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10 febbraio 2011

What the ƒŰʗג

Comunicazione di servizio: unzip(1) è morto, viva unzip(1).

Se anche tu, come me, usando Linux ricevi ogni spesso archivi ZIP creati in Microsoft Windows versione QuellaCheTiPare e se i documenti ivi archiviati presentano nomi con lettere accentate o in generale non ASCII, ti sarai accorto di come tali documenti non vengano estratti in modo corretto, lamentandosi del fatto che è stata usata una codifica sconosciuta.

Il motivo? Non. Lo. So. E al momento non mi interessa investigarlo troppo, ma di certo è da qualche parte tra File Roller e unzip(1).

Ci sarà mai soluzione? Nel frattempo c'è un bug e un possibile workaround (che a me però non ha funzionato sui file di test): installate 7zip.

A quanto pare quest'ultimo è diventato da tempo il preferito tra i backend usati da File Roller per la gestione di ogni formato compresso degno di nota (vista la "svaria" di formati supportata da 7z(1)).

Meglio? Peggio? Serve? Io per ora l'ho installato e sul file di prova ha fallito, comunque aspetto aspetto fiducioso di ricevere un bel file "reale" per una controprova (e nel caso emozionarmi come un bimbo). Voi siete avvisati. Ora, chi avvisa i distributori?

4 febbraio 2011

Welcome back xorg.conf

A chi non se ne fosse accorto, negli ultimi tempi l'utilità dello storico file /etc/X11/xorg.conf è diventata così marginale e nulla da essere rimosso in toto dai sistemi Linux, tutto a vantaggio dei meccanismi di autoconfigurazione di Xorg stesso.


OK, se ne sono accorti in pochi, ossia tutti quelli che avuto la necessità di passare qualche paramentro particolare al buon caro vecchio server grafico (ditemi quello che vi pare, ma spero che sia impedito a wayland di occupare le macchine di un qual si voglia utente prima che sia garantito il funzionamento di ssh -X hostname).

Poniamo il caso che vogliate provare la futura e futuribile GNOME Shell, poniamo il caso che il vostro hardware sia una scheda grafica Ati abbastanza recente, poniamo il caso che la vostra distribuzione sia una di quelle stabili (una a caso, almeno in questo l'una vale l'altra) uscite recentemente in autunno/inverno 2010, ebbene sappiate che avrete bisogno di installare driver grafici (e in particolare le librerie mesa) più nuove possibili. Per esempio, in Ubuntu dovrete attivare il famoso repository PPA xorg-edgers¹ per fare in modo che sia usato il nuovo driver Gallium.

E come fare per usare 'sto driver Gallium? Ebbene, dicendo a xorg.conf di usarlo... Beh, non proprio a TUTTO xorg.conf, basta semplicemente creare una directory /etc/X11/xorg.conf.d/ e all'interno di essa un mozzicone del vecchio file, magari con nome 00-gallium.conf, con unico contenuto qualcosa del genere
Section "Device"
   Identifier "generic"
   Driver     "radeon"
   Option     "ForceGallium" "True"
EndSection
Sapevatelo!

[1] maggiori spiegazioni nel post "GNOME Shell: per molti ma non per tutti" che aspetta di essere pubblicato da circa un paio di mesi

19 novembre 2010

One more week

Per chi non ne fosse venuto a conoscenza da altri canali, è disponibile ancora per un settimana lo sconto del 25% su un certo libro, Ubuntu Linux 10.10, per l'acquisto online.

Tutte le informazioni sono disponibili qui. Ovviamente, al modico prezzo di un tozzo di pane e di un riparo per la notte, gli autori sono disposti a venire nella vostra città a tenere uno spettacolino di presentazione e ad autografare copie :P

Adesso tocca a voi :)

4 giugno 2010

TV Killed the Radio Star - parte 1

Come alcuni di voi di certo non sanno, è stato proposto un cambiamento nel modo in cui potrà in futuro essere inteso lo GNOME Desktop. I dettagli li trovate qui (e se non capite la differenza rispetto a prima, vuol dire che non conoscete GNOME e dovreste smetterla di dispensare consigli agli altri), i miei commenti... beh, lasciamo stare che è meglio.

