28 aprile 2009

Rieducational Channel

Domanda: come posso manterene i dati e le personalizzazioni dovendo reinstallare Ubuntu?

Risposta esagerata: questa.

Risposta semplice e corretta: semplicemente reinstallando Ubuntu (versione 8.10 o successiva).

Ora, visto che il sedicente¹ [inserire una qualche qualifica qui] Istituto Majorana si vuole porre come punto di riferimento per Ubuntu/FOSS/libertà digitali/altro in provincia, regione e nazione, potrebbe almeno cortesemente cercare di riferire notizie e informazioni corrette?

Già che c'è e visto che sta parlando di come conservare (aka non perdere) i propri dati personali², perché non togliere quel riferimente inopportuno a ext4? Almeno finché lo stesso e tutto il software a corredo non è dichiarato sicuro per il grande pubblico.

Se poi gradissero un revisore di bozze, il sottoscritto è disposto a stipulare un contratto vantaggioso con accluso codicillo "se non lo so, prima mi informo".

Se poi chi scrive le note di rilascio di Ubuntu fosse preciso e puntuale come quelli di Fedora, allora forse sarebbe anche meglio...

[1] prima che i responsabili del sunnominato istituto mi accusino di qualche forma di offesa, per me "sedicente" non è offensivo visto che il riferimento che faccio è al sedicente signore del magnetismo, Magneto.
[2] voi non potete immaginare quanto importanti siano i propri dati personali, ci vuole una vita intera a collezionare link decenti a bei pornazzi non dozzinali.

17 commenti:

Aldo ha detto...

Non credi che sarebbe più giusto lamentarsi con chi rende disponibile Ext4, invece che con l'Istituto Majorana?

mackos-gnu ha detto...

@ Aldo allora potremmo criticare Mr Torvald, che ha fornito un sistema non compatibile con Windows.
Mi sembra inutile cercare capi (o capri) espiatori.

Semplicemente penso che questa gente non abbia una preparazione a livello Planet.
Quindi concedetegli questa possibilità.
Segnalalo ai diretti interessati.
In fondo stanno solo cercando di apparire come una NASA italiana.

PS:odio il captcha!!!

Aldo ha detto...

@mackos-gnu

molto difficile tentare di far collimare la tua affermazione con quello che intendo io. Ma vabbè.

La possiblità di poter usare Ext4 su Ubuntu non l'ha messa l'Istituto. O mi sbaglio?

A mio avviso meglio chiedere con discrezione al curatore del sito di rimuovere la citazione di Ext4 dalla guida.

paolettopn ha detto...

MA perché criticare chi ha messo del suo per aiutare il prossimo?

Non sarebbe stato più semplice contattare in privato chi ha scritto le varie notizie, piuttosto che farsi una mera pubblicità in questo modo?

Ma è solo il mio umile pensiero e parere...

Certo è, che l'Istituto Majorana ha messo la sua faccia e ha pubblicato dei video e dei documenti che hanno aiutato sia i newbe che chi ha una certa dimestichezza con il sistema Linux.

Con questo, non intendo accendere dei flames e nemmeno iniziare un thread senza fine.

È solo la mia opinione personale.

Anonimo ha detto...

Ok, ma alla fine della fiera, qualcuno si è preso la briga di inviare un messaggio all'amministratore del sito in questione?

Luca Ferretti ha detto...

Io no, sono stato offline tutto il giorno, ho acceso ora, giusto il tempo di leggere la posta e ca##eggiare con Milo...

Zeroc00l ha detto...

Ehm scusate ma non capisco quale sia il motivo di questa discussione, ho letto l'articolo ora ora nel sito da voi indicato e non mi pare ci sia qualcosa di scorretto, mi sfugge qualcosa? La /home separata è un ottimo modo di preservare i propri dati.........ehm ripeto forse non ho capito......

Giorgio ha detto...

Secondo me una /home in partizione separata è un ottimo metodo di preservare i dati (anche se costringe a scegliere quanto spazio riservargli, ma con gli hard disk di oggi non è un grosso problema). È sicuro, perché se il filesystem del sistema muore non intacca i dati. È flessibile, perché posso usare filesystem diversi sulle due partizioni: uno "sperimentale" ext4 su / e il buon vecchio ext3 su /home. Addirittura posso buttare via Ubuntu e installare Debian, Gentoo (anche Windows, sì si può vedere una partizione ex2 con windows) sulla mia partizione principale senza toccare i dati. PreserveHome è un workaround per chi ha già creato una home e non può spostarla.

