11 novembre 2006

Quei venerdì da disegnatori

A quanto pare l'iniziativa Tango Friday sta riscuotendo un discreto successo. :-o

Debbo ammettere che i vari contributori che nei due precedenti venerdì hanno trovato tempo e ispirazione per disegnare icone rispettando le linee guida di Tango per quelle svariate applicazioni che ne erano ancora prive, debbo ammettere, dicevo, che hanno fatto un gran bel lavoro. L'anteprima di tutte le icone la trovate a collegamento nel paragrafo precedente.

Particolarmente "sexy" è l'icona che tale ulisse sta disegnando per il caro vecchio file manager Nautilus. Era da lustri che speravo in qualcuno che sappesse maneggiare così bene le spirali in un programma di grafica. Ed ora un po' di domande e risposte.

Cosa è Tango Friday?

Niente più e niente meno di un "raduno" su IRC, canale #tango su irc.freenode.net, ogni venerdì del mese, in cui varie persone intorno al mondo discutono e propongono nuove icone per varie applicazioni OS/SL (sì, indipendentemente dall'ambiente grafico, tant'è che c'è anche una icona proposta per VIM), icone che, una volta completato il set (SVG più PNG a 16, 22 e 32 pixel) viene proposto per l'inclusione nella relativa applicazione.

Ma perché lo fanno?

Ovvio, per la world domination :-) La finalità del progetto Tango è quella di fornire delle risorse per la grafica di un programma che va a inseririsi in un ambiente desktop. Poiché di ambienti desktop ce ne sono svariati (Windows XP, Aqua di MacOS, GNOME, KDE, XFCE...), i promotori del progetto Tango hanno giustamente pensato di fornire una tavolozza e delle linee guida per il disegno di icone che potessero adattarsi decentemente senza stonare in tutti i vari ambienti.

Un esempio? Date un'occhiata a questa schermata del caro vecchio GIMP nella versione di sviluppo (futura 2.4) con le nuove icone in stile Tango inserito in un ambiente Windows XP.

Il Tango Friday è, se vogliamo, una trovata quasi di marketing per spingere più persone a disegnare qualcosa di buono e per finalizzare i loro sforzi (se l'icona me la disegno e poi il programma non l'accetta è una bella perdita di tempo).

Anch'io, anch'io!

Se vi sentiti bravi nel disegno computerizzato e sapete usare GIMP e Inkscape, allora leggetevi ben benino le linee guida di Tango (magari date anche visione ai due video di Jimmac - sempre nella pagine delle linee guida di Tango) e cominciate a disegnare.

Ovviamente se siete in tali condizioni, tenete anche presente che c'è da completare il tema di icone predefinito di GNOME.

Oh, non dimenticate che, sebbene i file SVG ben si prestano al copia e incolla, le icone di Tango (quelle che fanno parte del pacchetto tango-icon-theme) sono rilasciate sotto licenza Creative Common e che quindi non è possibile prendere pezzi di quelle icone, riportarle in una nuova icona e rilasciare la nuova icona sotto licenza GLP.

8 novembre 2006

Guide per la traduzione italiana di GNOME

Grazie ad un nuovo utilissimo tool distribuito con gnome-doc-utils, ho messo online in formato navigabile via browser la guida "Gestione pratica della traduzioni" (assolutamente incompleta e da considerare solo una bozza, sebbene le informazioni attualmente contenute siano corrette) e le care vecchie "Linee guida per la traduzione di GNOME" (anche queste sarebbero da aggiornare).

Nei prossimi giorni aggiornerò la pagina principale del mio spazio web, da cui ricordo potete scaricare il pacchetto tgz con le guide di cui sopra in formato installabile e visualizzabile in Yelp, mettendo lì i relativi collegamenti e ricreando anche la guida per l'accessibilità e quella per l'amministrazione di sistema con gnome-doc-utils.

Felice lettura.

Aggiornamento: guide di GNOME ricreate e upload-ate. Se le avevate nei segnalibri, è cambiato il nome del file, per cui ripartite dalla home del mio spazio web.

Nickname ancestrale



.... re muto???? Non so se è strafigo o se fa pena...

6 novembre 2006

Swappature

La serie di problemi di Edgy Eft sembra veramente non finire. Non so se una reinstallazione da zero funziona in modo ineccepibile, ma avendo effettuato il dist-upgrade ai tempi della RC1 mi porto ancora appresso una serie di problemimi :-(

L'ultimo appena scoperto è relativo allo spazio di swap non mantenuto nel passaggio da Dapper.