Sulla base di ciò, se la nuova proposta va in porto, centinai e centinaia di applicazioni verranno di fatto incluse "ufficialmente" tra le GNOME Apps. Saranno tutte ugualmente valide? Soprattutto, cosa possono fare i rispettivi sviluppatori per migliorarle? Proviamo a rispondere a queste domande con un esempio pratico e sufficientemente dettagliato (e spero utile).

Avrei potuto scegliere come esempio il terribile Gwibber (che ce ne sarebbero di cose da additare), ma visto che sarebbe diventato solo un elenco di lamentele, ho preferito rivolgere l'attenzione a un altro programma, più utile alle nostre italiche genti: Tv-Player.

Per chi non lo avesse mai sentito prima, si tratta di un programma che permette di vedere gli stream offerti dalle televisioni via internet, prima tra tutte mamma Rai, senza passare per il browser e magari plugin di dubbia fama (come quello della Rai basato su silverlight/moonlight).

Funziona? Sì (mamma Rai permettendo). È una GNOME App "well behaving"? Proviamo a vedere.

Prima premessa: tecnicamente, per dichiarazione stessa degli sviluppatori, tv-player NON è un'applicazione GNOME, ma semplicemente GTK+.
Seconda premessa: non andrò ad aprire bug, per il semplice fatto che sono pigro :P
Terza premessa: questo non è un controllo di qualità del codice, ma solo la segnalazione di alcuni "standard" che magari tv-player non rispetta (nella versione che io ho installata, ovviamente)

File .desktop

Partiamo dal file .desktop, che poi è quello che serve per far sapere all'utente che l'applicazione è installata.

OK, lo ammetto, l'ho fatto apposta, solo per mostrare a quanti piccoli dettagli bisogna stare attenti in un file così piccolo:
  • non localizzabile - tramite intltool è possibile contrassegnare alcune chiavi dei file .desktop come traducibili (usando un file .desktop.in da cui poi intltool genera il file .desktop finale), qui si ha un file .desktop fisso nella pietra
  • chiave Version - dovrebbe essere non richiesta dalla specifica freedesktop.org, ma qui è addirittura usata male (non serve a indicare la versione dell'applicazione, ma della specifica per i file .desktop); se avessero verificato con l'utilità a riga di comando desktop-file-validate si sarebbe potuto ovviare questo piccolo problema
  • percorso assoluto per l'eseguibile - il nome dell'eseguibile basta e avanza, inserire il percorso qui impedisce di installare in altri percorsi (mai sentito /usr/local?); ci sono modi per inserire un percorso (con gli autotool, non so come in Python), ma dovrebbe essere gestito nella fase configure+make (confrontare i sorgenti di alcuni moduli ufficiali di GNOME - per ora)
  • icona - quanto fatto da tv-player è ammesso, ma è un modo vecchio, desueto e brutto di gestire l'icona che identifica l'applicativo; il file della icona dovrebbe essere installato nel tema hicolor (/usr/share/icons/hicolor/DIM/apps) e qui si dovrebbe indicare solo la named icon, senza percorso ed estensione, in modo da poter rendere l'icona temizzabile (importante per i temi a contrasto elevato, per esempio)
  • assenza della chiave GenericName e della suggerita X-GNOME-FullName - per informazioni leggere qui; tra l'altro "TV Player" è un nome "generico", sarebbe opportuno trovare un nome figherrimo che permetta una qualche forma di branding, specie nella prospettiva del passaggio a GNOME Shell (ricordo le slide di un talk, forse di MPT, che parlavano anche della scelta del nome, solo che non le ritrovo... lazyweb, un aiuto?)
  • avviso di avvio - mancherebbe anche la chiave StartupNotify, per fare in modo che la forma del cursore cambi, passando alla "clessidra" nel tempo che intercorre dal clic di avvio all'apparizione della finestra, ma in questo caso sarebbe necessario all'applicazione comunicare l'avvenuto caricamento e visualizzazione della finestra stessa.

