29 luglio 2010

T = T + 24


No, tranquilli, non io :)
Adesso però avrò più tempo per aggiornare questo blog... o forse no? ;)

15 giugno 2010

We will flame you

GUERRAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!

link

La domanda ora è: "Volete un riassunto dettagliato e preciso di cosa sta succedendo con Gtk+/GNOME 3.0 oppure no?"

Update ok, ok, mi avete convito, datemi solo il tempo di scrivere e di verificare che non ci siano strafalcioni, altrimenti chi lo sente poi Emmanuele Bassi :D

7 giugno 2010

Episodio 4 - A new beginning

http://git.gnome.org/browse/gtk+/commit/?id=1ae257d00a2921f903048777664f1f171ff24c9b

E non aggiungo altro.

PS OK, giusto che se qualcuno dice che un po' stiamo copiando ispirandoci al Mac, non possiamo smentirlo poi tanto

PPS beh, però almeno i nostri simpatici dittatori benevoli sparate come questa non le dovrebbero fare

4 giugno 2010

TV Killed the Radio Star - parte 1

Come alcuni di voi di certo non sanno, è stato proposto un cambiamento nel modo in cui potrà in futuro essere inteso lo GNOME Desktop. I dettagli li trovate qui (e se non capite la differenza rispetto a prima, vuol dire che non conoscete GNOME e dovreste smetterla di dispensare consigli agli altri), i miei commenti... beh, lasciamo stare che è meglio.

Sulla base di ciò, se la nuova proposta va in porto, centinai e centinaia di applicazioni verranno di fatto incluse "ufficialmente" tra le GNOME Apps. Saranno tutte ugualmente valide? Soprattutto, cosa possono fare i rispettivi sviluppatori per migliorarle? Proviamo a rispondere a queste domande con un esempio pratico e sufficientemente dettagliato (e spero utile).

Avrei potuto scegliere come esempio il terribile Gwibber (che ce ne sarebbero di cose da additare), ma visto che sarebbe diventato solo un elenco di lamentele, ho preferito rivolgere l'attenzione a un altro programma, più utile alle nostre italiche genti: Tv-Player.

Per chi non lo avesse mai sentito prima, si tratta di un programma che permette di vedere gli stream offerti dalle televisioni via internet, prima tra tutte mamma Rai, senza passare per il browser e magari plugin di dubbia fama (come quello della Rai basato su silverlight/moonlight).

Funziona? Sì (mamma Rai permettendo). È una GNOME App "well behaving"? Proviamo a vedere.

Prima premessa: tecnicamente, per dichiarazione stessa degli sviluppatori, tv-player NON è un'applicazione GNOME, ma semplicemente GTK+.
Seconda premessa: non andrò ad aprire bug, per il semplice fatto che sono pigro :P
Terza premessa: questo non è un controllo di qualità del codice, ma solo la segnalazione di alcuni "standard" che magari tv-player non rispetta (nella versione che io ho installata, ovviamente)

File .desktop

Partiamo dal file .desktop, che poi è quello che serve per far sapere all'utente che l'applicazione è installata.

OK, lo ammetto, l'ho fatto apposta, solo per mostrare a quanti piccoli dettagli bisogna stare attenti in un file così piccolo:
  • non localizzabile - tramite intltool è possibile contrassegnare alcune chiavi dei file .desktop come traducibili (usando un file .desktop.in da cui poi intltool genera il file .desktop finale), qui si ha un file .desktop fisso nella pietra
  • chiave Version - dovrebbe essere non richiesta dalla specifica freedesktop.org, ma qui è addirittura usata male (non serve a indicare la versione dell'applicazione, ma della specifica per i file .desktop); se avessero verificato con l'utilità a riga di comando desktop-file-validate si sarebbe potuto ovviare questo piccolo problema
  • percorso assoluto per l'eseguibile - il nome dell'eseguibile basta e avanza, inserire il percorso qui impedisce di installare in altri percorsi (mai sentito /usr/local?); ci sono modi per inserire un percorso (con gli autotool, non so come in Python), ma dovrebbe essere gestito nella fase configure+make (confrontare i sorgenti di alcuni moduli ufficiali di GNOME - per ora)
  • icona - quanto fatto da tv-player è ammesso, ma è un modo vecchio, desueto e brutto di gestire l'icona che identifica l'applicativo; il file della icona dovrebbe essere installato nel tema hicolor (/usr/share/icons/hicolor/DIM/apps) e qui si dovrebbe indicare solo la named icon, senza percorso ed estensione, in modo da poter rendere l'icona temizzabile (importante per i temi a contrasto elevato, per esempio)
  • assenza della chiave GenericName e della suggerita X-GNOME-FullName - per informazioni leggere qui; tra l'altro "TV Player" è un nome "generico", sarebbe opportuno trovare un nome figherrimo che permetta una qualche forma di branding, specie nella prospettiva del passaggio a GNOME Shell (ricordo le slide di un talk, forse di MPT, che parlavano anche della scelta del nome, solo che non le ritrovo... lazyweb, un aiuto?)
  • avviso di avvio - mancherebbe anche la chiave StartupNotify, per fare in modo che la forma del cursore cambi, passando alla "clessidra" nel tempo che intercorre dal clic di avvio all'apparizione della finestra, ma in questo caso sarebbe necessario all'applicazione comunicare l'avvenuto caricamento e visualizzazione della finestra stessa.

