curioso di sapere se la Apple, con i suoi iWeb e Pages, ha inserito un qualche formato di pagina Web che può essere visualizzato solo con Safari, formato che magari racchiuda in un solo file testo e immagini, così da non far confrontare i suoi poveri e spaesati utenti con complessi concetti come "percorsi relativi". Eppure la Apple ha sempre fatto della semplicità d'uso uno dei suoi cavalli di battaglia.

Infine, e qui andiamo sulle chiacchiere da autobus, il Governo. Non un particolare Governo, quanto l'entità "chi ci sta sopra e ci guida o decide per noi". Se il povero webmaster è ignorante, nel senso che ignora gli standard, e se le imperscrutabili decisioni della sua vita lo hanno portato ad essere un frustato acquirente di Microsoft e non un fedele credente della Apple, in fin dei conti era quasi normale che finisse così (si sa, chi va con lo zoppo, impara a zoppicare). Cosa ha fatto l'entità Governo per evitare questa fine ignobile al povero webmaster? Non molto. Gli ha proposto dei corsi per prendere una patente, in cui ti ripropongono i programmi Microsoft. Ha avuto un rinforzo positivo, etologicamente parlando. Si è convinto che il suo essere "uno che di queste cose ci capisce" poteva portarlo ad un livello superiore, a gestire non solo un sito personale per fini, se vuoi, privati, ma il sito di una scuola (chissà se ne gestisce anche altri). Insomma, il vecchio "chi sa fa, chi non sa dirige, chi non sa neanche dirigere coordina".

Io spero che questo diventi un caso isolato e che la norma possa essere questa. Ma di certo non basta essere provincia autonoma, bisogna anche essere mentalmente liberi e aperti :-)

4 febbraio 2007

Solo una parola

Update: visto che l'embed in flash presenta qualche problema (e che non mi va di starci a pensare su) ecco direttamente il collegamento al video su Youtube.

Ovviamente rimane ROFLASTIC.

Update 2: giusto per rimanere in tema, date un'occhiata anche a questa immagine.

29 settembre 2006

Biciclette

Un computer è come una bicicletta per le nostre menti

... e questo lo disse il buon Steve Jobs parecchi anni fa. PresentationZen propone una piccola aggiunga:

E se Microsoft costruisse le strade?


Blogged with Flock

15 marzo 2006

Obsolescenza mentale

Alan Yates, general manager per la strategia di mercato presso Microsoft, dice che OOo è obsoleto, inadatto alle esigenze dell'utenza odierna[1].

Veramente molto strano perché la mia esperienza recente dimostra il completo contrario. In questi giorni infatti la mia sorellina sta scrivendo la sua tesi di laurea di primo livello (per la verità l'ha data alle stampe giusto ieri). Vi racconto come è andata, anche se la storia è un po' triste.

Avevamo cominciato (lo so, dovrei dire aveva, ma se lei ci metteva i contenuti, io l'aiutavo nella parte tecnica/editoriale, per cui sento la tesi anche un po' come un mio prodotto) con ferma sicurezza di mia sorella, usando ovviamente OOo sotto Linux. Sicura fermezza che mi aveva stupito: non pensavo che mia sorella fosse così certa riguardo una decisione di tal genere, pensavo piuttosto che preferisse usare MS Office per poter lavorare anche fuori casa, è sempre stata incerta quando si è trattato in passato di scrivere cose che sarebbeno finite su computer altrui con l'accoppiata Win+Office. Invece aveva fatto una scelta indipendente dai miei pareri e consigli: rassicurata dalle precedenti esperienze, aveva individuato in GNU/Linux + OOo una accoppiata che potesse garantirle:
  • sicurezza nella memorizzazione dei dati (salvo la tesi nel file system e sono sicura di ritrovarla lì, niente virus, cavalli di troia, cali di tensione che possano creare problemi)
  • sicurezza nella non interruzione improvvisa del lavoro (niente crash di sistema, di applicazione, di altro)
  • semplicità nello scrivere (OOo ha tutte le funzionalità che servono e spesso al posto giusto)
  • compatibilità con il mondo esterno (OOo permette l'esportazione in PDF e Word)
Il lavoro di stesura è andato magnificamente per un bel po' di tempo. Contrariamente alle opinioni di Alan Yates (ma dell'uomo Alan o del dirigente Yates?) OOo Writer funziona magnificamente con documenti corposi e strutturati e non solo con piccole note. Lo Stilista ed il Navigatore (al di là degli orrendi nomi) rendono piacevole la stesura di un documento strutturato come una tesi qualcosa: il Navigatore permette di passare da un punto all'altro dell'elaborato senza dover nervosamente far girare la rotellina del mouse, consentendo al tempo stesso di tenere d'occhi la struttura generale della tesi. Lo stilista è quanto di più bello possa esistere al mondo, con i suoi stili separati per ambito: stili per i paragrafi come corpo testo, intestazioni e tabelle, stili in linea per le parole o frasi a cui dare una certa enfasi e, ancor più bello, stili di pagina per cambiare orientamento e margini alle singole pagine (provate a fare una cosa del genere con MS Word quando ogni tanto dovete piazzare delle tabelle larghe e siete costretti a farlo cambiando orientamento alla pagina).

