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12 luglio 2011

Quel periodo dell'anno...


Oh sì, complimenti a Google Inc per aver speso bene i suoi soldi coi traduttori¹ per quella stupenda traduzione di given name. Il traduttore del povero e bistrattato Evolution ha invece a suo tempo fatto il suo lavoro, controllando il vocabolario/dizionario (cioè nome di battesimo, ma per essere politically correct ha preferito togliere i riferimenti alle radici cristiano protestanti delle lingua della terra di albione... fossero rimasti norreni o quelli che erano non avrebbero fatto un soldo di danno, tanto si sa che si vestivano di marmotte quando noi già si accoltellava un Giulio Cesare).


[1] anche i messaggi che appaiono quando si monta/smonta una scheda SD sono da cute anserina, declinati pure al modo e tempo errato.

18 maggio 2010

To overlook

Overlook O`ver*look", v. t. [imp. & p. p. Overlooked; p. pr.
& vb. n. Overlooking.]
1. To look down upon from a place that is over or above; to look over or view from a higher position; to be situated above, so as to command a view of; as, to overlook a valley from a hill; a hotel room that overlooks the marketplace. "The pile o'erlooked the town." --Dryden.
[1913 Webster +PJC]
Riassumendo:
  • I designer e gli sviluppatori di Canonical/Ubuntu¹ vogliono introdurre per la 10.10 la global menu bar, per lo meno nella edizione netbook
  • I designer e gli sviluppatori di Canonical/Ubuntu vogliono introdurre una barra di stato che appaia secondo necessità, a la Chrome/Chromium
  • Gli sviluppatori di Canonical/Ubuntu2 per fare tutto ciò dovranno in primis applicare le modifiche necessarie ai programmi basati su GTK+ (visto che hanno scelto GNOME come ambiente grafico) e poi estendere il tutto anche a progetti che assomigliano ad applicazioni GTK+, ma che in realtà non lo sono (Firefox, OpenOffice.org, ...)
  • Diversi progetti chiave di Ubuntu stanno usando WebKitGtk
Guardando oltre:
  • Epiphany è un browser che usa WebKitGtk;
  • Epiphany è un browser basato su GTK+;
  • Epiphany si è appena dotato di una barra di stato a comparsa³.
Lamentandosi un po':
  • ma, nel caso, è proprio necessario ricorrere a progetti "estranei" come Chromium quando si ha un Epiphany per le mani?!?!
  • ma non potrebbero sviluppare una estensione per Epiphany (ora scrivibili nel salvifico JavaScript) che salvi cronologia e segnalibri via UbuntOne?!?!?
  • scu-scusa ma... tu suoni?!?
[1] non chiedetemi di distinguere tra i due, per stabilire chi ha voluto cosa
[2] perché quando il lavoro si fa duro, i designer vanno a fare mockup
[3] leggere bene cosa dice nel commit e guardare la mole di lavoro necessaria ad applicare la barra di stato a comparsa per 1 solo modulo

21 marzo 2010

Sinonimi

Mi sento abbindolato, circonvenuto, circuito, deluso, fregato, frodato, illuso, imbrogliato, incartato, tradito, insidiato, mistificato, trombato, truffato, abbagliato, aggirato, sedotto, giocato, raggirato, turlupinato, vanificato, fuorviato, disatteso, preso in giro, buggerato, subornato, scontentato, venuto meno, bidonato, infinocchiato, incantato, disertato, rinnegato, violato, ciulato, incastrato, impaccato, disonorato, confuso, rigirato, sciupato, smontato, stroncato e anche un po' disprezzato.

L'avessimo saputo prima, l'avremmo detto subito che il problema era l'essere troppo ispirato dalle terre d'Albione. Quello che sarebbe interessante sapere ora è quanti altri piccoli curiosi e potenzialmente illogici cambiamenti si proporranno nei prossimi 6 mesi per dimostrare di non essere né Windows, né Mac OS, né una qualsiasi¹ distribuzione Linux.

[1] per chi non l'avesse notato, già da tempo stando a www.ubuntu.com Ubuntu non è una distribuzione Linux, è un sistema operativo e basta

5 febbraio 2010

I Fought the Law

Ora spacco le pietre sotto il sole cocente.
Ho combattuto la legge... e la legge ha vinto (x2)
Ho comprato un dispositivo elettronico cinese perché costava meno
Ho combattuto la legge... e la legge ha vinto (x2)
Sono un fuorilegge. Il colore (e l'accostamento) dei colori del dispositivo elettronico noto come "Il cellulare di Luca" viola un brevetto. Sono un fuorilegge.

...io lo sapevo che dovevo comprarlo rosa

19 gennaio 2010

Heart Pulse

Io AMO PulseAudio, lo amo. Con tutto me stesso, con tutto il mio cuore. Ci andrei a letto e me lo coccolerei tutto. Alla facciaccia di chi dice che con PulseAudio l'audio non funziona... Ma come si fa a dire certe cose. Lo dice anche il nome "audio che pulsa", mettetevi lo stetoscopio, appoggiatelo al case e ascoltate meglio!

Ma, come al solito, sto divagando. Torno in carreggiata. Tutti noi sappiamo che PulseAudio ha permesso al nostro sistema Linux, no GNU/Linux, no GNU/MIT/Linux, no GNU/MIT/Apache/Linux... oohhhh, se dovessimo tenere conto di tutti i contributi, ci usciamo pazzi. Chiamiamolo Aieie e facciamo prima!

Dunque, ricominciamo. Tutti sappiamo che PulseAudio permette ad Aieie di fare cose grandiose e circa un anno fa ci promisero questa:
We can detect when applications are recording, providing a quick way to change the recording level.

We automatically provide a volume for the default output, which can be switched on-the-fly (you can't do that at all with ALSA).

We remove tons of obscure preferences, like which channel the control should change.


(dalla email di Bastien Nocera alla desktop devel list)
Visto che una immagine vale più di mille parole, orbene con PulseAudio sarebbe stato possibile avere questo.
La vedete l'icona del microfono nell'area di notifica? Bene, in teoria dovrebbe apparire quando un'applicazione sta impegnando il vostro hardware per registrare o catturare audio (per esempio, quando avviate il Registratore di suoni o magari quando video/audiochattate con Empathy), come confermato anche qui nelle seguenti parole:
Run something that records sound (e.g. gnome-sound-recorder, Applications ➝ Sound & Video ➝ Sound Recorder), and verify that a microphon icon appears in the notification area when you start recording. Verify that you can control the recording level, and mute and unmute the microphone using the popup on that icon and its context menu. Stop the recording and verify that the icon disappears.
Orbene, miei affezionatissimi, a me quella icona non compare. Ricordo che mi apparve, tanto tanto tanto tempo fa, in una delle mia jhbuildate, con esoteriche e mistiche customizzazioni per far usare a JHBuild il pulseaudio compilato da sorgenti e installato in /opt¹. Invece non mi è mai stato possibile avere la possibilità di vederla in Ubuntu 9.10².