Antonio ha detto...

Mi pare di capire che chi ha scritto l’articolo sia uno GNU/Linux-lebano, cui piace far sfoggio di conoscenze eccelse (a suo dire) senza preoccuparsi della gente “normale”. Grazie a gente come questa, per anni, Linux (lo voglio chiamare proprio Linux di proposito, a favore della gente comune – legga la spiegazione nel mio sito) è stato considerato un sistema di elite. Proprio persone come chi ha scritto l’articolo distaccati e distaccanti, hanno allontanato le persone “normali” dal mondo del Pinguino.
Invito l’autore ad invitare un campione rappresentativo di persone normali, e far leggero loro la pagina dallo stesso proposta:
https://wiki.ubuntu.com/UbiquityPreserveHome
Scommetto che il 95% non ci capirà nulla, mentre leggendo la mia forse il 95% ci capirà qualcosa.

Lo stesso autore, se avesse avuto l’accortezza di leggere, avrebbe sicuramente notato che la Faq è un’estensione della pagina:

http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=779&Itemid=1

in cui, testualmente, si legge:

“…..Potete scegliere il filesystem Ext4 che risulta più veloce soprattutto se abbiamo da gestire file di grosse dimensioni (per computer da lavoro, qualcuno consiglia di tenete Ext3 in quanto più collaudato)…..”

Il sedicente Istituto Majorana, come viene chiamato in causo, in questo caso è rappresentato da chi scrive, che ha sempre il coraggio di inserire il proprio nome su quanto scrive, infatti in testa ad ogni articolo si trova “Scritto da Prof. Ing. Antonio Cantaro: amministratore”. Per quanto mi concerne, gente come chi ha scritto l’articolo, che si propone: “….Se poi gradissero un revisore di bozze, il sottoscritto è disposto a stipulare un contratto vantaggioso con accluso codicillo "se non lo so, prima mi informo"…”, da noi non verrebbe proprio presa in benché minima considerazione, in quanto allontanerebbe le persone dal software libero e dall’open source. Saremmo, semmai, disposti a pagare, ma solo per cacciarla via dal nostro sito, qualora ne facesse parte. Ma per fortuna nel nostro sito non c’è e non vi metterà mai “virgola”. Se poi questo “Fedoriano” pensa di fare guerra ad Ubuntu (dimenticando che sono entrambi figli dello stesso padre), ha proprio sbagliato strategia. I fratricidi sono da aborrire. Ma se lo stesso vuole portare avanti l’ottima Fedora, perché non realizza delle guide comprensibili a tutti (se ne è capace). Di solito la gente che deride il lavoro altrui è spinta dall’invidia (forse ha confrontato la popolarità del mio sito col suo?). Non rientra nella mia indole scrivere cose del genere, ma evidentemente lo “sfottò” di chi ha iniziato non poteva avere che tale risposta. Saluto tutti e mi scuso, ma tanto, l’autore, se lo è cercato.
Antonio Cantaro.

/V ha detto...

In effetti la /home in una partizione separata é una scelta che a me piace di piú, anche perché alla lunga permette molta piú elasticitá qualora a qualche novizio venisse voglia di smanettare (oltre che, come ti han giá detto, é molto piú sicura a fronte di corruzione della partizione).

Poi scusa, che cacchio di rieducational ti credi di essere?

"Guida: come cambiare i fari alla macchina."

"Ma quanto casino! Per cambiare i fari alla macchina basta protarli da un meccanico! E ma che guida complicata che avete fatto!"

Complimenti per lo spirito...

Ubuntiano ha detto...

Sono Ubuntiano, vengo in pace e saluto con l'altra mano. Questo Fedoriano, giusto per informazione, è più Ubuntiano di molti...

Comunque secondo me non si è capito niente: la questione /home separata o meno centra niente quindi piantatela, che poi tutte le persone sane di mente e di corpo dovrebbero applicarla è un altro discorso, ma il tutto ruota sull'uso di ext4 come file system che non è ancora garantito essere del tutto sicuro. Se poi si leggevano e non solo guardavano i link forniti, si capiva anche che quelle non sono procedure per preservare la /home, chiunque con un livello di inglese della 5 elementare lo avrebbe capito, ma sono specifiche che dicono, guarda caso, che Ubuntu preserva la /home.