Icone

Il mantra da seguire, in questo caso è: una brava applicazione non installa icone che non possano essere temizzate, una brava applicazione installa le "sue" icone in un "suo" percorso.

Tranne, come detto prima, l'icona dell'applicazione che dovrebbe essere istallata all'interno del tema hicolor - e men che meno in /usr/share/pixmaps, che deve morire :)

Una buona descrizione di perché e come correggere questo problema può essere trovata presso la pagina del GNOME Goal relativo fatto tempo fa.

Per le altre icone di TV Player solo qualche dubbio e suggerimento:
  • Perché mai installare icone proprie per il volume? Esistono delle named icon apposta nella specifica di freedesktop (le varie audio-volume-*), non sono tra le stock delle GTK+ ma...
  • ...ma, prima o poi le icone stock delle GTK+ andranno a morire, si spera nelle prossime versioni 3.x, per cui tanto vale usare quelle sia per il volume, sia per le altre icone presenti (per cui non gtk-delete, ma edit-delete, per esempio); questo ovviamente farà dipendere l'applicazione da gnome-icon-theme, ma è tutto da guadagnare, in prospettiva per il futuro.
Ah, se proprio volete o dovete inserire una icona "application-specific" (ossia una icona che non è tra quelle presenti in gnome-icon-theme e definita nella specifica indicata poco sopra), il modo "well behaving" di farlo è descritto qui.

Hidden file

Ultima annotazione, per oggi, riguarda un'altra specifica freedesktop e un'altra delle raccomandazioni da seguire per una brava applicazione GNOME: evitare di creare nella HOME degli utenti cartelle o file .$APPLICAZIONE.

Esiste infatti uno standard ben definito e documentato che dice come e dove piazzare i vostri file aggiuntivi per dati, configurazione, cache (e pare altro in futuro).

Le glib (e credo anche i relativi binding in Python) offrono delle comode funzioni per astrarre e gestire il tutto, evitando ogni forma di hardcoding dei percorsi assoluti o relativi. Motivazioni, vantaggi e altre indicazioni possono essere trovate qui, nella pagina wiki del relativo GNOME Goal.

Rispettando questo standard freedesktop è possibile evitare la proliferazione tipo disco di Petri di cartelle .$APPLICAZIONE nella home degli utenti, utilizzando le funzioni messe a disposizione di glib si guadagna la possibilità di rendere facilmente multipiattaforma la propria applicazione (che andrà a creare e controllare file e cartelle, senza preoccuparsi troppo del come, nella posizione giusta). Agli utenti, poi si permetterà di avere la possibilità di eseguire backup facili e non superflui, scegliendo per esempio di ignorare la cartella $HOME/.cache il cui contenuto è per definizione volatile e non fondamentale.

Trucchi, segreti e commenti

Se avete seguito tutti i link proposti prima vi sarete accorti di come anche molte applicazioni al momento ufficiali di GNOME ancora non seguono le indicazioni date. È pur vero che diverse di quelle applicazioni esistono da una decina d'anni, per cui è possibile che si tratti di strascichi ancora da correggere o tagliare via.

TV Player dovrebbe invece essere un'applicazione molto giovane, che avrebbe potuto rispettare sin da subito queste direttive o suggerimenti. Forse l'assenza di un unico punto di raccolta delle informazioni, il dover seguire con perdita di tempo personale diverse discussioni, mailing list, siti, blog, planet e quant'altro in modo da avere una visione d'insieme chiara è l'ostacolo più grande per chi sviluppa applicazioni di "terze parti". Esisterebbero la Integration Guide e la Platform Overview, ma in effetti sono documenti un po' datati; allo stesso modo sul wiki sono magari disponibili notizie più aggiornate, ma senza essere organizzate in un corpus organico.