Il problema principale sta nel fatto che passando da Dapper a Edgy Eft, nel caro vecchio file /etc/fstab i device non sono più elencati con il percorso del device stesso (p.e. /dev/hdaX) ma da un UUID. Nel passaggio, inoltre, la riga relativa alla partizione di swap è scomparsa.

Sì. lo so aggiungere una partizione di swap è semplice. Basta aggiungere la riga:
/dev/hdaX none swap sw 0 0
ed eseguire `sudo swapon -a`. Peccato però che la cosa non funziona in Edgy, proprio a causa di quel UUID prima nominato.

Visto che sono buono, ecco a voi la procedura per controllare ed eventualmente correggere il funzionamento della partizione di swap su Edgy (tratta dal relativo bug su Malone). Ovviamente il presupposto è che la partizione di swap sia stata creata e formattata in una precedente installazione. E che in caso di errori e cancellazioni di dati non va la veniate a prendere con me.
  1. Controllare se la partizione di swap è attiva - eseguite il comando `swapon -s`. In questo modo vengono elencati i file e le partizioni di swap. Se non restituisce alcun output, allora non c'è alcuna partizione di swap attivata.
  2. Controllare la disponibilità di una partizione di swap - nel Terminale di prima, eseguire `sudo fdisk -l' per elencare i dischi e le partizioni. Nella colonna System dei Dispositivi, in uno ci dovrebbe essere scritto "Linux swap / Solaris". Il dispositivo in quella riga è la vostra partizione di swap.
  3. Esecuzione di mkswap - sempre nel terminale, eseguire il comando `sudo mkswap -c /dev/XXXX` con XXXX nome della partizione determianto al punto 2. Attenzione all'output restituito dal programma, in esso c'è l'UUID da usare nei passi successivi.
  4. Modifica di /etc/fstab - aprire /etc/fstab con un editor di testo e aggiungere la riga di cui parlavo prima, con la differenza che al posto del classico /dev/XXXX dovete mettere "UUID=" dove è l'UUID del device di swap restituito dal comando mkswap. Il numerello è bello lunghetto, per cui vi consiglio il copia-e-incolla e parecchia attenzione. Salvate e chiudete-
  5. Modifica di initramfs - Come al punto precedente, aprite in un editor di testo il file /etc/initramfs-tools/conf.d/resume e sostituite l'UUID che dovrebbe esserci già con l'UUID ricavato al un punto 3 e usato al punto 4. Di nuovo attenzione e di nuovo salvate e chiudete. Ah, questo file serve per determinare il dispositivo di resume per il suspend-on-RAM/disk
  6. Esecuzione di update-initramfs - eseguire `update-initramfs -u` per rendere effettivi i cambiamenti del punto predecente.
  7. Riavvio del sistema - Avando modificato initramfs. è necessario riavviare (credo per applicare le modifiche). Se volete solo usare la swap, allora uno `sudo swapon -a` potrebbe bastare.
Alla fine, rieseguire il comando al punto 1 per vedere se effettivamente la partizione di swap è attiva.

Ovviamente tutta questa procedura è necessaria per avere lo stesso UUID nei file /etc/fstab e /etc/initramfs-tools/conf.d/resume per cui ad ogni successiva modifica dello swap, bisogna controllare che i due siano in sincro, pena malfunzionamenti nell'uso dello spazio di swap e nella sospensione ACPI del sistema.

Update: mi si chiede il formato del file /etc/initramfs-tools/conf.d/resume. Il mio è, su un'unica riga,
RESUME=UUID=88ddb5c8-4e84-4580-9cc9-86cf59f58c5b
Ossia, come per /etc/fstab invece del percorso al device, UUID= seguito dal numero univoco del device.

In quanto al funzionamento del resume, non ho provato, però per esprerienza ho visto che se i due file non fanno riferimento allo stesso UUID (o uno fa riferimento all'UUID e l'altro al device), allora lo spazio di swap non viene attivato. Forse in tal caso il resume non funzionerebbe. Non escludo però che anche l'opzione "resume=" nel file /boot/grub/menu.lst debba usare l'UUID.