Insomma se è veramente obsoleto come dicono, francamente non è cosa che è possibile notare con tanta semplicità. E non dimentichiamo che è possibile esportare in PDF senza andarsi a cercare software aggiuntivo: sembra una stronzata, ma pensate che una tesi la si scrive per stamparla e bisonga essere certi che ciò che si vede a schermo sia ciò che si vedrà su carta.

Ho anticipato che c'è un finale triste: purtroppo i "problemi" sono cominciati quando c'è stata la necessità di interagire con il Microsoft Word installato all'università.

Primo problema: incompatibilità di modelli. A quanto pare infatti, aprendo in Word un documento DOC strutturato (cioè con gli stili Intestazione 1, Intestazione 2 ... necessari alla compilazione dell'indice) esportato da OOo Writer, editandolo e poi riaprendolo in OOo, si perde la strutturazione del testo. I paragrafi che prima erano intestazioni diventano testo semplice con modifiche alla dimensione e posizionamento del carattere. Niente più indice. Nemmeno la possibilità (misterioso davvero) di riapplicare gli stili Intestazione dove opportuno in OOo, come se il documento fosse bloccato. Ovviamente il problema era facilmente risolubile usando lo strumento per la differenza tra file. Solo che mi rimane il dubbio: di chi è la colpa? Del codice di importazione di OOo? Di Word che non rispetta il documento esistente? Non saprei, dovrei fare un analisi più approfondita e magari aprire un bug sul database di OOo. Di certo c'è una cosa: Word decuplica la dimensione di un file: se esportando in Word con OOo un documento si otteneva un file da 30 kB, aprendo lo stesso documento in Word apportandovi piccole modifiche e salvandolo il risultaro era un file di 270 kB.

Ma torniano alla tesi: come secondo problema è arrivato il turno di caratteri mostati in modo diverso. Curiosamente nelle tabelle che perdevano anche allineamento. Il problema qui è far capire al relatore che il problema è del programma, non del testo, che il contenuto c'è e l'aspetto finale non sarà certo quello...

Per finire blocco di sistema: no, non il mio con la sua brava Ubuntu, quello sul computer dell'università, che in realtà è quello della saletta medici di un policlinico, che crashava, riavviandosi, quando mia sorella faceva doppio clic sul file Word esportato da OOo che aveva nella sua chiavetta USB e quando faceva doppio clic sul file Word che aveva copiato sulla scrivania dalla chiavetta e quando su mio suggerimento telefonico provava ad avviare prima Word e poi ad aprire il file. Non sempre, non subito. Talvolta. Un giorno sì e l'altro chissà. Al riavvio magari funzionava di nuovo. O forse no. Fortuna che avevo copiato l'installer di OOo sulla chiavetta USB e che le è stato possibile installarlo ed usarlo per aprire i file incriminati... Il che la dice lunga sulla sicurezza dei computer negli ospedali e sui crash di sistema.

Insomma, una lunga lista di problemi ha convinto la mia misera sorella a riavviare il sistema in Windows e ad usare Word. Non che la cosa l'abbia resa felice. Tutt'altro. Poteva certo salvare il file in casa e portarlo fuori senza che ci fossero incompresioni, ma le richieste di aiuto nei miei confronti erano per lo meno quintuplicate, tutte relative a casi in cui lei era convinta di aver richesto una cosa al programma (come mettimi un'interruzione di pagina) e quello ne mostrava un'altra (tipo ci metteva in mezzo una pagina vuota in più). Insomma ha passato un sacco di tempo ha preoccuparsi dei problemi del programma invece che dei contenuti del testo. Io non credo che la causa di ciò fosse legata al fatto che OOo sia obsoleto. Con MS Word di problemi ce ne sono stati sia quando usavo OOo a casa e Word all'univesità, sia quando ha usato Word tanto a casa che all'università.

Ciliegina sulla torta e nota conclusiva. La tesi alla fine è composta da 80 pagine, con una decina di tabelle, due diagrammi e 5 o 6 fotografie (catturate con macchine fotografiche digitali) inserite. Volete sapere quanto spazio occupa sul filesystem il file Word? 35,6 MB. Capisco che una decina di MB possa derivare dalla foto che sono state messe lì senza ritagliarle o scalare la risoluzione, ma i restanti 25 MB da cosa sono occupati? (Ovviamente il file PDF occupa circa un paio di MB)

[1] Nota: non ho letto l'intervista originale, non ancora, ma solo questo estratto in i.taliano