Icone

Il mantra da seguire, in questo caso è: una brava applicazione non installa icone che non possano essere temizzate, una brava applicazione installa le "sue" icone in un "suo" percorso.

Tranne, come detto prima, l'icona dell'applicazione che dovrebbe essere istallata all'interno del tema hicolor - e men che meno in /usr/share/pixmaps, che deve morire :)

Una buona descrizione di perché e come correggere questo problema può essere trovata presso la pagina del GNOME Goal relativo fatto tempo fa.

Per le altre icone di TV Player solo qualche dubbio e suggerimento:
  • Perché mai installare icone proprie per il volume? Esistono delle named icon apposta nella specifica di freedesktop (le varie audio-volume-*), non sono tra le stock delle GTK+ ma...
  • ...ma, prima o poi le icone stock delle GTK+ andranno a morire, si spera nelle prossime versioni 3.x, per cui tanto vale usare quelle sia per il volume, sia per le altre icone presenti (per cui non gtk-delete, ma edit-delete, per esempio); questo ovviamente farà dipendere l'applicazione da gnome-icon-theme, ma è tutto da guadagnare, in prospettiva per il futuro.
Ah, se proprio volete o dovete inserire una icona "application-specific" (ossia una icona che non è tra quelle presenti in gnome-icon-theme e definita nella specifica indicata poco sopra), il modo "well behaving" di farlo è descritto qui.

Hidden file

Ultima annotazione, per oggi, riguarda un'altra specifica freedesktop e un'altra delle raccomandazioni da seguire per una brava applicazione GNOME: evitare di creare nella HOME degli utenti cartelle o file .$APPLICAZIONE.

Esiste infatti uno standard ben definito e documentato che dice come e dove piazzare i vostri file aggiuntivi per dati, configurazione, cache (e pare altro in futuro).

Le glib (e credo anche i relativi binding in Python) offrono delle comode funzioni per astrarre e gestire il tutto, evitando ogni forma di hardcoding dei percorsi assoluti o relativi. Motivazioni, vantaggi e altre indicazioni possono essere trovate qui, nella pagina wiki del relativo GNOME Goal.

Rispettando questo standard freedesktop è possibile evitare la proliferazione tipo disco di Petri di cartelle .$APPLICAZIONE nella home degli utenti, utilizzando le funzioni messe a disposizione di glib si guadagna la possibilità di rendere facilmente multipiattaforma la propria applicazione (che andrà a creare e controllare file e cartelle, senza preoccuparsi troppo del come, nella posizione giusta). Agli utenti, poi si permetterà di avere la possibilità di eseguire backup facili e non superflui, scegliendo per esempio di ignorare la cartella $HOME/.cache il cui contenuto è per definizione volatile e non fondamentale.

Trucchi, segreti e commenti

Se avete seguito tutti i link proposti prima vi sarete accorti di come anche molte applicazioni al momento ufficiali di GNOME ancora non seguono le indicazioni date. È pur vero che diverse di quelle applicazioni esistono da una decina d'anni, per cui è possibile che si tratti di strascichi ancora da correggere o tagliare via.

TV Player dovrebbe invece essere un'applicazione molto giovane, che avrebbe potuto rispettare sin da subito queste direttive o suggerimenti. Forse l'assenza di un unico punto di raccolta delle informazioni, il dover seguire con perdita di tempo personale diverse discussioni, mailing list, siti, blog, planet e quant'altro in modo da avere una visione d'insieme chiara è l'ostacolo più grande per chi sviluppa applicazioni di "terze parti". Esisterebbero la Integration Guide e la Platform Overview, ma in effetti sono documenti un po' datati; allo stesso modo sul wiki sono magari disponibili notizie più aggiornate, ma senza essere organizzate in un corpus organico.