Per cui, miei affezionatissimi, ho due domande da porvi:
  1. voi avete mai visto quell'icona di notifica in Ubuntu?
  2. voi avete mai visto quell'icona di notifica in Fedora o altra distribuzione di Aieie?
Che io lo so che la colpa è sicuramente del vendor (e delle sue dubbie patch), del driver, della scheda audio a cui si è bruciato un condensatore, ma prima vorrei escludere che non sia un problema del programma. O di PulseAudio.

Grazie per la collaborazione.

UPDATE Visto che molto probabilmente è un problema di Ubuntu, ho segnalato su launchpad.net. Ed ora affliggiti anche tu, affliggiamoci tutti. Fine dell'UPDATE

SECONDO UPDATE Fedora 12 Live non parte da CD; parte in VirtualBox, ma non mostra l'icona del microfono. Precisazione, prima di causare strali: visto che il CD in cui ho messo Fedora 12 Live causa rallentamenti spaventosi quando il CD è inserito anche a Ubuntu, scartando l'ipotesi della volontarietà per questioni commerciali - :D - direi che è dovuto a un CD-RW ormai a fine vitaFine del SECONDO UPDATE

[1] se a voi è venuto il mal di testa a leggerlo, pensate a me a farlo...
[2] in Ubuntu 9.04 non ci sarebbe potuta essere, visto che per quel rilascio scelsero di non usare il nuovo controllo del volume di GNOME basato su PulseAudio

31 maggio 2009

Come imparai a non preoccuparmi e ad amare un sistema instabile

Alla richiesta di commenti sulla possibile inclusione di gnome-disk-utility come dipendenza esterna di GNOME 2.28¹, un tizio dal nome nordico nome BJörn ha risposto così:
It is very hard to build gnome-disk-utility. It directly depends on DeviceKit, DeviceKit-disks and trunk version of PolicyKit. Those three packages in turn depends on eggdbus, libparted, libdevmapper, libselinux, libatasmart, libuuid and a recent libudev. Many of those packages are not packaged in Ubuntu Intrepid and at least and some of them haven't had any real releases yet.
Affascinante la replica di Matthias Clasen:
It builds fine in Fedora 11...
Ora, prima che cominciate a dire che sono il solito ubuntiano fratricida², che la gente è stanca e c'è bisogno di progresso (per cui in effetti Intrepid per questa specifica cosa potrebbe già essere vecchio), potrei far gentilmente notare che le dipendenze esterne di GNOME esistono proprio per far dipendere i moduli di GNOME da una versione rilasciata e più o meno diffusa di qualcosa su cui gli sviluppatori di GNOME non hanno controllo del ciclo di rilascio? E che oltre alle "diffusissime" Ubuntu e Fedora esistono anche le "diffuse" SuSE e Mandriva e gli esoterici e "diversamente diffusi" Solaris, FreeBSD e OpenBSD.

Comunque: sì, avete ragione, ultimamente sembra che racconto solo di cattive notizie. Avrei potuto dire "evviva! gnome 2.28 avrà un nuovo sistema per la gestione avanzata dei dischi" e unirmi al coro degli entusiasti che incensano, ma se Matthias Clasen, maintainer delle GTK+ e delle Glib, librerie che per loro natura dovrebbero essere multipiattaforma e multivendor, se ne esce con una tale noncuranza esprimendo disinteresse per gli equilibri che sono sottesi a una cosa complicata come una distribuzione GNU/Linux, la mia parte intollerante mi fa dire "io mi indigno" invece di "io me ne fotto".

[1] che nel frattempo è cambiata, per quello che non ne ho dato conto nel precedente post: ora la dipendenza esterna proposta è DeviceKit-disk, mentre gnome-disk-utility sta gareggiando per essere incluso arridittura tra i moduli del Desktop
[2] o forse era "fedoriano fratricida" e "ubuntu suicida", devo aver fatto una gigantesca crasi

28 aprile 2009

Rieducational Channel

Domanda: come posso manterene i dati e le personalizzazioni dovendo reinstallare Ubuntu?

Risposta esagerata: questa.

Risposta semplice e corretta: semplicemente reinstallando Ubuntu (versione 8.10 o successiva).

Ora, visto che il sedicente¹ [inserire una qualche qualifica qui] Istituto Majorana si vuole porre come punto di riferimento per Ubuntu/FOSS/libertà digitali/altro in provincia, regione e nazione, potrebbe almeno cortesemente cercare di riferire notizie e informazioni corrette?

Già che c'è e visto che sta parlando di come conservare (aka non perdere) i propri dati personali², perché non togliere quel riferimente inopportuno a ext4? Almeno finché lo stesso e tutto il software a corredo non è dichiarato sicuro per il grande pubblico.

Se poi gradissero un revisore di bozze, il sottoscritto è disposto a stipulare un contratto vantaggioso con accluso codicillo "se non lo so, prima mi informo".

Se poi chi scrive le note di rilascio di Ubuntu fosse preciso e puntuale come quelli di Fedora, allora forse sarebbe anche meglio...

[1] prima che i responsabili del sunnominato istituto mi accusino di qualche forma di offesa, per me "sedicente" non è offensivo visto che il riferimento che faccio è al sedicente signore del magnetismo, Magneto.
[2] voi non potete immaginare quanto importanti siano i propri dati personali, ci vuole una vita intera a collezionare link decenti a bei pornazzi non dozzinali.

14 marzo 2009

Break Even Point

Per permettere ai suoi utenti di usare il proprio computer in modo istantaneo, la nota società Asus fornisce alcune sue schede madri del sistema Express Gate, un micro GNU/Linux con alcune applicazioni orientate alla rete.

Per l'aggiornamento del bios la nota società Asus mette a disposizione dei suoi utenti un'applicazione per Windows Qualcosa (dalla interfaccia utente alquanto dubbia... l'aspetto da ciondolo magico da parodia porno di film fantasy di quinta categoria tipo Harry Hotter e lo scetto dei segreti serve a qualcosa? non era meglio usare i widget del toolkit di Windows?? mah!) e il classico programma DOS da tenere ed eseguire su floppy di sistema.

Ora, considerando che la nota società Asus sta dismettendo il supporto ai floppy disk nelle schede madri di sua produzione, potrei suggerire alla nota società Asus di dismettere lo sviluppo di cotale applicazione per Windows, favorendo invece una applicazione inserita nell'Express Gate di cui sopra, prima che si giunga al punto in cui solo che ha Windows Qualcosa può tenere aggiornato il bios? 

Se può interessare, limitatamente ai modelli che mi interessavano, nelle mie ricerche l'unico vendor che ha un sistema per l'aggiornamento del BIOS on board che non usa il sistema operativo sembra essere Gigabyte.

