30 ottobre 2008

Something in the way

A mio modestissimo parere, Felipe, si tratta di satira riuscita bene. Anzi molto più che bene.

Citando Daniele Luttazzi, per una buona satira sono necessarie due cose:
  1. un fatto
  2. un punto di vista
Se li tieni separati come sto per fare io non è più satira, ma in fondo in questi giorni che la satira se la fa addosso chi dovrebbe subirla tanto vale distinguersi, no? Altrimenti poi arriva qualcuno che mi dice che gli dispiace che questo post io non lo penso davvero e che sono stato strumentalizzato e spinto a scriverlo da quel comunista Ulisse Perusin che vede intaccati i suoi privilegi di artista e via discorrendo...

Il fatto

Per chi all'epoca c'era e ricorda ancora, ma anche per chi no, il progetto Tango, fortemente sponsorizzato dall'allora scesa in campo Novell, nacque come spinta alla creazione di una interfaccia grafica coerente tra per il software free e open. Partendo dalle icone.

Chi all'epoca c'era ricorda benissimo le profonde differenze che contraddistinguevano i set di icone di GNOME/GTK+ e di KDE, divise tra il bordo nero delle prime e la cristallosità delle seconde; chi all'epoca c'era e ne capiva un pochetto di tavolozze non poteva non avere uno scompenso visivo a mettere accanto applicazioni per GNOME/GTK+ e per KDE; chi all'epoca c'era sa come la scelta delle linee guida di Tango fu operata in modo da poter prendere il meglio dei due stili, da miscelarli in modo che il nuovo non fosse così estraneo a nessuno dei due, da migliorarli in modo da poter inserire applicazioni GNOME/GTK+/KDE anche all'interno di altri sistemi operativi come Win e MacOS senza risultare totalmente alieni¹.

Insomma, senza riscrivere quanto già chiaramente indicato nella homepage di Tango, chi all'epoca c'era ricorda bene l'opportunità che il progetto Tango rappresentava in quel momento storico per gli ambienti desktop free e open.

Chi all'epoca c'era, e in caso contrario gli archivi delle mailing list possono essere d'aiuto, magari ha qualche reminiscenza delle polemiche roventi che accusarono Tango di essere una specie di imposizione dall'alto non gradita.

Il punto di vista

Sta scherzando, certo, ma Andreas sta anche semplicemente affermando qualcosa che nel mondo reale sarebbe etichettata come tesi complottistica (quelle cose tipo che Silvio Berlusconi sapeva benissimo che Mangano era mafioso e lo aveva assunto apposta, cose che senza prove probanti e un giusto processo uno mica può andare in giro a dire che sono vere), applicando un criterio comico simile alla famosa frase "non siamo noi ad essere razzisti, sono loro che sono napoletani".

Ci sono certamente delle differenze tra uno stile e l'altro, differenze che diventano poco evidenti se, come ha fatto Andreas, si prendono delle icone a caso e le si giustappongono, differenze che diventano più evidenti e fastidiose se si prende un'applicazione di un ambiente e la si fa girare nell'altro. Tale fastidio però non deriva dal una totale e incompatibile differenza di stile, ma dalla diversa rappresentazione di uno stesso oggetto (perché questa applicazione ha le cartelle blu e quest'altra le ha gialline? perché le immagini qui sono una polaroid con una testa e lì una foto 3x6 con un albero morto? ), dalla incoerenza e disomogeneità nelle rappresentazioni.

A che è servito quindi Oxygen? Perché renderlo un progetto separato invece di dire: "oh, guardate, a noi di KDE in generale lo stile di Tango ci sta pure bene, anzi, in fin dei conti 'sto Tango è più simile alle nostre icone di KDE3 che alle vostre di GNOME 2.10. Però avevamo in mente un paio di idee in più, tipo aggiungere questo e quest'altro" ?

IMHO perché si voleva a tutti i costi mostrare la superiore diversità di KDE4 alla faccia della coerenza con il resto dell'ecosistema, coerenza che non avrebbe permesso al mitico KDE4 di distinguersi.