Come preannunciato dal titolo questa è solo la prima parte, nella prossima (chissà quando mai apparirà, lo sapete che sono pigro e facilmente distraibile, specialmente in questo periodo d'inizio d'estate in cui cominciano a riapparire le te... vabbè, quelle cose lì che creano distrazione, mo' non è necessario specificare cosa sono, no?) andremo a spulciare la UI in cerca non già di un completo re-design (mica mi chiamo MPT, io) ma di altri aspetti e difetti che tolgono punti a questa applicazione.

26 febbraio 2010

For your pleasure

Uploadare è una noia infinita... anche se richiete un tempo finito, è sempre comunque dannatamente tanto.

Beati voi che dovete solo scaricare, nello specifico potreste:
  • visualizzare la versione finale della presentazione per il seminario Cultura Senza Barriere sul Slideshare.net a questo indirizzo (richiede flash, se non ricordo male)
  • visualizzare la versione senza immagini dello stesso, sempre su Slideshare.net, ma presso diverso indirizzo
  • scaricare direttamente il file ODP (non richiede flash, ma sono circa 20 MB)
  • scaricare anche un file "accessorio" che in qualche modo documenta come eseguire la parte pratica del seminario (questo secondo file in futuro potrà ricevere qualche aggiornamento, tra cui togliere la parola "froceria" - e se uso questo termine la colpa è tutta di The Salty Dog - e aggiungere la parte su Orca - per la quale saremmo andati un po' a braccio)
Per impostazioni predefinite dell'utenza di Cultura Senza Barriere su slideshare sembra usare la condizione "No Derivative Works" delle licenze CC. Quando domani mattina la mia affezionatissima Flavia si sveglierà e lo confermerà, direi che le nostre slide possono essere dichiarate e usate come by-nc-sa. Se mai dovrete fare un talk su Ubuntu (o GNOME) e l'accessibilità...

31 gennaio 2010

Dolcetto o scherzetto?

Stupefacente!

Ctrl+freccia su/giù in Empathy su permette di ri-accedere al testo che si è già inviato nella conversazione. Utile nel caso il vostro interlocutore sia duro d'orecchi... :)

22 ottobre 2009

Not so Short Introduction to PolicyKit 1.0

A distanza di due settimane 7 giorni dall'uscita del miglior Ubuntu di sempre¹, c'è da dire che, al solito, le risorse messe a disposizione da Ubuntu per l'utente mancano di una cosa: una adeguata documentazione di cosa sta per cambiare.

Il passaggio dal vecchio al nuovo (GRUB → GRUB2, init → upstart) di certo ha portato un po' di miglioramento, ma è ancora assente una chiara documentazione su cosa effettivamente cambia (e perché) e su come mettere mani quando serve.

Visto che mica posso fare tutto io qua dentro, almeno provo a dare il buon esempio. Ecco quindi a voi: "come fare per incasinare il mio computer concedendo autorizzazioni a destra e manca".

OK, serio. In Ubuntu 9.10 (così come in tutte le altre distribuzioni che usciranno nelle prossime settimane o mesi) diversi programmi utilizzeranno come sistema per l'autenticazione PolicyKit, nella sua rinnovata versione 1.0.

In passato era presente in Sistema → Preferenze (o Sistema → Amministrazione) una applicazione grafica che, funzionale/funzionante o meno, permetteva di definire chi poteva fare cosa e come. Tale applicazione non c'è più: sinceramente, non sono minimamente d'accordo con quanto dichiarato in quel paragrafo, non mi sognerei mai di rendere mia sorella amministratrice tout-court, anche se mi piacerebbe concederle la possibilità di installare programmi, ma non di rimuoverli.