4 novembre 2006

Questi giornalisti

Dalla recensione/anteprima/presentazione/fammi-scrivere-qualcosa-che-gli-altri-lo-hanno-già-fatto di Edgy Eft su HTML.it:
Le novità di questa release, che va a sostituire la versione 6.06 uscita all’inizio di questa estate, si concentrano soprattutto sui ritocchi di usabilità, sulla limatura di alcune imperfezioni e sull’aggiunta di nuovo software. Per gli utenti italiani è stata prevista una maggiore accuratezza nelle traduzioni.
.... OK, è vero che mi ero fatto un appunto mentale di migliorare un po' le traduzioni, ma che la cosa fosse stata prevista? Qualcuno del LoCo team ne sa nulla?

E poi, con i problemi di precedenza delle vecchie traduzioni in Launchpad e quello del parsing dell'apostrofoc che fa fallire update-manager, non ci dovrebbe essere una regressione nella traduzione italiana? Ma che diavolo scrivono? Mi tocca fare anche il giornalista per vedere scritte da qualche parte due righe che abbiano forma compiuta, correttezza grammaticale e sintattica nonché contenuto interessante e non edulcorato?

3 novembre 2006

Questione di dimensioni

A quanto pare è stato risolto sul branch HEAD di Totem il fastidioso problema relativo alla dimensione della finestra del noto lettore multimediale.

Per chi già usasse Totem in GNOME 2.16, la modifica è abbastanza semplice: aprire il file glade totem.glade (posizionato tipicamente in /usr/share/totem/) trovare la definizione del widget dal nome tmw_bvw_vbox ed eliminare le proprietà width_request e height_request. Ovviamente con i privilegi di root.

Se non avete capito, date un'occhiata alla patch, potrebbe illuminarvi.


PS salve, Planet GNOME Italia :-)

25 ottobre 2006

Io ce l'ho profumato

Per Diana cacciatrice e Bellona fustigatrice! Mannaggia a me e a quando aiuto le persone a risolvere i loro piccoli problemi quotidiani con i computer. Al parco dove vado col mio cane sono diventato tipo "mio cugggggino che di queste cose ci capisce".

Allora, lo so che non mi state leggendo, cari parcaroli, lo so, ed è per questo che la mia personalità schizzofrenica sta prendendo il sopravvento. Io ci ho provato a rimanere calmo e ascoltare le vostre storie del terrore e di paura, ci ho provato a dirvi "Io veramente non uso Windows" (e ho visto l'angoscia sui vostri volti, cosa pensate, che sia un terrorista? che non esista altro), nella speranze che sparissero domande del tipo se-faccio-clic-così-mi-scompare-tutto-e-non-so-che-fare. Ho provato a rimanere calmo e ci sono riuscito. Sono bravo a dare l'apparenza di persona impassibile.

Ma ora, qui, con davanti solo una tastiera e senza scendere nello scurrile, ve lo voglio esporre chiaramente.

NON LO SO COME CASPIO FUNZIONA WINDOWS! HAI CAPITO? NON LO SO! ENNE O ENNE LOSO!

È da 5 mesi che non ce l'ho più sull'hard disk e 4 anni che comunque lo usavo circa una volta ogni due mesi. Io non ve lo so dire perché, dopo che avete comprato il nuovo computer, che vi hanno detto essere pronto per Vista, che non lo sapete neanche che cosa è Vista, ma siete felici di essere pronti, dicevo non so dire perché sul nuovo computer dove c'è XP e avete installato una bellissima applicazione che vi permette di scrivere musica su pentagramma e di ascoltarla anche (in modo sopraffino, visto le capacità della nuova scheda audio) e adesso quando lo chiudete e lo riavviate vi appare un messaggio che vi dice che non è possibile gestire un numero di font infiniti. Che prima vi funzionava così bene sul vecchio computer dove avevate Windows Millenium (unici in tutta Italia, credo) e invece adesso dovete rimuoverlo e reinstallarlo ad ogni utilizzo. Trovate una caspio di versione più recente. O aspettate l'uscita di Vista trattenendo il fiato. La seconda è meglio.

17 ottobre 2006

Grafica d'autore

A rilento, ma il progetto (per ora personale) di creare un tema di icone in SVG aderente alla specifica Icon Naming che sostituisca l'attuale HighContrast va avanti.

Ecco qui un po' di nuove icone che sto per committare sul CVS. Ovviamente ogni suggerimento è come al solito benvenuto.

Le motivazioni di alcuni cambiamenti le trovere nel ChangeLog di gnome-themes.

13 ottobre 2006

Simpaticamente, comunicare

Una delle cose che ci si aspetta da sistema operativo è che si comporti in modo prevedibile. O per lo meno che comunichi a lettere cubitali l'inserimento o la modifica di qualcosa che può non funzionare.

OK, edgy è la versione di sviluppo (non solo nel senso che non è ancora finalizzata, ma anche che è banco di prova delle ultime novità) e per un ambiente stabile c'è dapper, ma mi spiegate perché nelle note di rilascio della Beta, accanto a "Hey, guarda che abbiamo tolto di mezzo il vecchi init" non c'è scritto "Hey, guarda che /bin/sh non è più un collegamento alla bash"?

OK, c'è la specifica DashAsBinSh che indica motivi e altro, ivi compreso il fatto che è già stata confermata la sua POSIX compliant da Debian.

Però la shell è un componente essenziale del sistema, non tanto per le console (o terminali) degli utenti, che comunque sono ancora bash per le funzionalità offerte nell'utilizzo interattivo, quanto per tutta quella serie di script che si possono avere per l'automatizzazione di una serie di compiti (backup in primis). La shell dash è sicuramente un buon prodotto, non sarò certo io ad afffermare il contrario basandomi su dati inesistenti, ma chi si scrive uno scrip non lo fa leggendo lo standard POSIX, ma il manuale inline e quello online della bash (e tutti i vari tutorial, guide definitive, trip&tricks e via dicendo). Magari, nel corso degli anni, a qualcuno è scappata una opzione bash-only in uno script che comincia per #!/bin/sh

La disponibilità immediata e rapida di una "base di conoscenze" è fondamentale in progetti di ampio respiro. Se un qualche script utente dovesse fallire dopo il passaggio da dapper a edgy sarebbe utile avere un articolo, una nota, un brogliaccio da qualche parte che dica "Hey, sappiamo già cosa è successo".

A proposito di base di conoscenze: se avete attivato il profilo per la codifica di MP3 in GNOME come consigliato dal manuale utente di Sound Juicer, fate attenzione al bitrate impostato. Se non sapete di cosa sto parlando, allora spiego tutto dal principio.

GNOME fornisce delle chiavi GConf per la definizione di profili audio da usare nel ripping dei CD audio. Ogni profilo corrisponde a una serie di chiavi che specificano, ciascuna, se il profilo è attivo, il nome, la descrizione, l'estensione del file risultante e, cosa importante, la pipeline di GStreamer da usare per effettuare l'encoding. Le trovate in /system/gstreamer/0.10/audio/profiles e le potete modificare con una più o meno comoda interfaccia nelle preferenze di Sound Juicer.

Con i plugin giusti, quindi, oltre ai formati predefiniti, è possibile realizzare anche file MP3. La pipeline da usare è indicata nel manuale di Sound Juicer. C'è però un problema. Il plugin di lame accetta delle opzioni, praticamente le stesse offerte dal programma a riga di comando (per conoscere tutte le opzioni del plugin eseguire 'gst-inspect-0.10 lame'). Ora, la vecchia versione del manuale riportava questa configurazione
... ! lame name=enc bitrate=192 vbr=0 ! id3mux
La nuova versione riporta invece
... ! lame name=enc bitrate=196 vbr=0 ! id3v2mux
Un miglioramento, direte, visto che usa il nuovo plugin per i tag ID3 e aumente un po' il bitrate. Sì, peccato solo che il plugin lame fallisce l'inizializzazione con valori di bitrate diversi da quelli standard (128 e 192 funzionano, altri non ne ho provati). Per testare il funzionamento o meno di un valore provate il seguente comando, invece di provare il ripping di un cd
gst-launch-0.10 audiotestsrc ! audioconvert ! lame bitrate=192 ! fakesink
Se la pipeline non restituisce errori (e rimane quindi in esecuzione) allora il valore di bitrate è "buono". Ovviamente il cambiamento id3mux --> id3v2mux è altamente consigliato (non so però in quale tra i vari pacchetti di GStreamer si trovi).

12 ottobre 2006

A Beta Life

Visto che mi ostino caparbiamente a usare prodotti in via di sviluppo, non vedo perché non usare anche Blogger Beta, ossia la beta della versione futura di Blogger.

Per ora, il cambiamento più evidente è la possibilità di aggiungere etichette a ogni post. Per il resto sembra che abbiamo migliorato i JavaScript :-)

A questo punto resta il dubbio: che etichette usare per un post come questo?