Come preannunciato dal titolo questa è solo la prima parte, nella prossima (chissà quando mai apparirà, lo sapete che sono pigro e facilmente distraibile, specialmente in questo periodo d'inizio d'estate in cui cominciano a riapparire le te... vabbè, quelle cose lì che creano distrazione, mo' non è necessario specificare cosa sono, no?) andremo a spulciare la UI in cerca non già di un completo re-design (mica mi chiamo MPT, io) ma di altri aspetti e difetti che tolgono punti a questa applicazione.

29 maggio 2010

Dalla padella alla brace

Noi di Repubblica siamo sbarcati con voi su un pianeta nuovo e l'orizzonte è emozionante e infinito. Guardate come sa essere ironica e dispettosa la storia: nel momento in cui in Italia si cerca di imbavagliare l'informazione, il nostro giornale atterra per primo su un pianeta di pochi centimetri quadrati dove la libertà è senza limiti. Repubblica è su iPad, sulla "tavoletta" magica che sarà soltanto la prima creatura fra le molte che seguiranno e imiteranno l'intuizione di Steve Jobs, del nuovo modo di leggere e di essere liberi di informarsi. Come disse Sandro Pertini nelle sue indimenticabili parole al terzo gol dell'Italia mondiale in Spagna: "Adesso non ci prendono più". Ci proveranno, ma sarà sempre più difficile che ci riescano.
From here.

Mi verrebbe da dire "Complimenti a Vittorio Zucconi per non averci capito un ca##o", ma ho firmato un codice di condotta e bla bla bla, per cui, semplicemente, pacatamente, mi limito a puntualizzare che in quel piccolo pianeta ce ne sono tanti, ma tanti, di limiti.

Perché, se veramente pensate di continuare così, non gli serve provare a ingabbiarvi, ci sono già riusciti, non gli serve imbavagliarvi, vi siete già mozzati le ali da soli, miei piccoli uccelli di Hermes.

27 maggio 2010

Dillo con colori tuoi


Exhibit #1 - Schermata ritraente la pagina dei colori scelti come nuova palette per Ubuntu, il PDF originale lo rintracciate passando da qui.


Exhibit #2 - La stessa schermata di sopra, ma corretta (con GIMP) in modo da far usare ai cerchi il colore rispettivamente indicato nella didascalia come HEX.


Exhibit #2 - La stessa schermata di sopra, ma corretta (con GIMP) in modo da far usare ai cerchi il colore rispettivamente indicato nella didascalia tramite i valori CMYK.

Ehmmm... a me qualcosa non torna, ma io di grafica non ci ho mai capito un emerito beeeeeeeeep.

Update 1: il CMYK potrebbe essere rappresentato male su schermo a causa del diverso tipo di rappresentazione, permane comunque la differenza tra 1 e 2.
Update 2: il nuovo sito usa il colore della immagine 2
Update 3: nota personale, mancherebbe l'aubergine, o quello lo può usare solo Canonical e quindi non fa parte del branding?
Update 4: personalmente preferisco l'arancione "sbagliato" dell'immagine 1
Update 5: qualcuno ha un Acrobad Reader con cui provare il PDF?

25 maggio 2010

OMWF

Che ci sia stato il Meeting di Ubuntu-it a Bologna dovrebbe essere cosa nota¹.

Che in quel di Bologna siano successe cose interessanti² poteva essere prevedibile.

Che in questa occasione partecipassi anche io mi sa che forse fino all'ultimo hanno dubitato in parecchi ;)

Che potessi esimersi dall'esplicitare il Luca-pensiero (o l'elle.uca-pensiero? uff, dannata personalità multipla) invece non era contemplabile.

Ebbene Luca (e non elle.uca, badate bene) pensa che siano stati due giorni bellissimi per un semplicissimo fatto: non si era riunito un team, si era riunita una famiglia. Vecchi o nuovi, giovani o adulti, di qua o di là del palco, inattesi o immancabili. E, concedetemelo, non si tratta di codici di condotta, o interessi, o passioni, o livello di nerditudine a fare da collante. Si tratta, semplicemente, che una qualche bizzarria del destino ha riunito di qua e di là dello schermo, a distanza di una manciata di bit, un piccolo serraglio di persone eccezionali.