Rimbocchiamoci le maniche e seguiamo la via del ronin, che conosce il terminale, i file di testo e l'infinita pazienza di leggersi la documentazione.

Atto primo

in cui l'amministratore si documenta su cosa c'è e cosa non c'è

Niente forcerie² grafiche alla Hello Kitty². È un lavoro da uomini veri, duri, puri e un po' pelosetti³. Apriamo un terminale e digitiamo il comando
pkaction | sort
In rigoroso ordine alfabetico, ci vengono elencate tutte le azioni "autenticabili" con PolicyKit, ivi inclusa quella che a noi al momento interessa: org.debian.apt.install-packages. Si tratta di un'azione gestita dal (nuovo) pacchetto aptdaemon (una "copia" di PackageKit per deb/apt, utilizzato dal nuovo Ubuntu Software Store Center). Ovviamente l'esistenza di una azione PolicyKit non vuol dire che tutte le applicazioni ne facciano uso.

Atto secondo

in cui l'amministratore torna dalla necessaria pausa caffè che intercorre ogni 5 minuti di lavoro

Ora che abbiamo individuato l'azione PK a noi opportuna o necessaria, provvediamo, come abbiamo letto nella documentazione, a creare un file .pkla. Tale file dovrà essere collocato nella directory /var/lib/polkit-1/localauthority/50-local.d, che però è leggibile (e ovviamente modificabile) solo dall'amministratore.

Apriamo quindi il buon editor di testo, tanto caro agli amministatori old-school, e inseriamo al suo interno in testo seguente:
[Users Permissions]
Identity=unix-user:pippo
Action=org.debian.apt.install-packages
ResultAny=no
ResultInactive=no
ResultActive=yes
Ovviamente al posto di "pippo" mettete il nome utente che più vi aggrada (o più nomi utente separati da ; oppure uno o più gruppi con la chiave unix-group:GRUPPO).

Il significato di ciò che si sta definendo è abbastanza chiaro. Stiamo concedendo un permesso a coloro che corrispondono a un determinata identità di compiere una determinata azione, qualora siano verificati i casi indicati nelle varie chiavi Result* (sempre, consultare la documentazione).

Salviamo il file con un nome descrittivo che inizi con un numero (numero che, in caso si vadano a definire più file, determinerà l'ordine di lettura e quindi attuazione delle regole, e quindi i comportamenti). Per esempio 10-pippo-can-install.pkla.

Atto terzo

in cui l'amministratore scalpita per tornare in pausa caffè dopo una lunga serie di azioni noiose e complicate

L'ultimo atto da compiere è copiare il file .pkla appena creato nella posizione opportuna: per questo si apre un bel Terminale e si esegue il comando:
sudo cp 10-pippo-can-install.pkla /lib/polkit-1/localauthority/50-local.d/
A memoria mi pare di ricordare che non è necessario riavviare il servizio (né tanto meno il computer). La prossima volta che l'utente pippo tenterà di installare una applicazione con Ubuntu Software Center, il dialogo di autenticazione lo lascerà passare all'inserimento della sua password, non gli verrà chiesta la password di amministrazione. Ovviamente non potrà installare singoli pacchetti con GDebi, usare Synaptic o aggiornare il sistema... no, in realtà l'aggiornamento può farlo: se non scoprite come, chiedete e vi sarà spiegato

Atto quarto

in cui il vostro opinion leader preferito di turno si lamenta un po' aggratis

Non so voi, non so quali siano le vostre esigenze e quanti utenti ci siano sui vostri computer, ma francamente a me le caratteristiche offerte da PolicyKit erano utili, specie nella possibilità di regolazione fine offerta nel decidere chi può fare cosa e come.
La disponibilità di uno strumento grafico era "cosa molto buona", dire che in futuro ci sarà una a "simple group-based UI to a future user account dialog, that will let you declare that a user is an 'Administrator' or a 'Guest'" mi sembra un po' meno. A meno che quel group non sia da intendere come gruppi di azioni.