Sempre fortemente IMHO, in tutta franchezza, quello di chi ha lavorato su Oxygen è sempre sembrato un atteggiamento controverso. OK, il fotorealismo fa tanto figo. Ma lo fa quando la tela è almeno 128x128 pixel, non 32x32. A 32x32 è necessaria una semplificazione e stilizzazione e se non vado errato circa l'ottantasette percento di icone che sono visibili adesso sul mio misero computer sono a dimensioni inferiori di 32x32 (e non ho aperto OpenOffice, in tal caso direi che la percentuale salirebbe almeno al novantacinque). OK, colori vibranti che sono un po' diversi a seconda del contesto possono essere utili. Ma era tanto complicato e lesivo aggiungere quella cazzo di doppia outline che fa la sua porca figura e aiuta quando lo sfondo cambia diventando più chiaro o più scuro rispetto a quello in cui si è progettata l'icona?

Conclusioni

Al solito non ce ne sono, solo un po' di lamentele qua e là.

La questione delle icone è sicuramente secondaria rispetto a cose più serie tipo "ma come ca##o faccio a inviare 'sto straca##o di foŧŧutiççimo fax", però francamente è triste notare come l'ingombrante e salvifico progetto KDE4 abbia buttato a mare una bella occasione² senza nemmeno provarci, solo per il gusto di sentirsi diversi, o di sentirsi migliori.

Dove per bella occasione si intende la possibilità di avere uno stile grafico per gli ambienti grafici liberi a cui le applicazioni di terze parti, magari multipiattaforma, come OpenOffice.org o Firefox o altre magari proprietarie potevano far riferimento per le loro personali icone.

Tango era e continua a essere una una giusta e razionale mediazione tra molti stili e molte istanze, forse non è estremamente caratterizzante e WOW-oso, ma è chiaro, limpido, semplice, non stona e ai miei stanchi occhi nemmeno invecchia troppo col tempo.

...

...

Anzi, per dirla tutta, ai miei occhi stanchi le linee guida di Tango pongono così poche e per certi versi banali limitazioni che se non riuscite a fare una bella icona e vi serve farvi uno stile tutto vostro, forse è perché avete poca fantasia e limitato talento. Ecco, l'ho detto. Via col flame.

[1] esempi lampanti sono The Gimp e Pidgin sotto Win32
[2] una... e Phonon? e Solid? e le QT4 con dentro WebKit?

26 ottobre 2008

C'è la crisi c'è la crisi ma tutti hanno per le meno due macchine

In tempi di ristagnazione dell'economia globale, anzi di crisi e recessione mi dicono dall'ansa, è importante che noi, una volta cittadini, ora consumatori, in futuro si spera sempre esseri umani, siamo ben consci delle motivazioni e dei risultati delle nostre azioni.

Poniamo il caso che sia abbiano 299 € da spendere. Così. Per piacere o per necessità. Potremmo comprarci un nuovo paio di occhiali con lenti corazzate, potremmo comprarci un nuovo elegante cappotto color cammello per l'inverno, potremmo al limite fare una ricerca su ebay e risparmiare anche un po'. Ma sarebbe un'acquisto immotivato, non credere?

Vi propongo e vi motivo un possibile acquisto: cercare il super/iper/mega/giga/mercato Carrefour più vicino e andare a compare il Dell Mini. Perché?
  • perché i netbook fanno tanto figo di questi tempi, anche se avete già un desktop e due portatili
  • perché i vostri 300 € è meglio che li spendete in modo che l'economia giri¹
  • perché è l'unico netbook con una distribuzione GNU/Linux seria
  • perché è l'unico netbook con una distribuzione GNU/Linux aggiornata
  • perché è l'unico netbook con una distribuzione GNU/Linux cool²
  • perché è l'unico netbook con GNOME come ambiente grafico
  • perché la Dell ha anche altri prodotti con la distribuzione di GNU/Linux sopra descritta che però ancora non vende in Italia
  • perché la Dell vende solo online e questo è il primo caso di vendita diretta e palpabile (a mia memoria)
  • perché per il resto del mondo siete consumatori e rientrate in una statistica, se potete cambiare la varianza tanto vale provarci
Insomma da domani e per pochi giorni avete la possibilità di fare qualcosa per il vostro piacere personale (dai, lo so che eravate già convinti alla prima motivazione e non avete letto le altre perché stavate telefonando a zia chiedendo se vi anticipa i dindi che vi regala sempre per natale), ma anche per piacere globale (perché una ISO scaricata via torrent e installata di notte nel buio della vostra cameretta non la conta nessuno, i dati di vendita di un ipermercato sono soggetti ad attenti studi).

Convinti? No? Allora vi do un altro motivo. Per battere la stecca a Milo che lo ha ordinato alla Dell e gli hanno ritardato la consegna di un mese e più. Oltre che 50 € in più...

Per il deplian cliccate qui. Se poi lo comprate, spiegatemi come e perché ci hanno installato "Antivirus Mcafee"...

[1] beh, se _volete_ che l'economia giri; potreste considerare la scelta di non fare acquisti, se non lo strettamente indispensabile, per i prossimi... vediamo... 4 anni e mezzo, giusto il tempo per far sì che per i mancati guadagni legati al vostro immobilismo finanziario venga incolpato il governo attualmente in carica
[2] sì, sto facendo copia-e-incolla

22 ottobre 2008

Time to Relax

Ah, it's time to relax and you know what that means a glass of wine,
your favourite easy chair and of course this compact disc
playing on your home stereo. So go on indulge yourself, that's right,
kick off your shoes, put your feet up, lean back and and just enjoy
the melodies. After all, music soothes even the savage beast....
Sì, sì, lo so molto bene che dopo queste parole non segue affatto una melodia che calma gli animi. Che poi non è mica così vero. Il mio lo calma, sarò che sono selvaggio, chissà.

Pero, debbo aggiungere, sempre citando, perché senza citazioni dotte e colte e impreviste e sconosciute cosa sarebbe un blog, a cosa potrebbe attingere se non alla realtà che lo avvolge o che lo penetra (a seconda dei vostri gusti), debbo aggiungere, dicevo, quanto segue:
I've got to be direct (la, la, la)
If I'm wrong please correct (la, la, la)
You're standing on my neck
You're standing on my neck!

15 ottobre 2008

In Hoc Signo Vinces

(22:38:06) elle.uca: Your system encountered a serious kernel problem
Il sistema ha incontrato un problema
(22:38:11) elle.uca: incontrato o riscontrato?
(22:38:27) Milo: eh...
(22:38:38) Milo: forse meglio riscontrato
(22:38:44) Milo: ma più che riscontrare
(22:38:48) Milo: è "scontrare"
(22:39:04) elle.uca: ha cozzato contro :-D
(22:39:09) elle.uca: ha sbattuto le corna
(22:39:11) elle.uca: !!!!
(22:39:16) elle.uca: è intrepid ibex
(22:39:23) Milo: è un cornuto!
(22:39:24) Milo: :-D

            |^|
| | |^|
| |^| | | Life out here is raw
| | |^| | But we will never stop
| |_|_| | We will never quit
| / __> | cause we are Metallica
|/ / |
\ /
| |

1 ottobre 2008

How the Ugly Was Won

Nota a me stesso: non è che come titolo posso ripetere ad libitum per sei mesi una o due frasi a effetto di massimo 5 parole che mi paiono strafighe, confidando che il martellamento mediatico convinca anche gli altri della strafighezza. È noto infatti che le condizioni adatte al verificarsi di ciò si realizzano solo in tempo di campagna elettorare e solo se frase a effetto è priva di contenuto. La campagna elettorale è ben lontana.

Nota ai lettori: riguardo al contenuto¹ How the Space Was Won era il primo titolo che il grande maestro pensò di dare al suo capolavoro, ispirato per l'appunto dallo storico film western How the West Was Won (in italiano La conquista del west). Poi, saggiamente, si buttò sul classico psicoanalitico omerico antico.

I temi scuri fanno tanto hacker. I temi scuri fanno tanto artista. I temi scuri fanno tanto esperto di qualcosa. I temi scuri fanno tanto figo. Se al mondo ci fossero più temi scuri, la gente si guarderebbe meno per storto la mattina e non avrebbe bisogno di un lucido SUV nero da 60K euri per andare da A a B nel minor tempo e miglior modo possibile². Se nella parte nord del mondo ci fossere più temi scuri, magari non chiameremmo le popolazioni native dell'africa "sporchi negri", ma piuttosto "simpatici darklooks".

Ci sono due cose da risolvere per poter alfine annaffiare i vostri ambienti grafici con una alluvione di temi scuri amabili e frizzantini come il vino novello che tra poco sbottiglieranno³:
  1. rendere le applicazioni più amichette dei temi scuri - le applicazioni purtroppo a volte sono delle piccole bastarde razziste, che ingorano che esistono anche i temi scuri su questo mondo. Magari non li picchiano, però li annullano, il che forse è più brutto. Per questo gli amabili membri del team artistico di GNOME hanno pensato per il prossimo ciclo di sviluppo (2.25) di prevedere un programma di recupero per tali applicazioni xenofobe, forzandole a convivere con un tema scuro per sei mesi in modo che possano modificare le loro brutte abitudini e tendenze. Allo stesso tempo pensano di mettere in evidenza quei vecchi deprecabili comportamenti antisociali che dovrebbero essere sostituiti da comportamenti più moderni.
  2. rendere chi scrive temi scuri meno imbecille - oppure, a scelta, non far progettare agli imbecilli un tema scuro. Sì, mi rendo conto che qui lo stronzo razzista sono io, ma mi hanno detto che il razzismo basato sul quoziente intellettivo e la facoltà di giudizio critico potrebbe essere bene accolto, se evita al mondo una fine lenta e dolorosa. Comunque, con precisione, a cosa si sono ispirati gli "artisti" di Ubuntu quando hanno messo insieme i colori del nuovo tema di default ("ma anche no", pensarono tutti)? cosa gli è venuto in mente negli ultimi mesi a guardarlo ogni giorno? si sono accorti che un tema scuro è tale perché *tutti* gli elementi tendono allo scuro, compreso lo sfondo della aree di testo mentre invece non è 'sto grande riposo per gli occhi avere il "chrome" di una finestra color marrone smorto e smerdereccio (pardon! spero stiate leggendo lontano dai pasti) e il suo interno in fugido, candido e soffice bianco?
Risolti questi due problemi, direi che potremo finalmente comprende e annunciare al mondo intero che, come nella più classica iconografia iconoclasta dei film prono, un tema scuro ce l'ha più duro e lungo di un verde leghista dalla faccia pallida.

PS il turpiloquio è parte integrande della dubbia ironia di questo post.
PPS se siete "simpatici darklooks" e vi sentite offesi, consultate il vocabolario alla voce «dubbia ironia»
PPPS sì, sul mio vocabolario c'è anche la voce «dubbia ironia»
PPPPS se non siete "simpatici darklooks" e vi sentite offesi, io non c'entro niente, contattate uno psicanalista

[1] contenuto e non Conte Nuto, quello che ai vostri tempi prendeva voti migliori a scuola perché era nobile (umilmente rubata e adattata da Groucho Marx-Dylan Dog dei tempi andati)
[2] e non andrebbe in televisione (ammesso che Report di Rai3 sia televisione) a dire che se lo è comprato così nel caso disgraziato di un incidente lui non muore e gli altri affari loro che si sa che pesce grande mangia pesce piccolo che io ci sono passata e adesso che mio figlio prende la patente appena posso che la stronza legge lo permette gliene compro uno che così quando esce la sera notte mattina dopo con gli amici sono tranquilla che se succede qualcosa il mio gioiello non gli succede nulla.
[3] diciamocelo: ma il vino novello ha senso? cioè se io chiamo vino il liquido alcoolico che in opportune condizioni nasce dalla fermetazione del mosto, a sua volta nato dalla spremitura dell'uva, se per chiamarlo vino debbo aspettare X giorni, se per secoli si è atteso che passassero quegli X(+Y) giorni prima di decantarlo e degustarlo, perché bruciare le tappe?

We apologize for eiaculatio postumum

Lo ammettiamo: eravamo riposati, eravamo attenti, eravamo senza impegni, eravamo riposati (l'ho già detto... strano, devo essere stanco allora: chissà cosa ho fatto di così travolgente), eravamo in sede, eravamo liberi, eravamo pieni di pizza e theina, eravamo addirittura col palmare.