Per questo, per tutto e per qualcosa in più... grazie, a tutte, a tutti, in attesa che ci sia un'altra occasione e che possa essere come sempre Once More, With Feeling.

[1] sennò, sapevatelo!
[2] ehehehe... eheheheh... non sperate che come cosa interessante intendessi un qualche salto evoluzionario nel corso dei vari progetti che seguiamo, vero?!?!? ma un nome pare resterà inciso nei cuori: roadhouse!

18 maggio 2010

To overlook

Overlook O`ver*look", v. t. [imp. & p. p. Overlooked; p. pr.
& vb. n. Overlooking.]
1. To look down upon from a place that is over or above; to look over or view from a higher position; to be situated above, so as to command a view of; as, to overlook a valley from a hill; a hotel room that overlooks the marketplace. "The pile o'erlooked the town." --Dryden.
[1913 Webster +PJC]
Riassumendo:
  • I designer e gli sviluppatori di Canonical/Ubuntu¹ vogliono introdurre per la 10.10 la global menu bar, per lo meno nella edizione netbook
  • I designer e gli sviluppatori di Canonical/Ubuntu vogliono introdurre una barra di stato che appaia secondo necessità, a la Chrome/Chromium
  • Gli sviluppatori di Canonical/Ubuntu2 per fare tutto ciò dovranno in primis applicare le modifiche necessarie ai programmi basati su GTK+ (visto che hanno scelto GNOME come ambiente grafico) e poi estendere il tutto anche a progetti che assomigliano ad applicazioni GTK+, ma che in realtà non lo sono (Firefox, OpenOffice.org, ...)
  • Diversi progetti chiave di Ubuntu stanno usando WebKitGtk
Guardando oltre:
  • Epiphany è un browser che usa WebKitGtk;
  • Epiphany è un browser basato su GTK+;
  • Epiphany si è appena dotato di una barra di stato a comparsa³.
Lamentandosi un po':
  • ma, nel caso, è proprio necessario ricorrere a progetti "estranei" come Chromium quando si ha un Epiphany per le mani?!?!
  • ma non potrebbero sviluppare una estensione per Epiphany (ora scrivibili nel salvifico JavaScript) che salvi cronologia e segnalibri via UbuntOne?!?!?
  • scu-scusa ma... tu suoni?!?
[1] non chiedetemi di distinguere tra i due, per stabilire chi ha voluto cosa
[2] perché quando il lavoro si fa duro, i designer vanno a fare mockup
[3] leggere bene cosa dice nel commit e guardare la mole di lavoro necessaria ad applicare la barra di stato a comparsa per 1 solo modulo

11 maggio 2010

È tempo di andar (in edicola)

Ci sono cose che voi umani non potete immaginare. Poi ci sono cose che voi umani non potete vedere. Infine ci sono cose che voi umani non avreste mai potuto immaginare, ma potreste tranquillamente vedere.

Un paio? OK, giusto due.

La prima è vedere il vostro sottoscritto affezionatissimo entrare in una edicola e chiedere il settimanale "Grazia" per uso personale e consultare l'indice non appena allontanatosi di 2 metri dalla edicola stessa (se per caso passate da queste parti e volete assistere sarò ben lieto di farmi anche fotografare).

La seconda è vedere un articolo¹ su Ubuntu 10.04 all'interno del prossimo numero della sunnominata rivista (in edicola a partire da martedì 11 maggio). Sì, Grazia, quella che voi maschietti non avreste toccato neanche con la canna da pesca, e vi limitavate a buttare l'occhio sulla cover girl di turno. La faccia e le parole² sono quelle del nostro adorabile "nuovo acquisto", Silvia Bindelli: va bene, dai, usa Kubuntu e l'apprezza anche, ma in fondo nessuno è perfetto, no? :P

Ovviamente valgono le due seguenti raccomandazioni:
  1. mi raccomando, non fate i soliti nerd seguaci di Saint Ignucius
  2. mi raccomando, non fatelo sapere a quelli di Fedora
[1] OK, OK, magari è solo un trafiletto, ma dal punto di vista massmediatico ed emozionale è un articolo a due colonne tagli alto
[2] oh, ne ha molte di più di quelle che leggerete, statene certi, ma l'entropia non perdona e lo spazio libero inizia a scarseggiare