Sarò io che sto sempre a lamentarmi e mai a fare qualcosa di utile, ma credevo che la regolazione fine fosse necessaria proprio ad evitare di dare a destra e manca permessi di amministrazione.

[1] beh, tra sei mesi mi riservo il diritto di cambiare idea...
[2] oppps... mannaggia al mio sessismo e alla mia omofobia...
[3] anche se mi dicono che esiste la comunità ursina

2 giugno 2009

Doccia bagnata

Nell'attesa che il mio pusher di titoli figherrimi si riprenda dal fantasticare su sequenze saffiche multiple sotto la doccia in quel di Sardegna, nell'attesa che, si spera, vengano forniti i dettagli di questa notizia e che tutti possano godere per quanto possibile... no, aspettate, non parafrasate. Quando ho scritto i "dettagli di questa notizia" intendevo QUESTA NOTIZIA, non quella notizia della doccia saffica.

Ne viene ovviamente che anche mentre parlavo di godere mi riferivo a "QUESTA NOTIZIA", non a "quella notizia", quindi nell'accezione del termine che vuol dire "beneficiare", non in quella più piacevole assai.

Cmq, nell'attesa e nella speranza di sapere i dettagli delle ottimizzazioni apportate, io vi suggerisco la mia personale:
  1. aprire il Terminale e digitare mount seguito da Invio
  2. leggere l'elenco dei punti di mount
  3. se nell'elenco dei punti di mount non vi è la directory /tmp
  4. aprire il file /etc/fstab con permessi di amministrazione
  5. inserire la riga: tmpfs /tmp tmpfs defaults 0 0
  6. riavviare il proprio netbook
Voilà: la directory /tmp è ora una manciata di kbyte nella memoria RAM invece che la stessa manciata di kbyte sul vostro hard disk SSD letti e scritti e letti e scritti e scritti e letti e letti e scritti con grande intensità. Magari quanto una doccia saffic.... BASTA!!!

29 maggio 2009

Chuck Norris e il calcio volante "mobile broadband"

Questo è un noiso post di servizio che il mio ruolo mi impone¹, ma non per questo meno importante. Anzi.

Il "Chuck Norris" del caso è il caro NetworkManager e quello che mi serve da voi è conferma di alcuni dati, già corretti da Sergio Zanchetta, ma magari passabili di integrazione e ampliamento.

Tra le varie funzioni che NetworkManager ci consente c'è anche la possibilità di configurare e fare uso di una connessione "mobile broadband", che nella mia ignoranza credo sia una di quelle attivabili attraverso dispositivi GSM, HDSPA e simili. Il lato problematico di questi tipi di connessione è che sebbene l'informazione da fornire per renderle operative sia spesso limitato una specie di banalissimo indirizzo, tale informazione è possibile che sia in qualche modo celata agli occhi dell'utente inserendola in qualche pagina sperduta dei siti web o nel supporto di installazione, ovviamente solo per Windows.

E qui esce fuori lo spirito di comunità: prepariamo e manteniamo un database con i dati di tutto i tipi di connessioni mobile broadband disponibili nelle varie nazioni, sia quelli attualmente in vendita, sia quelli non più commercializzati (ma magari ancora attivi). Attualmente i provider e le informazioni disponibili per la nostra nazione ubertosa sono:
NomeTipoAPNConfermato
VodafoneGSMweb.omnitel.itsì
TIMGSMibox.tim.itsì
TIM (WAP)³GSMwap.tim.it
WindGSMinternet.wind
Wind (businnes)GSMinternet.wind.biz
3 (ricaricabile)GSMtre.itsì
3 (abbonamento)GSMdatacard.tre.itsì
Fastweb (SIM voce/dati)GSMapn.fastweb.it
Fastweb (SIM solo dati)GSMdatacard.fastweb.it
UPDATE - a quanto pare a blogger non piace l'HTML human readable...
UPDATE 2 - aggiunta colonna "Confermato" per tenere traccia delle segnalazioni

Tutte le informazioni tecniche su come questi dati sono memorizzati sono reperibili qui.