17 febbraio 2009

Prison Break

La mia memoria diventa sempre più corta... Chi è che diceva che le regole servono per essere aggirate?

Cmq noi siamo progressisti e moderni: il modulo è suo e se lo gestisce lui. Se qualcuno si azzarda a dire che non poteva perché siamo in feature freeze e perché avrebbe dovuto chiedere l'approvazione per la dipendenza esterna, noi gli diciamo che è comunista e che non è liberale come noi.

RedHat, la nuova casa delle liberà: facciamo un po' come ca##o ci pare.

No, non è acredine personale, se contate anche questo siamo a 6. Direi che non sono illazioni, sono prove a carico.

Update: notare che quella versione di PA non è stata ancora rilasciata.

9 febbraio 2009

Comunicazione di servizio

Richard Stallman (a.k.a. rms) può dire quello che gli pare, come quando intervistato rispose che per lui non era un problema se il software libero è usato in ambito militare (e quindi, in teoria e potenzialmente per uccidere le persone, anche se il ruolo dell'esercito è un'altro, come chiunque abbia visto gli episodi 15, 16 e 17 di MS Gundam 00 sa) però... personalmente... io...

...mi sono rotto le palle a tradurre un ambiente grafico libero che poi finisce tra le mani dei bimbominkia.

Domani mi passa. Forse.

8 febbraio 2009

Tonight I'm a Rock'n'Roll Star

Ammetto che il mio giudizio è pesantemente condizionato dal fatto che è donna. E che donna.

Ammetto che il mio giudizio è pesantemente indirizzato dal fatto che mi sta simpatica. Tanto.

Ammetto che il mio giudizio è pesantemente guidato dal fatto che sotto sotto è rimasta una "diciassettenne metallara". E che la posso ascoltare in radio.

Però qualcuno mi spiega perché per le linee guida di Wikipedia Italia è ammissibile che esista l'enciclopedica pagina sulla "Lista dei ninjutsu in Naruto" mentre dovrebbe essere eliminata quella relativa a Cristina Scabbia all'amichetta mia???????

31 gennaio 2009

Woodward e Bernstein non sono ancora morti (aka "Tutti gli uomini del deficente")

Premesso che
  • di critiche a Wikipedia se ne possono fare a iosa come "accozzaglia di cose, priva di regole definite, di fonti accertate e controlli veri" (cit. ma non la trovate online);
  • di critiche a Mozilla se ne possono fare a iosa come "ambiguo coacervo di soluzioni aperte e chiusure mentali" (cit. me medesimo che l'ho appena pensata);
  • sempre siano benedetti Ogg (ora pro nobis) Vorbis (ora pro nobis) Theora (ora pro nobis) Speex (ora pro nobis) FLAC (ora pro nobis) che sono validi tanto ci piacciano, ma che se non li supportano i lettori portatili sono come una giornata umida, che aiuta con una signora ma non serve a un ca##o nella giungla;
la domanda che i Woodward e Bernstein de Noantri (ah, io faccio Robert Redford e tu Dustin Hoffman... e non venire a lamentarti che quello biondo e liscio sei tu) si sono domandati è "ma perché cavolo li vanno a dare a Wikimedia, i soldi?"

Wikimedia Foundation ha appena intascato 6.000.000 di dollari in donazioni, per cui a meno che i cravattari alla porta non avessero aumentato il tasso d'interesse di un 5 punti percentuali senza avvertire il cliente, non è che 100.000 dollari servissero urgenteme... no, 100.000 dollari sono 100.000 dollari, non si buttano MAI via. Ogni donazione è sempre e comunque bene accetta.

Il dubbio che nessuno di noi dubbiosi potrà mai sciogliere nasce da cosa c'è scritto qui (aggiungendo altre fonti inutili alla nostra complicata e altrettante inutile indagine) specie considerando ciò che lì è assente, depennato, damnatiomemorieizzato:
Mozilla has awarded a grant of $100,000 to the Wikimedia Foundation to help coordinate improvements to the development of Ogg Theora and related open video technologies [...] will be used to support the work of long-time contributors to the Ogg Theora/Vorbis codebase and related tools, such as libraries for network seeking. The improvements will be made over a 6 month period

Mozilla ha elargito una donazione di 100.000 USD a Wikimedia Foundation per aiutare la coordinazione dei miglioramenti allo sviluppo di Ogg Theora e delle correlate tecnologie aperte per video [...] verrà usata (la donazione NdT) per supportare il lavoro di contributori "long-time" al codice e ai relativi strumenti di Ogg Theora/Vorbis, come le librerie per il seeking su rete. I miglioramenti saranno apportanti in un periodo di 6 mesi.
Hmm. Bene. Cioè, io lo so che tutto il mondo è paese, che non esistono più gli idealisti di una volta e la mezza stagione chissà che fine ha fatto (dannata, io ero pieno di vestiti da mezza stagione). Lo so che uno non è che va a mollare in giro 100.000 USD solo perché crede nel futuro luminoso delle tecnologie aperte. Lo so.

Non mi stupisco, non mi altero, non faccio petizioni online, non buco siti per protesta, ma non posso fare a meno di puntare il dito verso un semplice, stupido, minimale, marginale, fondamentale, lampate fatto: la totale assenza di una semplice menzione di chi Ogg/Theora/Vorbis lo ha sviluppato e supportato da lungo tempo, la totale assenza di Xiph.org in tutti i comunicati e commenti da parte sia della Mozilla Foundation che della Wikimedia Foundation inerenti la questione (dai, pur di non linkare le pagine di xiph.org per le definizioni di Ogg e Theora hanno linkato quelle su wikipedia...).

Perché magari non sembra, ma non è che Ogg/Theora/Vorbis/etc etc etc sono nati dal nulla. Qualcuno li ha definiti e implementati e, guarda caso, quel qualcuno è la Xiph Foundation, anch'essa fondazione senza fine di lucro con il fine di spargere nel mondo il seme dell'apertura e guarda caso anche essa bene accetta a ricevere donazioni.

Se la Mozilla Foundation avesse voluto supportare in modo candidamente immacolato il formato Ogg/Vorbis/Theora, la donazione l'avrebbe potuta elargire alla Xiph Foundation, magari non interamente, magari congiuntamente, ma dal mio punto di vista sarebbe stato come dire: abbiamo implementato la possibilità di vedere video e sentire audio nel nostro browser, abbiamo un pacco di soldi che ci avanzano, ecco a voi un congruo riconoscimento per il lavoro svolto e vedete di continuate così che ci servite per rodere qualche altro punto percentuale, specie se ci fate funzionare meglio i video messi online da Wikipedia.

Per questo, a mio avviso, non dovrebbe essere chiamata "donazione", ma "accordo commerciale". Ed è come dire: noi, senza dover pagare royalties a nessuno abbiamo implementato nel nostro browser la possibilità di vedere video e sentire audio prima ancora che sia standardizzato con HTML5 e stiamo cercando in questo modo di forzare Ogg/Vorbis/Theora ad avere un posto di rilievo in tale futuro standard (forse), per lo meno per continuare a non pagare royalties (di sicuro), voi, o Wikimedia Foundation, voi siete l'unico sito che la gggente visita a mettere gli spezzoni video e audio nel formato Ogg/Vorbis/Theora, per cui eccovi un congruo assegno per continuare su questa strada, anzi magari per rendere la cosa ancora più endemica, facendo in modo che nei prossimi 6 mesi si possa creare negli internauti una necessità in più per usare Firefox o comunque aggiornare alla versione 3.1.

Che per carità, lo ha fatto Apple qualche mese fa quando ha anche lei rilasciato WebKit-Safari con un simile protosupporto al tag di HTML5 e poi sul _suo_ sito ha inserito i propri video con questo sistema, che lo ha fatto Microsoft quando ha partorito Silverlight e contestualmente ha aggiornato il _suo_ sito per usarlo in modo invasivo, ma che lo faccia Firefox in combutta con Wikimedia per farci vedere meglio questo... Dai, almeno la roba di Apple e Microsoft è un po' figa...

Cmq, visto che anche io ho a cuore che Ogg/Theora/Vorbis diventino bene accetti e largamente diffussi dentro e fuori la rete (anche se sulla rete spero di vederli al più presto con WebKitGtk e GStreamer), almeno per questo voglio buttarmi alle spalle per un momento tutta l'acredine sparsa finora e fare una proposta costruttiva: volete costringere le persone a installare Firefox per vedere i video su Wikipedia? Bene, pubblicate il Sex Tape di Pamela Anderson e Tommy Lee, che ormai sono passati anni ed è da considerare documento storico, almeno secondo quelli che mi pare siano i canoni di Wikipedia.

Non si può? Dite che lo vende Amazon? Hmmm... Hmmm... Un video live bootleg di Cristina Scabbia? Qualcosa degli Oliver Onions, tipo Sandokan, Orzowei? Cuba dei Gibson Brothers, dai!

23 gennaio 2009

Dark Reign

Avevo pensato di scrivere un post in cui scanzonatamente cercavo di capire cosa volesse dire la frase "Internet è dono di Dio". Poi ho pensato che magari poteva sempre far comodo tenerselo buono (e visto che l'ho scritto con la maiuscola), quanto meno per le volte in cui si urlano cose tipo "oddio, oddio, ohhhh diiiiiooooo".

OK, l'abbiamo capito, "yes, you can". Tra l'altro, adesso vediamo se riesci a togliere Microsoft dalla whitehouse (OT il nuovo sito della casa bianca è così innovativo da richiedere una nuova versione di browser oppure quel browser è l'unico che non funzionava con una cosa che rispettava gli standard?) A proposito, non ho capito: nella whitehouse si userà Apple e nel resto dell'amministrazione USA prodotti OpenSource gestiti da un... mmm... bipolare?!? Sono indeciso se considerare la cosa "digital divide" o "razzismo"...
Ah, ancora più OT: ma un papa stiloso come Ratzinga, come minimo ha il MacBook Air... minimo; ne fanno di notebook in oro? non placcati, col case in oro come tutti gli abiti che indossa

Cmq, prima che devii o che vi insorgano cattive idee, il riferimento al dark di cui sopra non, ripeto NON è all'abbronzatura delle pelle, così come il "yes, you can" pensavamo di rifilarlo a una nota azienda: RedHat/Fedora.

È da anni che RedHat viene accusata di "complottantesimo", sin dai tempi dell'adozione/sponsorizzazione dell'accoppiata GTK+/GNOME invece di Qt/KDE (che palle, ma sempre su 'sta guerra fratricida andiamo a finire??? uffa). Però stavolta forse forse, quasi quasi ci sta tutta.

La storia è la seguente: qualche giorno fa è stato dichiarato ufficialmente l'elenco dei nuovi moduli e/o dipendenze esterne di GNOME, versione 2.26. Succede ogni sei mesi, e stavolta è successo così. Quello che però dall'algido comunicato non traspare sono le "scorrettezze" (tra virgolette, eh) che gli impiegati redhat/fedora hanno piazzato qua e là per forzare la mano sulle varie decisioni, al fine di includere quello che a loro interessava avere, direi per non avere tra qualche mese un GNOME 2.26 upstream che si discosti troppo dalla Fedora 11.

Ora, non è che ci stiamo lamentando per tutto e che qualche fiachure in più faccia schifo. Per esempio, il poter, che so, associare e collegare un paio di auricolari bluetooh e con (dunque contiamo: uno, due..) quattro clic impostarli come uscita audio predefinita (sì, ammesso che tutto i pezzi funzionino come dovrebbero vuol dire esattamente quello che state pensando) è cosa di certo apprezzabile se vogliamo un sistema GNU/Linux/GNOME facilmente fruibile.

La lamentela è sul metodo. Per certi versi ricattatorio e impositivo. E non in un singolo caso isolato.

Caso #1 --- Brasero

Gli sviluppatori di Brasero hanno nei tempi e nelle modalità dovute richiesto che il loro progetto facesse parte di GNOME 2.26, portando come motivazione il fatto che sì esiste nautilus-cd-burner, ma che Brasero lo sopravanzava dal punto di vista "backend" (crdtool/libburnia/...) e nel fatto di essere una applicazione completa. Gli sono state fatte notare alcune problematiche, come il fatto che n-c-b è anche libreria. Nel giro di massimo due mesi hanno scritto e corretto codice al fine di risolvere tali problemi e adesso Brasero fornisce tutto (o quasi) quello che forniva n-c-b.

Nel corso della discussione un particolare impiegato di RedHat ha, a volte giustamente, a volte in modo del tutto irrazionale, posto cavilli su cavilli, e alla fine si è pure un po' lamentato della decisione, pur avendo gli sviluppatori di Brasero posto rimedio a tutti (o per lo meno tutti quelli che non avrebbero forse richiesto riscrivere buona parte di Brasero e rimandare il tutto tra altri 6 mesi) i problemi posti, perché, secondo lui, n-c-b era la risposta.

Quando avrete GNOME 2.26 tra le mani aggiungete un commento e ditemi se la differenza si nota.

Caso #2 --- gnome-user-share

Per chi non la conoscesse, gnome-user-share è una fetente/fantastica/fatua/fondamentale applicazione che permette di condividere con altre persone i file posti in una particolare (non mi ricordo se Public o Shared, cmq è tradotta in italiano, tranquilli) directory nella home. La condivisione avviene in due modi: bluetooth (e con il blutonto g-u-s serve anche per ricevere file) oppure http/webdav (in questo caso è necessario installare apache, verrà avviata una istanza a livello utente, verrà segnalata tramite avahi/zeroconf la disponibilità di tale condivisione che apparirà quasi per magia nelle posizioni network:// degli host della rete¹).

Bene, dopo anni, anni e anni finalmente hanno proposto gnome-user-share come modulo ufficiale di GNOME. Non è stata fatta alcuna modifica a quello che era, è stato risposto in malo modo a chi chiedeva "ma non si potrebbe usare qualcosa di meno ingombrante di apache?? magari un mini server interno basato su libsoup" (tipo: fatevelo da soli, e poi apache è il meglio del meglio del meglio), si è praticamente imposto ad alcune distribuzioni (Debian, ovvio) di cambiare il proprio modo di impacchettare apache (Debian-e-derivate quando installa apache fa anche partire il corrispondente servizio, attivando quindi il server web sull'host: il cambiamento necessario per installare gnome-user-share in una Debian-e-derivate prevede la presenza di un pacchetto apache che installi solo il programma e di un altro pacchetto che se installato attiva il servizio: magari è il comportamento di Debian-e-derivate a essere errato o eccessivo, ma cambiare un pacchetto come apache per una ca##ata come g-u-s, beh, come dire, forse stiamo un po' cagando fuori dal vasetto, ecco).

A fronte di tutto ciò, dopo l'approvazione di g-u-s come modulo ufficiale, il suo maintainer (uh, guarda, impiegato RedHat... uh, guarda, lo stesso di prima) si è lamentato dei tempi di approvazione, che aveva in mente di unire questo modulo e Vino in un unico strumento "Condivisioni"², ma che ormai non ce n'era più il tempo perché sballava tutto, e cattivi, cattivi, cattivi. Ecco!

Caso #3 -- Volume Control

La follia dilaga poi nel penultimo caso. Pare che qualche tempo fa il durante l'ultimo GUADEC, gli sviluppatori di gnome-media (tra cui il sopra non nominato impiegato RedHat) avessero deciso quanto qui elencato. Ora, per portare avanti un piano del genere rispettando le modalità previste, si sarebbe dovuta avanzare richiesta di includere PulseAudio come dipendenza esterna ufficiale di GNOME. Tale richiesta non è stata avanzata. Ho controllato. Non c'è. Non esiste, non c'è in questa favola e non esiste. Come Sette il pepette.

I lavori sul codice sorgente però sono andati avanti lo stesso. Per fare cosa? Beh, vediamo, nello GNOME attuale abbiamo tre "pezzi" per regolare il volume e altre preferenze relativa all'audio: l'applet sul pannello (anzi, in teoria LE applet: a ogni applet si può associare il controllo di un canale in input/output/altro), il "mixer" e lo strumento di preferenze per attivare o no i suoni per eventi. Non mi fate mettere schermate che non mi va, dai.

Tutto ciò, che magari non era ottimale, nessuno lo mette in dubbio, è stato spazzato via e rimpiazzato da:
  • gnome-volume-control - fu-sio-neeee!! tra il mixer e lo strumento di preferenze di cui sopra, con drastica riduzione del numero dei canali (sono input e output, non ho francamente provato a vedere se supportava cose come il canale del CD, ma se non c'è vuol dire che non serve o che è obsoleto; però adesso abbiamo bilanciamento destra-sinistra). Lo stile... Beh.. assolutamente Mac-compliant (non trovo più le schermate di confonto che qualcuno aveva messo sul web, ma nel MacOS c'è qualcosa di identico), ben poco GNOME-compliant (ci fosse 1, dico 1 acceleratore per dare il focus con la tastiera...)
  • gnome-volume-control-applet - non fatevi ingannare dal nome, non è una applet, è una icona di notifica. Si era detto "non abusiamo delle icone di notifica, sennò finiamo come windows"? Bene, dimenticatevelo, perché per questa cosa del volume non c'era altra strada percorribile se non questa, in attesa che il progetto gnome-shell prenda corpo e ci salvi dalle icone di notifica (io nel frattempo imparerei dagli errori e successi altrui, ma io mica lavoro per RedHat). Perché icona di notifica? Perché era l'unico sistema per far sì che, nel caso in cui registrate qualcosa e solo in quel caso, appaia un'altra icona di notifica per regolare il livello dell'input. Il tutto in funzione del numero di canali di ingresso/uscita/altro che avete.
Che dire, si tratta di certo per alcuni versi di modifiche necessaria a una semplificazione, dall'altro si perdono alcune cose, per lo meno se ne perde visibilità, magari poi ti appaiono all'improvviso senza preavviso nell'area di notifica.

Il tutto, non dimentichiamolo, richiedendo espressamente PulseAudio che tanti piaceri ha dato agli utenti nell'ultimo anno (e la colpa NON è di pulseaudio: del vendor, del driver alsa, del programma, al limite della vostra scheda audio che si è bruciato un condensatore, ma non di pulseaudio: ve lo garantisce lo sviluppatore di PulseAudio... uh, altro impegato RedHat) e che al momento è quanto meno molto poco testato se non al di fuori di GNU/Linux.

Per cui, miei cari, per GNOME 2.26 o aggiustate il vostro sistema in modo che funzioni con PulseAudio, oppure non avrete più l'audio in GNOME. Sì, esatto, tabula rasa di quanto c'era in precedenza, che se dovevi volevi togliere PulseAudio comunque qualcosa potevi ancora fare...

Sarà POP, ma io nelle mie orecchie sento Santi Lichieri che dice "Così è deciso, l'udienza è tolta"

Caso #4 - DeviceKit-power

Ultimo caso presentato oggi, la dipendenza esterna DeviceKit-power. Voi non lo sapete ancora, ma in un futuro non troppo lontano HAL (non HAL9000, ma Hardware Abstraction Layer, il coso che serve quando infilate la chiavetta USB e si monta da sola). Obsoloescenza tecnica, o per lo meno necessità di qualcosa di meglio, ma dalla morte (graduale di HAL) sorgerà DeviceKit e i suoi figli.

Ora, io non so esattamente quale sia lo stato attuale, di certo DeviceKit non è pronto per soppiantare HAL, non sono pronte le applicazioni, diciamo che si sovrappone come è giusto che sia per una infrastruttura che è in fieri.

Ma, fortunati che siete, lo avrete in GNOME 2.26!!!!! Perché il maintaner di gnome-power-manager, quel coso che usate quando il vostro portatile non è attaccato alla rete, più o meno ha deciso così. Più fortunati di Cenerentola siete.