Però stavolta siamo non colpevoli; stavolta erano proprio intraducibili, ci spiace.

How the West Was Won

Sottovoce, quasi in silenzio, ma ufficialmente: Dell vende anche in Italia computer con Ubuntu Linux.

Dispobile in unica configurazione. Integralmente unica. Anche nel sistema operativo.

28 settembre 2008

iodellavitanonhocapitouncazzo

No, non proprio io, beh sì va bene magari un po' daccordo, e comunque nemmeno Caparezza.

Quello che stavolta non ha capito molto della vita è tale Yanike Mann (yanikem_at_gmail_dot_com).

Exhibit A

My name is Yanike Mann. I'm fixing to start an new BSD Operating System project with a team of developers and I was wanting to know how much would modifications cost? I have plans of using this office suite because it's already on the core OS we are building the new OS on, but I want to change it up some, add new features and let my graphic designers and template makers create loads of templates for it, exclusively for my OS. So, pretty much it's going to be a new Office suite and I was wondering how much will it cost to get it done? Also, how much does your company charge to build new apps?

Exhibit B

My name is Yanike Mann. Love Rhythmbox!!! I'm contacting you to get permission to have Rhythmbox as the default media player for my Operating System. Also, I wanted to know how much your company will charge to have an exclusive version of your Rhythmbox made for my Operating System?

References

Please

Se ne trovate altre, vi prego, mettetemele nei commenti. Ah, comunque appena pronto io passo a BSD, sia chiaro!

Quello che le note dimenticano e non riscrivono - parte x di y

Al solito, la mole delle informazioni che le note di rilascio di GNOME dimenticano di riportare è smisurata. E stavolta Davyd ne è coscente e se ne scusa.

Proviamo a metterci una pezza per gli affezionatissimi utenti italiani di questo un ambiente desktop molto diffuso e multi-piattaforma (sic. cit.).

Dipendenze esterne

Come ogni utente di GNOME sa, anche quelli che lo usano solo per chattare su internet con aMSN, con la dicitura "dipendenze esterne" si intendono quelle librerie di programmazione o framework o cosi del genere non direttamente inclusi in GNOME, ma su cui le applicazioni di e per GNOME possono fare affidamento (complicato, astratto, quasi dechirico, ma è utile e logico, fidatevi).

A quanto pare sia le note di rilascio che la relativa pagina sul Wiki si sono dimenticati di far notare che, oltre ai citati telepathy-glib, libempathy e libempathy-gtk per le comunicazioni tipo instant messaging e in parte audio/video e libcanberra per i temi sonori, nelle dipendenze esterne ufficiali hanno trovato spazio:
  • Clutter - Clutter! Porca miseria, vi siete dimenticati di dire che Clutter è ora ufficiale. Ma vi pare cosa da poco? OK, va bene, non c'è alcuna applicazione che al momento ne faccia uso (si era parlato del gioco tipo Tetris, ma non s'è visto nulla; Emmanuele "io so tutto" Bassi avrebbe dovuto scrivere un paio di plugin per EyeOfGnome e _soprattutto_ qualcosa tipo Coverart per Rhythmbox [che non serve a nulla, ma fa tanto figo] e invece si è dato alla macchia), e questo magari pregiudica un po' il test, però dire che ora è virtualmente possibile scrivere codice che abbia animazioni in 2D-e-mezzo, ben pensata e ben progettata per integrarsi con la sintassi e la logica di Glib e GTK+ magari sarebbe risultato utile visto che è una mancanza dell'attuale stack fornito.
  • PolicyKit - secondo "porca miseria!". Anche in questo caso si tratta di un componente abbastanza utile e abbastanza essenziale per un ambiente desktop moderno. È pur vero che PolicyKit, framework per l'autenticazione e l'autorizzazione a compiere determinate e ben definite azioni che magari richiedono i permessi di amministratore, era stato introdotto in modo ufficioso già con GNOME 2.22, però, anche in questo caso, sprecare due paragrafi per dire che ora è ufficialmente possibile usarlo e che altre applicazioni fanno uso delle sue caratteristiche, non sarebbe stata una cattiva idea.
  • Conduit - dimenticato da tutti anche lui (o lei? forse esso, ma non volevo fare pubblicità a compagnie petrolifere), è stato ufficialmente rifiutato come programma da includere nel desktop - sviluppatori di Conduit, siamo seri: ma voi veramente pensate che quella cosa lì sia veramente chiara e comprensibile a chi abbia la necessità di sincronizzare qualcosa??!!??? - ma altrettanto ufficialmente accettato come dipendenza esterna. Questo significa che le singole applicazioni possono appoggiarsi alle caratteristiche offerte da Conduit per proporre delle funzioni di sincronizzazione. Non mi viene in mente un esempio che sia uno (magari Rhythmbox? Crea la playlist speciale "Lettore mp3" e sincronizzala con i file presenti sul lettore quando viene connesso. Ha senso?), però avere un framework flessibile ed efficace di riferimento per fare qualcosa di particolare può sempre risultare utile, no? Specie se serve, specie per evitare la riscrittura delle stesse logiche.
  • SQLite - sempre più lacunoso, ma o mi ricordo male io oppure anche SQLite è stato ufficialmente tirato dentro le dipendenze esterne. Quanto meno adesso è utilizzato in evolution-data-server per salvare l'indice delle vostre cartelle di posta (no, purtroppo la copia interna di libdb è ancora compilata, Giove solo sa perché).

Piattaforma di sviluppo

Nella diabolica suddivisione logica di GNOME, a questa sezione vanno ascritte quelle librerie di programmazione che sono mantenute, sviluppate e aggiornate direttamente dallo GNOME Project.

Per la verità la caratteristica più interessante è nel fatto che l'elenco di moduli inclusi in questa categoria si va piano piano assottigliando. Al momento infatti 13 moduli su 22 sono ufficialmente dichiarati deprecati (inclusi per retro-compatibilità, ma da non usare in nuovo codice).

La novità - saltata nelle note ufficiali, ovvio, mica sto qui a ripetere le cose nuove in GTK+ e Glib - più evidente, ma anche oscura da leggere come un grimorium, è nell'integrazione di DBus e PolicyKit in GConf (ve l'avevo detto che era oscura, no). Cercando di fare luce, con integrazione di DBus credo s'intenda il fatto che ora GConf usa DBus come sistema interno di scambio di messaggi (invece di una sua implementazione privata) e come sistema per agganciarsi alla sessione utente; l'integrazione con PolicyKit riguarda invece la possibilità di autorizzare (con tutte le fiatures che PolicyKit si porta dietro) sia la modifica delle chiavi predefinite che quelle mandatory (che per l'occasione abbiamo ribattezzato nella traduzione italiana vincolanti, ma è sperimentale). Sarebbe interessante provare se, una volta attivata un'autorizzazione, l'autorizzazione stessa viene ereditata senza problemi anche nelle interfacce grafiche tipo GConf-Editor o Pessulus, ma al momento non posso fare prove con quanto installato sotto /opt/gnome2.

Desktop

I nuovi moduli inclusi ve li hanno già esaltati sulle note di rilascio.

A me resta solo il lavoro sporco di andare a leggere i changelog in cerca di tutte le molte nuove caratteristiche, miglioramenti, correzioni di bug (sic. cit.) che non hanno trovato spazio altrove. In ordine sparso:
  • gdm - come punto di partenza, il login è perfetto, no? Ecco, nessuno in fin dei conti sa che novità ci siano per un semplice motivo: fino a una settimana dal rilascio si era tutti convinti che si dovesse per l'ennesima volta usare la vecchia versione 2.20. Quindi se mi concedete 10 minuti mi vado a informare anche io. [attendere 10 minuti prima di continuare la lettura per onestà intellettuale] Fatto! Allora quello che è certo è che il nuovo GDM è una quasi totale riscrittura, che fa incetta di tutti i framework, dipendenze esterne e librerie ufficiali come ConsoleKit, PolicKit, DBus e GConf per gestire al meglio comunicazioni con il resto del sistema e autorizzazioni, che dovrebbe ora essere in grado di avviare e interagire con demoni abitualmente attivi solo durante la sessione utente come gnome-settings-daemon (per la gestione del tema, ma anche l'uso di mouse, tastiera e le funzioni di accesso universale) e gnome-power-manager (per la gestione dell'alimentazione), che la riscrittura è stata effettuata nella prospettiva di una futura espandibilità in ogni direzione (tema per il greeter, integrazione con le applicazioni utente, e tanto tanto altro), ma che tutto ciò potrebbe essere un pelo incompleto o non testato. Insomma, il nuovo gdm nelle intenzioni ha le carte in regola per essere il Chuck Norris del sistemi grafici di autenticazione ma non è detto che il suo triplo calcio volante sia ugualmente efficace. Non ho avuto voglia di approfondire cosa sia stato implementato e cosa no e perché non si sia decisa la sua inclusione fino alla fine. Pensateci da soli, magari partendo da qui. Oppure chiedete a qualche amico che usa Fedora: loro lo stanno usando già da sei mesi, prima ancora che fosse rilasciato come stabile.
  • gnome-session - altro modulo completamente riscritto, altro modulo completamente ignorato nelle note. Meglio per me che ho di che scrivere, altrimenti mi metto a gridare forte più forte al vento, gridando una dieci volte cento, sono riuscito a farmi del male.... OK mi sono ripreso. Dicevamo totale riscrittura anche di gnome-session, ma stavolta sono un po' più informato. Di questi tempi "totale riscrittura" vuole dire una sola cosa: usare DBus per la comunicazione tra i processi. Via il vecchio codice risalente ai tempi di GNOME 1.x e dentro nuove interessanti caratteristiche come la possibilità di dialogare con i processi che si occupano di sospendere il sistema e di cambiare utente, ma soprattutto la possibilità per le applicazioni di inibire il termine della sessione se necessario, che se state masterizzando o direi che vi può risultare decentemente utile (c'è anche un simpatico dialogo, ma non è possibile catturare in schermata... in realtà io l'ho provato con gedit, mica lo so se brasero inibisce; di certo se l'applicazione non lancia l'opportuno segnale, gnome-session mica può fare l'indovino). Già che erano in ballo, è stato riscritto anche il sistema di avvio automatico delle applicazioni e il ciclo vitale delle applicazioni stesse all'interno della sessione (per esempio se l'applicazione deve essere riavviata qualora termini, oppure se debba essere avviata solo in particolari condizioni), il tutto sfruttando solo delle semplici chiavi GConf (anche se hanno duplicato una chiave e non so quale sia quella giusta...) e i file .desktop installati dalle applicazioni. Tutte le informazioni necessarie per capire come funge la cosa ed eventualmente per aggiornare la vostra applicazione, sono qui. Lettura consigliata a chiunque volesse capire meglio come funziona GNOME 2.24 e obbligata per chiunque stia scrivendo applicazioni per GNOME/GTK+ che in qualche modo sono integrate con la sessione.
  • nautilus - anche se le note di rilascio non lo dicono, la vera novità è nella possibilità di aprire schede nelle finestre di esplorazione... Eh? Davvero? Lo dicono? Ah, ma non quello che intendevo io. Cioè, non l'ho inteso bene neanche io, ma anche qui siamo di fronte alla ennesima riscrittura del codice, anche se questa volta limitatamente alla gestione delle viste (in fondo solo sei mesi fa lo avevamo riscritto portandolo da gnome-vfs a gio, accontentatevi). Così nel codice di Nautilus fanno la loro comparsa le view slot (che riprendendo loopback hanno richiesto solo quattromilacinquecentosette righe di codice aggiunte e millesettecentosettanta righe di codice rimosse), curiosi e astratti elementi concettuali chiari solo al loro creatore Christian Neumair che in pratica rendono possibile il "multiview" alla base delle schede sopra citate. In teoria potrebbero rendere possibile, come dice loopback, le viste "split", ma qui andiamo veramente oltre. Da segnalare, sempre ad opera di Neumair, la riscrittura - ancora! uff, più ubiquo di miglioramenti (sic. cit.), magari stavolta esagero io e si tratta solo di consolidamento - della gestione dei livelli di zoom e di un complicatissimo sistema di limitazione del numero di righe della didascalia delle icone (nella vista a icone): in pratica, ora, in presenza di quei nomi di file lunghi lunghi lunghi lunghi lunghi lunghi che vi sballano tutta l'ordinata disposizione delle icone, Nautilus elide il nome e mostra solo le prime N righe (con N ampissimamente -pure troppo- configurabile via solita oscura e invisibile chiave GConf), almeno finché non ci passate sopra col mouse. Dicono anche di aver risolto il problema delle icone che si sovrappongono sulla scrivania, ma visto che è la quarta volta che lo risolvono e non ho ancora provato dal vivo, io non mi fido. Di certo la funzione "Ripristina" dal cestino funziona. A meraviglia.
  • gnome-panel - niente di sconvolgente, giusto miglioramenti (sic. cit.), specie nell'Orologio (che però era stato riscritto nella precedente versione), nell'uso di GIO, di DBus e nell'adeguamento al nuovo gnome-session. Perché ho scritto questo paragrafo allora? Ma che vi frega, mi sta simpatico gnome-panel, va bene?
  • gnome-settings-daemon - oltre ai soliti miglioramenti e correzioni di bug (sic. cit.), oltre all'adeguamento alle nuove dipendenze e lo smaltimento di quelle deprecate, è da segnalare il plugin housekeeping, che si fa carico di tenere sotto controllo la dimensione della directory $HOME/.thumbnails e di rimuovere le miniature più vecchie quando la dimensione della directory supera una certa soglia. Faico!
  • gvfs - epico ed epocale (ma le allitterazioni sono cosa buona o fanno pena? dite la vostra nei commenti, nel caso le aumento o le riduco) il passaggio dalla versione 0.2 di sei mesi fa all'attuale 1.0. In effetti di miglioramenti e correzioni di bug (sic. cit.) ce ne sono stati parecchi, ma per l'ovvia natura di gestore di file system virtuali non appaiono come fisicamente visibili. Tutti i backend (fuse, hal, ftp, http, trash) dovrebbero ora funzionare in modo corretto o meglio non ci si dovrebbe proprio accorgere che esistono per il semplice motivo che funzionano e non creano problemi, in particolare il backend gphoto (che non è vero che non serve a niente perché tutte le macchine fotografiche digitali usano il mass storage, serve anche per i lettori musicali basati su MTP, che ora¹ vi compariranno nella finestra Computer e si potrà con semplicità copiare e spostare file per mezzo del file manager). Inoltre hanno deciso di usare potenze di 10 invece che di 2 per dimensioni di file/cartelle/volumi (oppure solo per i volumi?) in modo da non trovarsi con una chiavetta USB che sulla scatola riporta 64MB e sul computer vi appare come da 61,7MB. Si potrebbe obiettare che a sbagliare è la scatola, ma d'altro canto... è il mercato, baby!
Per ora la pianto perché devo fare cose, vedere gente, rileggere log, cavalcare orche assassine (mai nome fu più azzeccato, la traduzione di orca a volta è uno stillicidio) e perché altrimenti mi si viene a dire che voglio monopolizzare lo spazio sui planet che mi ospitano (???!!!?? Ok l'ho scritto ma non lo penso. _Voglio_ monopolizzare quegli spazi, fare la superstart e finire su pollycoke, ovvio) ma magari in un futuro non troppo lontano, prima di 6 mesi per lo meno, trovo il tempo e la voglia per un secondo post con le maggiori novità presenti nelle altre applicazioni incluse nello GNOME Desktop.

PS - dai, seriamente, ma non preferite quando scrivo solo due righe ermetiche e allusive che non ci capisce niente nessuno? A volte nemmeno io? Tipo, che so...
Certo, l'Uomo Ragno. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Che magari esagero a farlo diventare rinuncia e abnegazione, magari era più eccitante Diabolik, ma comunque è sempre meglio che prendere ispirazione da Tex Willer, no?
[1] in realtà era così anche sei mesi fa, ma c'era qualche problema, per cui distribuzioni come Ubuntu avevano disattivato il backend.