Come già preannunciato, quello che ora mi piacerebbe ricevere dalla comunità Italiana di GNU/Linux, di GNOME, di Ubuntu, di Pollycoke (!!??!!) e sì, dai, anche di Fedora è un piccolo sforzo congiunto che si palesa in uno dei seguenti atti:
  • se avete un contratto mobile broadband di cui sopra e siete riusciti a farlo funzionare con NetworkManager aggiungete un placido, rassicurante e felice commento a questo post
  • se avete un contratto mobile broadband di cui sopra e non siete riusciti a farlo funzionare.... hmmmm, beh, mica posso fornirvi assistenza gratuita, ma se pensate che dipenda da una errata configurazione di cui sopra battete un colpo
  • se avete un contratto a banda larga mobile NON incluso nell'elenco di sopra, fatecelo sapere prontamente; lo stesso dicasi se ne siete a conoscenza, ovvio ;)
  • se avete una idea migliore su come gestire questo flusso di informazioni non solo sul momento, ma anche per il futuro in modo che l'elenco sia prontamente aggiornato, fatecelo sapere (visto il fottio di operatori che stanno nascendo: Poste Italiane, Erg...)
  • se non ricadete in alcuna delle precedenti categoria, spargete la voce ad amici e parenti :P
Un'ultima nota: è possibile che il file XML installato sul vostro computer sia quello "vecchio", in cui è ancora elencato l'operatore Blu (il logo però era figo, dai). Il tal caso, scaricate questo file e sostituitelo a quello installato da qualche parte all'interno di /usr/share/

Denghiu!

[1] la realtà è che stamattina non mi andava di fare un ca##o e ho una lista di TODO per GNOME e Ubuntu lunga quanto la distanza che intercorre da Holmes a Trentalance, passando per Siffredi
[2] stagione 18, episodio 16: Homerazzi
[3] questo è l'unico per cui è indicato nome utente (WAPTIM) e DNS.

19 aprile 2009

Avviso ai Naviganti

Serio. Giuro, stavolta serio come non mai.

Dunque, abbiamo un problema con Evolution 2,26.{0,1} dovuto alla traduzione italiana di evolution-data-server.

Il problema visibile è che non si possono salvare appuntamenti e che se si prova a modificare uno esistente finisce che va a puttane... Non so cosa possa succedere se avete già degli appuntamente salvati in passato, ma dice Milo che basta che non li si apre e salva.

Sì, lo so, non è una cosetta da poco, ma a mia discolpa, perché mio è il cambiamento che ha causato ciò, posso dire che cercavo di essere maggiormente aderente agli standard. La funzione strftime non supporta il formattatore %k (ora nell'intervallo 0..23), che era usato in evolution-data-server e che avevo provveduto a cambiare in %-H (ora nell'intervallo 00..23, con il - che toglie lo 0 iniziale quando non serve).

Ora, abbiamo allertato chi di dovere, committeremo la versione corretta upstream, ma nel frattempo non è detto che in giro per il mondo non arrivino versioni scorrette. Per correggere la cosa, a mano, seguite le istruzioni indicate qui.

Mi dispiace, mi dispiace veramente, avevo cambiato convinto di fare la cosa giusta così come era stato fatto in passato per Nautilus, ma non ho mai pensato di controllare che funzionasse, visto che era giusto...

Per rimediare prometto di offrire assistenza gratuita per questo problema a chiunque possa servire. Oltre ad aggiornare regolarmente sulla questione.

Update 1: sono stati aperti bug sul bugzilla.gnome.org e su bugs.launchpad.net per tracciare lo stato... ok, lo ammettiamo, è stato Don Paolo ad aprirli, noi ci siamo solo aggregati e cerchavamo di dissimulare il fatto che un sacerdote se ne fosse accorto prima di due geek geek come me e Milo... uffa... cmq, se qualcuno avesse informazioni o indicazioni di analogo bug sul bugzilla di fedora o di altre distro, faccia sapere.

Update 2: è stato fatto il "revert" della traduzione (da %-H a %k) su translations.launchpad.net per cui speriamo tutti forte forte forte in un nuovo langpack

Update 3: lo stesso "revert" è stato applicato su SVN GIT (almeno si spera, mi sa che Milo ha fatto un po' di casino coi comandi di git, deliberatamente intendo, al fine di dimostrare di non essere come Torvalds e di non comprendere la magia)

Update 4: eccheccazzo! non dico su pollycoke, ma almento due righe su ossblog!! (vabbè, consiglio: lo sapevata che nell'update 3 c'era 2 easter egg? Sapevatelo!)

Le lepri sono state saldamente assicurate al terreno

Update: primo e forse ultimo, hanno risposto, aggiunti i punti 4, 5, 6 e 7 all'elenco.

Vorrei puntualizzare il fatto che questo blog, finora, ha mostrato la netta tendenza a scendere nel grottesco. Ora, nessuno più di me ama farsi due risate, a parte mia zia e un paio di sue amiche. Ah, sì, e il Capitano Johnson. Ripensandoci, molti amano più di me farsi due risate, ma stiamo divagando. Io ordino a questo blog di non scadere ancora nel grottesco. Da questo istante.

Per questo motivo, comunicazione di servizio a chi chiedeva se l'assistenza della Dell fosse diversa tra sistemi acquistati online e sistemi acquistati al centro commerciale.

La risposta è "sì, ma anche no".... Ecco, lo sapevo, di nuovo grottesco...

Vabbè, insomma, il sistema Dell che acquistate al centro commerciale ha come data di inzio assistenza quella del giorno in cui il pacchetto è stato consegnato al distributore (nel mio caso, per esempio, era il 15 ottobre 2008). Ah, e non sto parlando di paccheti deb o rpm e vendor di GNU/Linux.

A quanto pare però basta mettersi in contatto con l'assistenza (dopo aver aperto un account su dell.it) chiedendo lumi e vi diranno:
  1. che è consigliato registrare il prodotto presso www.dell.com/register (fatto, bisogna scegliere la nazione. inserire i propri dati e la matricola del prodotto; in effetti a un certo punto viene citato Carrefour, per cui credo sia una procedura tipica per acquisti off-line)
  2. "inviare via mail lo scontrino o la fattura in modo da poter effettuare verifiche sui nostri sistemi" (fatto, io l'ho scansionato lo scontrino, dite che va bene lo stesso?)
  3. aspettare (I'm here)
  4. ricevere criptica email di risposta che inizia con "non possiamo aggiornare il sistema per cambiare i dati della sua garanzia"
  5. continuare a leggere la criptica email, dopo aver pronunciato a mezzavoce un eccheccazzo al fine di notare la frase "In ogni caso Le confermo in questa e-mail che il computer ha 15 mesi di garanzia dalla data di acquisto (27/03/09). La garanzia scadra' quindi il 27/08/10."
  6. sorridere contenti per il fatto di avere ragione
  7. interrogarsi sul perché dicano 15 mesi, visto che per legge italiana (ammesso che le leggi italiane abbiano un senso) dovrebbe essere due anni, che l'anno è fatto da 12 mesi e che 2*12=12+12=24>15
A chi interessasse, aggiornerò questo post quando avrò nuove notizie in proposito

PS sì, visto, sono stato bravo, non sono sceso nel grottesco nel finale, a meno che il fatto di non essere sceso nel grottesco "secondo il senso comune" non sia un scendere nel grottesco "secondo i canoni di questo blog".