Conclusioni inutili

Ormai è andata così, di certo ci sono indubbi vantaggi nelle nuove soluzioni, di certo non è solo RedHat ad avere avuto un comportamento simile (Evolution, in forza Novell, per esempio, ha richiesto e "ottenuto" l'inclusione di evolution-mapi, un connettore per server Exchange basato sull'ancora non rilasciato né installato Samba4, quando un connettore Exchage c'è già anche se funziona solo con i vecchi server), di certo dobbiamo ringraziare RedHat per pagare il vitto a persone che scrivono codice che fa funzionare meglio i nostri computer.

Quello che da fastidio sono i modi e l'aggressività (dai, sul serio, ma Bastien Nocera ha qualche problema o l'hanno sostituito col suo sosia cattivo??) con cui si sono scavalcati modalità e pareri, con cui si è chiesto che venisse implementato (da parte degli sviluppatori indipendenti di Brasero), con cui ci si è rifiutati di mantenere una compatibilità con the-rest-of-us (audio solo PulseAudio, necessità di apache, neanche disattivabile).

RedHat/Fedora aveva pensato di avere alcune funzioni nel suo rilascio Fedora 11, RedHat/Fedora ha "ottenuto" che tali modifiche fossero in upstream invece che in fastidiose patch da mantenere rilascio per rilascio.

Ubuntu, aveva per GNOME 2.24 cambiato l'applet fast-user-switch per gestire anche gli stati di messaggistica istantanea. È vero, non lo ha mai proposto come cambiamento ufficiale, magari perché non era pronto in tempo, ma quel lavoro è stato vano perché GNOME 2.26 avrà un diverso "coso" che fa la stessa "cosa". Ma un altro.

Ora, io voglio proprio vedere cosa succerà quando (se?) saranno pronte le notifiche di Shuttelworth, voglio leggere i commenti e voglio riservarmi, nel caso il diritto di poter sussurrare "stronzo!".

PS ovviamente il titolo è una citazione dal nuovo "crossover" Marvel: Norman "The Green Goblin" Osborne capo dei Vendicatori e di ogni attività più o meno supereroistica... Se solo riuscissi a mettermi in paro con i... vediamo... 10 anni di continuity che non ho seguito, starei a cavallo...

[1] gnome-user-share era nato così, come proof-of-concept dell'uso e integrazione di Zeroconf in GNOME: abbiamo la tecnologia, facciamoci qualocosa di figo.. cosa? trovato! creiamo un modo semplice per scambiare i file dal mio portatile al tuo portatile... Certo, non fosse necessario apache...
[2] Tenete a mente 'sta cosa, dello strumento unico, che è presente in un altro noto sistema operativo... dopo vi dico quale.

17 gennaio 2009

Quote latte del kaiser

Tutti dicono che l'attuale ministro delle politiche agricole (o come cacchio si chiama il dicastero e i poteri pubblici di cui hanno investito Zaia) ha finalmente portato giustizia alla vergognosa situazione di sudditanza cui le nostre italiche vacche dovevano sottostare, costrette a vedere il loro niveo latte specato in favore del verde latte delle irlandesi, di quello spumeggiante delle francesi, di quello al cioccolato milka delle svizzere (no, le svizzere no, sono extracomunitare del kaiser)

Bene, ora io fermamente chiedo al governo liberale di questo democratico stato (il nostro paese, il nostro governo Berlusconi IV, cosa avevate capito?? la Francia??), di porre fine a un'ingiustizia ancora maggiore, infamante non solo per le italiche vacche, ma anche per gli italici vitelloni... torelli... insomma, ci siamo capiti, i playboy tromberecci che tanto lustro e turisti portano sulle italiche sponde del nostro azzurro mare.

Tale infamente onta prende il nome... nome.... piuttosto spersonalizzata, anonima e non evocativa sigla di CEN EN 600:1996 (convertita/sostituita dalla ISO 4072:2002).

Prima però di accusare ingiustamente una legge, neutrale per natura, che di certo non è pensata per ledere il nostro esuberante popolo, ma per armonizzare e adattarsi alla maggioranza della popolazione europea, prima di scagliarmi in una furiosa invettiva, vorrei poter leggere quella normativa, sono cittadino europeo, dovrebbe essermi permesso e facilitato il poterla consultare: vorrei infatti essere messo a conoscenza dei contenuti, vorrei poter confrontare liberamente se quello che mi vendono è a norma europea oppure no, vorrei prendere il calibro, fare misurazioni sul prodotto, rapportare e capire perché il prodotto che acquisto mal si adatta...

E invece, dear lazyweb, invece non posso, perché sono pigro, perché sono ignorante magari, ma non riesco con il mio bel browser opensource ad accedere al testo di quella normativa. E qui, qui sì scatta l'invettiva veemente e vibrante perché non posso consultare ciò che è pubblico. Mi dice Google che posso comprare il testo cartaceo o forse il PDF di quella normativa e del suo aggiornamento. Ma è giusto, io vi chiedo? È giusto che un giovane cittadino europeo desideroso di conoscenza e desideroso di sapere se da consumatore è stato gabbato oppure no, non possa sapere a chi dare la colpa, se al produttore mariuolo o al legislatore distratto e un po' stretto di manica nelle misure?

Nel dubbio della conoscenza, che spero possa essere illuminata quanto prima, nella speranza di una revisione, che magari permetterà anche ad altri di tornare a godere delle normativee europee e di tornare a vederle come faro di libertà e progresso, nell'attesa di una interrogazione parlamentare, che possa fugare i dubbi sul rapido declino della virilità dei nostri uomini, non posso che far volare alta e tonante la mia disperata richiesta: non è che sapete dove vendono gli Enormex????

16 novembre 2008

Figli di un dio minore

No, avete capito male. In questo post non andrò a parlare dell'eminentissimo ministro Renato Brunetta, di come il suo atteggiamente un pelo aggressivo e fuoriluogo, quel tanto che basta a creare contrasti e dubbi nella società civile¹, quel tanto con nonchalance che uno pensa che ci crede sul serio a quello che dice e promulga, che in fin dei conti lui negli ultimi trenta anni ha fatto un sacco di cose, molte, tante, troppo - per un uomo solo - (cose come insegnamento, libri, collaborazioni con riviste e giorni, ammistrazioni, interviste, viaggi, dire, fare, baciare, lettera e testamento). Beh, a meno che non abbia rinunciato all'ammmmore, ovvio.

Non ne parlerò e non dirò che francamente sono esterrefatto del modo in cui un ministro della Repubblica si scagli con veemenza contro i suoi stessi dipendenti, di come sembra faccia di tutto per creare conflitto all'interno della società tra chi è dipendente statale e chi non lo è, di come stia stigmatizando una categoria arrivando al punto di proporre una connessione tra orientamento politico ed efficenza lavorativa neanche fossimo in pieno maccartismo, di come si dimentichi che se un impiegato di terzo livello non lavora è il suo dirigente che ha la colpa di non aver vigilato e diretto opportunamente, non fantozzianamente l'intera categoria.

Non analizzerò la questione nei dettagli proponendo l'apocalittico scenario di una destatalizzazione e privatizzazione dei servizi erogati dai ministeri - e chi vive a Roma lo sa quanto (ironico, per chi non avesse capito) sono meglio quei servizi che il comune ha delegato a imprese private vincitrici di appalti.

In questo post voglio alzare alto il coro della protesta nei confronti di quegli scassapalle di Tahilandesi e Nepalesi (e altre minoranze che non vale neanche la pena nominare) le cui rispettive culture influenzate da una religione che non dovrebbe esiste e che religione non è (perché non hanno uno straccio di unico dio, ovvio) come il buddhismo ritengono, sentite un po', che i piedi sono offensivi.

La cosa non ci tocca tanto noi siamo in Italia e se non ci pensa Brunetta gli sgiunzagliamo contro Borghezio?

Col ciufolo! (a pelle: sì, il ciufolo a pelle è quello, ma la censura è censura, le offese culturali sono offese culturale e se non puoi spezzarle, aggirale).

Fate un po' mente locale. Che forma ha il logo di GNOME?

[1] Epifani, se non l'avessi capito, sì, ti stanno trombando, te e la CGIL. Non che tu o il tuo sindacato mi siate stati mai particolarmente simpatici, diciamo che non sono affezionatissimo, ecco, ma se alla CISL e UIL sta bene così, secondo me il finale è già scritto in Nessun uomo è un'isola²
[2] per gli acculturati che leggono questo blogg, no, non quella di John Donne, quella di Bertold Brecht³
[3] vabbè, ve la copioincollo qui per i non acculturati
Prima vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubavano
Poi vennero a prendere gli ebrei e tacqui perché mi erano antipatici
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché erano fastidiosi
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non parlai perché non ero comunista
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare

30 ottobre 2008

Something in the way

A mio modestissimo parere, Felipe, si tratta di satira riuscita bene. Anzi molto più che bene.

Citando Daniele Luttazzi, per una buona satira sono necessarie due cose:
  1. un fatto
  2. un punto di vista
Se li tieni separati come sto per fare io non è più satira, ma in fondo in questi giorni che la satira se la fa addosso chi dovrebbe subirla tanto vale distinguersi, no? Altrimenti poi arriva qualcuno che mi dice che gli dispiace che questo post io non lo penso davvero e che sono stato strumentalizzato e spinto a scriverlo da quel comunista Ulisse Perusin che vede intaccati i suoi privilegi di artista e via discorrendo...

Il fatto

Per chi all'epoca c'era e ricorda ancora, ma anche per chi no, il progetto Tango, fortemente sponsorizzato dall'allora scesa in campo Novell, nacque come spinta alla creazione di una interfaccia grafica coerente tra per il software free e open. Partendo dalle icone.

Chi all'epoca c'era ricorda benissimo le profonde differenze che contraddistinguevano i set di icone di GNOME/GTK+ e di KDE, divise tra il bordo nero delle prime e la cristallosità delle seconde; chi all'epoca c'era e ne capiva un pochetto di tavolozze non poteva non avere uno scompenso visivo a mettere accanto applicazioni per GNOME/GTK+ e per KDE; chi all'epoca c'era sa come la scelta delle linee guida di Tango fu operata in modo da poter prendere il meglio dei due stili, da miscelarli in modo che il nuovo non fosse così estraneo a nessuno dei due, da migliorarli in modo da poter inserire applicazioni GNOME/GTK+/KDE anche all'interno di altri sistemi operativi come Win e MacOS senza risultare totalmente alieni¹.

Insomma, senza riscrivere quanto già chiaramente indicato nella homepage di Tango, chi all'epoca c'era ricorda bene l'opportunità che il progetto Tango rappresentava in quel momento storico per gli ambienti desktop free e open.

Chi all'epoca c'era, e in caso contrario gli archivi delle mailing list possono essere d'aiuto, magari ha qualche reminiscenza delle polemiche roventi che accusarono Tango di essere una specie di imposizione dall'alto non gradita.

Il punto di vista

Sta scherzando, certo, ma Andreas sta anche semplicemente affermando qualcosa che nel mondo reale sarebbe etichettata come tesi complottistica (quelle cose tipo che Silvio Berlusconi sapeva benissimo che Mangano era mafioso e lo aveva assunto apposta, cose che senza prove probanti e un giusto processo uno mica può andare in giro a dire che sono vere), applicando un criterio comico simile alla famosa frase "non siamo noi ad essere razzisti, sono loro che sono napoletani".

Ci sono certamente delle differenze tra uno stile e l'altro, differenze che diventano poco evidenti se, come ha fatto Andreas, si prendono delle icone a caso e le si giustappongono, differenze che diventano più evidenti e fastidiose se si prende un'applicazione di un ambiente e la si fa girare nell'altro. Tale fastidio però non deriva dal una totale e incompatibile differenza di stile, ma dalla diversa rappresentazione di uno stesso oggetto (perché questa applicazione ha le cartelle blu e quest'altra le ha gialline? perché le immagini qui sono una polaroid con una testa e lì una foto 3x6 con un albero morto? ), dalla incoerenza e disomogeneità nelle rappresentazioni.

A che è servito quindi Oxygen? Perché renderlo un progetto separato invece di dire: "oh, guardate, a noi di KDE in generale lo stile di Tango ci sta pure bene, anzi, in fin dei conti 'sto Tango è più simile alle nostre icone di KDE3 che alle vostre di GNOME 2.10. Però avevamo in mente un paio di idee in più, tipo aggiungere questo e quest'altro" ?

IMHO perché si voleva a tutti i costi mostrare la superiore diversità di KDE4 alla faccia della coerenza con il resto dell'ecosistema, coerenza che non avrebbe permesso al mitico KDE4 di distinguersi.

Sempre fortemente IMHO, in tutta franchezza, quello di chi ha lavorato su Oxygen è sempre sembrato un atteggiamento controverso. OK, il fotorealismo fa tanto figo. Ma lo fa quando la tela è almeno 128x128 pixel, non 32x32. A 32x32 è necessaria una semplificazione e stilizzazione e se non vado errato circa l'ottantasette percento di icone che sono visibili adesso sul mio misero computer sono a dimensioni inferiori di 32x32 (e non ho aperto OpenOffice, in tal caso direi che la percentuale salirebbe almeno al novantacinque). OK, colori vibranti che sono un po' diversi a seconda del contesto possono essere utili. Ma era tanto complicato e lesivo aggiungere quella cazzo di doppia outline che fa la sua porca figura e aiuta quando lo sfondo cambia diventando più chiaro o più scuro rispetto a quello in cui si è progettata l'icona?

Conclusioni

Al solito non ce ne sono, solo un po' di lamentele qua e là.

La questione delle icone è sicuramente secondaria rispetto a cose più serie tipo "ma come ca##o faccio a inviare 'sto straca##o di foŧŧutiççimo fax", però francamente è triste notare come l'ingombrante e salvifico progetto KDE4 abbia buttato a mare una bella occasione² senza nemmeno provarci, solo per il gusto di sentirsi diversi, o di sentirsi migliori.

Dove per bella occasione si intende la possibilità di avere uno stile grafico per gli ambienti grafici liberi a cui le applicazioni di terze parti, magari multipiattaforma, come OpenOffice.org o Firefox o altre magari proprietarie potevano far riferimento per le loro personali icone.

Tango era e continua a essere una una giusta e razionale mediazione tra molti stili e molte istanze, forse non è estremamente caratterizzante e WOW-oso, ma è chiaro, limpido, semplice, non stona e ai miei stanchi occhi nemmeno invecchia troppo col tempo.

...

...

Anzi, per dirla tutta, ai miei occhi stanchi le linee guida di Tango pongono così poche e per certi versi banali limitazioni che se non riuscite a fare una bella icona e vi serve farvi uno stile tutto vostro, forse è perché avete poca fantasia e limitato talento. Ecco, l'ho detto. Via col flame.

[1] esempi lampanti sono The Gimp e Pidgin sotto Win32
[2] una... e Phonon? e Solid? e le QT4 con dentro WebKit?

7 settembre 2008

La Congettura del Pan Carrè

I tre (3) messaggi seguenti, estratti dalla traduzione di Evolution, contengono, a mio modestissimo, poi mica tanto, parere, 4 (quattro) errori¹.

Saprebbe il candidato sviluppatore di GNOME indicare quali?

Messaggio numero 1
#: ../mail/evolution-mail.schemas.in.h:62
msgid ""
"Initial height of the \"Send and Receive Mail\" window. "
"The value updates as the user resizes the window vertically."
Messaggio numero 2
#: ../mail/evolution-mail.schemas.in.h:64
msgid ""
"Initial width of the \"Send and Receive Mail\" window. "
"The value updates as the user resizes the window horizontally."
Messaggio numero 3
#: ../mail/evolution-mail.schemas.in.h:63
msgid ""
"Initial maximize state of the \"Send and Receive Mail\" window. "
"The value updates when the user maximizes or unmaximizes the "
"window. Note, this particular value is not used by Evolution "
"since the \"Send and Receive Mail\" window cannot be "
"maximized. This key exists only as an implementation detail."

Soluzione

Non sbirciate prima di averci pensato.
  1. le chiavi GConf non dovrebbero essere usate per memorizzare la larghezza di una finestra
  2. le chiavi GConf non dovrebbero essere usate per memorizzare la larghezza di una finestra
  3. le chiavi GConf non dovrebbero essere usate per memorizzare lo stato di massimizzazione di una finestra
  4. le chaivi GConf non dovrebbero essere aggiunte se non fanno niente e sono lì solo come dettaglio di implementazione
Insomma, ma sono solo io a capire che le frasi "GConf is a system for storing application preferences. It is intended for user preferences; not configuration of something like Apache, or arbitrary data storage." e "The root motivation for GConf is to make application preferences more manageable for system administrators." stanno a significare che non si può usare GConf per memorizzare di ogni opzione o valore di cui voglio tenere traccia tra un'esecuzione e l'altra? Anche se al momento non esistono soluzioni altrettanto comode?

Caspiterina, la dimensione di una finestra non è una preferenza utente, o se la vogliamo considerare tale non è di certo tra quelle un amministratore di sistema possa, voglia o debba modificare direttamente o renderla impositiva/obbligatoria...

[1] L'uso eccessivo e inutile delle incise non è mio, questa estate ho letto robaccia... Chi sa che fine hanno fatto i buoni autori di una volta...²
[2] Magari stanno raccogliendo funghi o coltivando fiori, come il buon Grigorij Jakovlevič Perel'man che ha ispirato il titolo del post, che a sua volta mi è stato ispirato da altre inattese e sgradite notizie³
[3] Sì, la cosa mi fa incazzare, non dovrei, non potrei e non vorrei, ma mi fa incazzare.

22 giugno 2008

Sicuri sicuri sicuri?

Ma siamo sicuri sicuri sicuri che sul forum non si possa rispondere Read The Fucking Manual (senza acrostico, tutto intero e in grassetto)? Oppure Puttana Eva¹, Cerca Prima Su Goooooogle? Va contro il codice di condotta?

Adesso capisco lo stress nella voce di TheSaltyDog e di Volans quando ne parlavano durante la pizza. Non solo debbo sapere risolverti il problema, ma debbo anche capire che problema hai da frasi tipo "Ho fatto l'aggiornamento e mi si impalla tutto dopo che muovo il mouse in cerchio per tre volte in senso antiorario. Che faccio?".

Visto che avete più dimestichezza di me, che si risponde in questi casi? "Chiama un esorcista"?

[1] buono Adamo, si discute dopo... è un modo di dire... te l'ho detto mille volte! Come faceva a essere puttana se eravate solo voi due, eh? Il serpente, dici? Tipo Salma Hajek in Dal tramonto all'alba?

21 giugno 2008

Lei non sa chi sono io

E va bene, la legge del contrappasso ha colpito inesorabile.

Una volta tanto che mi ero detto "vediamo un po' di fare una buona azione", una volta tanto che ho provato a scrivere sul forum, a scrivere di qualcosa che so, che so bene come funziona, magari nel mio tipico e caratteristico modo, un po' contorto e criptico che a qualcuno piace tanto, e come tutta risposta si ritrova un "ma non diciamo idiozie"...

Potete darmi dell'idiota, ma solo nei teneri momenti di intimità, se siete ragazze e vi mordicchio la pancia, o vi lecco il naso, o spezziamo insieme i ghiaccioli rappresi a una fontana. E se non vi andasse di farlo, meglio restare come adesso.

12 maggio 2008

Nose Up!

Cover e voci nasali... Mi ricorda qualcosa. No, forse più che altro voci adenoidali.

Collocazione anatomica delle vibrazioni a parte, facciamo un test: secondo voi, il sedicenne metallaro che vive da qualche parte dentro di me, dopo anni e dopo aver appreso la verità su chi è il primo interprete di cosa (e anni fa non c'era Update:wikipedia l'accoppiata wikipedia+peertopeer), pensa ancora che Word Up! sia una canzone dei:

Cameo - 1986



Korn - 2004



Melanie C - 1999

Video mancante
Spiacenti, a volte la rete si rifiuta di mantenere memoria delle carriere soliste delle Spice Girls...

Gun - 1994


Da osservare gli ultimi venti secondi del video, lasciano fantasie erotiche quasi irrisolubili in un adolescente

Conclusioni
Non rompete troppo, Easy per quel sedicenne metallaro è dei FnM.