Sarebbe il caso di svegliarsi tutti quanti.

Anonimo ha detto...

wow, quanta acidita' che si respira

e tutti un po' troppo saputelli

Jacopo ha detto...

Comunque non è che sia chiarissimo il fatto che Ubuntu preservi la /home, figuriamoci se un utente (quasi) alle prime armi si rende conto di questa funzionalità. A proposito, cosa fa un utente Ubuntu "novello"? Va a spulciare il wiki di ubuntu.it e legge che conviene suddividere il sistema in diverse partizioni, separando per esempio la /home dalla root. Oppure chiede nel Forum, dove la maggior parte degli utenti gli consiglierà di crearsi una partizione dedicata per la /home.

Flavia ha detto...

Luca!
Fedoriano!

Oh me tapina! Mi hai tradito! Ci hai tradito!

...

ma d'altronde che fai tu per l'open source e per Ubuntu?

...

Luca Luca, informati prima di parlare, no?
Mica puoi sparare così alla croce rossa..


E io che mi fidavo di te.....

Luca Ferretti ha detto...

@Luca Ferretti
Ricordati che la forma talvolta può impedire la trasmissione e la comprensione di un contenuto informativo valido. Giocare il ruolo di "emo" sembra essere più funzionale di quello di "leon, che nome cazzuto"...

Luca Ferretti ha detto...

pacatamente, serenamente@AldoIl supporto al file system ext4 è stato dichiarato stabile e inserito nel kernel linux a partire dalla versione 2.6.28, che è proprio il kernel di Ubuntu 9.04. Cosa intendevi? Che avrei dovuto prendermela con Torvalds per averlo dichiarato stabile o con Canonical/Ubuntu per averlo reso visibile come opzione nel partizionamento manuale destinata non al grande pubblico per testarlo in modo più estensivo? Tra tutti, francamente trovo più "colpevole" chi ne fa menzione in un testo destinato a utenza non-tecnica, specie dicendo prima che è più veloce e poi che è meno collaudato: si crea una aspettativa che trovo rischiosa, sarebbe più corretto non nominarlo affatto.

@mackos-gnuPer i chapta, leggi tu sai cosa nel prossimo post... e vediamo se capisci :D

@paolettopnPerché criticare? Beh, forse proprio perché trovo criticabile le scelte effettuate, credevo che il post fosse abbastanza chiaro sul mio punto di vista... Cmq l'articolo originale non era errato in senso stretto, se era volontà dell'autore dire al suo pubblico di fare quelle cose, io non posso dire "cambiatele", ma non mi si può negare di mostrare spirito critico.

@Zeroc00lSe il punto di partenza è "come faccio a reinstallare ubuntu preservando i dati personali?", la risposta non può essere "6 mesi fa avresti dovuto mettere una /home separata", specie considerando che Ubuntu fornisce proprio la possibilità di reinstallare preservando la directory home. Insomma, l'articolo originale mi pare illogico, nella accezione Vulcaniana, a prescindere dalla utilità di avere una partizione home separata.

@AntonioLa sua risposta non fa che confermare i miei dubbi: lode alla sua buona volontà nella divulgazione del software libero, ma non posso fare a meno di non notare come a volte ci sia una scarsa attenzione ai dettagli e all'approfondimento; le sarebbe bastato spostare lo sguardo un po' più a destra per vedere il mio coinvolgimento nella comunità di Ubuntu e per non darmi del Fedoriano fratricida. A parte ciò, so bene che il tono del mio post era sopra le righe e passabile di fraintendimenti, ma questo blog NON è uno spazio divulgativo, e se talvolta lo diventa, non ho voglia o obblighi per farlo con metodi tradizionali di scrittura.

@/VHmmmm, no, più che dal "meccanico" io avrei detto a un "centro di assistenza ". Sai, ricambi originali, manodopera specializzata, garanzia, campagne di richiamo e quant'altro.
E, sì, grazie, in effetti di spirito ce ne voleva per ricordarsi che il motto di Rieducational Channel era "Sapevatelo!"

@JacopoÈ esattamente il motivo per cui auspicavo che le note di rilascio di Ubuntu potessero divenire nel tempo estese come quelle di Fedora. Il PreserveHome è stato implementato, ma mai pubblicizzato.

umanità agli altri ha detto...

io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti