Tempi duri per chi, come me, se ne sta ancora aggrappato come un'attinia al suo vecchio, caro monitor CRT.
Anche escludendo i problemi personali -- personali nel senso che il mio monitor CRT da 17 pollici da un po' di tempo sta sfocando due terzi di schermo a partire dal centro, cosa non molto bella alla vista (nel senso dei pochi decimi che ormai sono rimasti) e che genera un bel po' di casini quando disegno icone non HighContrast per GNOME... quasi quasi faccio come Leah Culver... Chi è Leah Culver? Una ragazza che aveva bisogno di comprare un nuovo portatile, anzi per precisione un MacBook, ma che come il sottoscritto non aveva sufficienti dindi: invece di rinunciare, come il sottoscritto ha rinunciato al portatile e rinuncerà per un bel pezzo al monitor, ha organizzato una "raccolta fondi" vendendo spazi pubblicitari sul coperchio del suo futuro portatile. Magari dovrei farmi sponsorizzare la traduzione di GNOME... -- dicevo, escludendo i summenzionati problemi personali, nel prossimo futuro potrebbe essere opportuno fare un pensierio a schermoni dalla risoluzione esagerata per vantarsi con gli amici.
Dopo infatti il rumor sulle icone a 512x512 pixel nel futuro MacOS X Leopard, dopo l'uso di icone a 128x128 pixel in Oxygen, ecco che la moda dell'alta risoluzione sbarca in Tango. Il nostro benamato mastro pittore Jimmac ha recentemente espresso un suo parere sulla questione, ossia che non è affatto contrario all'introduzione nelle linee guida di Tango di una ulteriore opzionale misura: Really Large(TM)
Per provare il tutto, ha appena messo su flickr un po' di prove:
Da tenere presente che le icone originali sono in SVG, pronte quindi ad essere scalate senza problemi di sorta.
Si tratta per il momento di prove, un interessante esperimento che credo Jakub rimuginasse da un po'. Oddio, personalmente non trovo affatto brutte le icone in stile Tango quando sono scalate a più di 64 pixel: i bordi e le linee che diventano sempre più grandi e sempre più fumettosi all'aumentare della dimensione, mi sono particolarmente simpatici. Anzi, visto che un'icona è una rappresentazione iconica, per l'appunto, di un oggetto reale, meno dettagli ci sono, meglio è (nel senso che più dettagli metto nell'icona di una stampante più l'icona rappresenta una particolare stampante, meno l'icona è rappresentativa per tutte le altre stampanti).
D'altro canto non tutti i dettagli vengono per nuocere, Jakub non è certo un novellino e i display ad alta risoluzione prima o poi saranno una realtà da affrontare... e pensare che il mio monitor fatica a farmi vedere ben benino le icone a 48 pixel :-((
PS felipe, la questione è un po' articolata, spero di completare quanto prima un post sull'argomento.
PPS ovviamente dimenticavo una prova pratica di uso reale delle icone hi-res
... convinto com'ero di essere stato per tutta la vita invece che intero, parzialmente scremato ...
30 dicembre 2006
18 dicembre 2006
Questo post verrà pubblicato in forma ridotta...
... per venire incontro alle vostre limitate capacità mentali¹
Mi domandavo, dopo il recente sciopero dei giornalisti (quello in cui i servizi erano senza nome per protestare contro il fatto che i servizi stessi li realizzano giovani giornalisti poco stipendiati e li firmano vecchi giornalisti poco propensi a lasciare il posto, se non ho capito male) e il nuovo sciopero di oggi (quello in cui i telegiornali vanno in onda in forma ridotta per protestare contro gli editori che vogliono mettere flessibilità in ogni dove):
1. vecchia battuta di Daniele Luttazzi.
2. nel senso che qui in "datore di lavoro" è il giovane...
3. ovviamente con tutto l'affetto che posso avere nei confronti dei giovani a cui viene rubato il lavoro e nei confronti di lavoratori costretti a lavorare in precariato, prima che mi si accusi di chissà quale nefandezza verbale
Mi domandavo, dopo il recente sciopero dei giornalisti (quello in cui i servizi erano senza nome per protestare contro il fatto che i servizi stessi li realizzano giovani giornalisti poco stipendiati e li firmano vecchi giornalisti poco propensi a lasciare il posto, se non ho capito male) e il nuovo sciopero di oggi (quello in cui i telegiornali vanno in onda in forma ridotta per protestare contro gli editori che vogliono mettere flessibilità in ogni dove):
- è lo stesso sciopero? o sono due scioperi uno dopo l'altro con motivazioni simili a diverse?
- si sono accorti i giornalisti che protestavano ieri per i giovani non pagati a lavorare e i vecchi foraggiati in panciolle che la stessa cosa accade anche in: ospedali, università, centri di ricerca, studi di avvocati, studi di notai, enti privati, enti pubblici e financo al parlamento (e sicuramente dimentico qualcosa)?
- si sono accorti i giornalisti che protestano oggi per l'aumento indiscriminato della flessibilità che la stessa cosa accade in %(lista_precedente), fabbriche, officine, call center e tanti, tanti altri posti?
- a me, cosa ca##o me ne frega di avere in futuro giornali, notiziari e telegiornali peggiori per colpa dei vecchi in panciolle che rubano in lavoro² ai giovani e degli editori che tengono tutti flessibili se ho già adesso ospedali, scuole, università, centri di ricerca, studi professionali, fabbriche, officine, call center, catene di informatica, catene di elettrodomestici, catene di bricolage e financo il parlamento nelle stesse condizioni?³
1. vecchia battuta di Daniele Luttazzi.
2. nel senso che qui in "datore di lavoro" è il giovane...
3. ovviamente con tutto l'affetto che posso avere nei confronti dei giovani a cui viene rubato il lavoro e nei confronti di lavoratori costretti a lavorare in precariato, prima che mi si accusi di chissà quale nefandezza verbale
14 dicembre 2006
And the winner is...
Lo ammetto: usare software dal cvs sarà anche figo, ma ti toglie tutto il gusto del passaggio in blocco da una versione all'altra, con le migliorie tutte assieme, tutte in una volta.
Se poi ci aggiungiamo che il nostro software preferito è rilasciato una volta ogni sei mesi con cambiamenti incrementali invece che ogni 2 o 3 anni con modifiche rivoluzionarie tenute più o meno segrete, allora anche il povero utente medio si unisce al coro gridando: «Ma qui non cambia mai niente!!»
«E invece no», come direbbe Lucarelli in BluNotte. Tutto cambia, in caso contrario appassisce e muore (citazione più o meno volontario da qualche vecchio albo degli X-Men).
Prendiamo ad esempio il file manager Nautilus. La versione di sviluppo parrebbe identica alla versione stabile. Anche il sito appena linkato è fermo ai tempi della versione 2.12. Peccato che in queste ultime 3 settimane (ossia dall'apertura del ramo di sviluppo) ci sono stati i seguenti cambiamenti:
Allora vi aggiungo un po' di pettegolezzi: nessuno di questi cambiamenti è stato direttamente implementato da Alexander "Capitano, mio capitano" Larsson (leader del progetto) il quale ha pubblicamente dichiarato che non si dedicherà a Nautilus perché impegnato nella riscrittura dello GNOME Virtual File System, spostando il tutto in glib ed eliminando i vari problemi di vecchiaia e implementazione; inoltre la metà dei cambiamenti viene dal lavoro di Gene Z. Ragan, ex sviluppatore Eazel che appunto nelle due ultime settimane, dopo aver lasciato Apple e per provare qualcosa di nuovo in Dreamworks[1], ha ripreso a scrivere codice per Nautilus. A un ritmo direi impressionante, specie considerando i cambiamenti avvenuti dopo il fallimento di Eazel al codice di Nautilus. Il tempo di tornare in carreggiata e credo proprio che la versione 2.20 sarà spettacolare.
Un altro aggiornamento che spero sia gradito (visto che sto contribuendo anche io) riguarda Epiphany: nuove icone "temabili" in stile Tango. Cosa vuol dire? Che la vostra barra degli strumenti passa da così:
a così:
e che sarà possibile cambiarle nei temi delle icone, basta usare i giusti nomi.
[1] lo sapete, vero che in Dreamworks usano GNOME?
Se poi ci aggiungiamo che il nostro software preferito è rilasciato una volta ogni sei mesi con cambiamenti incrementali invece che ogni 2 o 3 anni con modifiche rivoluzionarie tenute più o meno segrete, allora anche il povero utente medio si unisce al coro gridando: «Ma qui non cambia mai niente!!»
«E invece no», come direbbe Lucarelli in BluNotte. Tutto cambia, in caso contrario appassisce e muore (citazione più o meno volontario da qualche vecchio albo degli X-Men).
Prendiamo ad esempio il file manager Nautilus. La versione di sviluppo parrebbe identica alla versione stabile. Anche il sito appena linkato è fermo ai tempi della versione 2.12. Peccato che in queste ultime 3 settimane (ossia dall'apertura del ramo di sviluppo) ci sono stati i seguenti cambiamenti:
- nuova icona disegnata seguendo lo stile Tango (OK, non è 'sto gran cambiamento, ma fa molto figo, specie rispetto alla vecchia icona)
- uso diretto di Cairo per disegnare i bordi arrotondati nelle etichette delle icone selezionate (che ci crediate o no, fino ad ora l'effetto era realizzato usando un file di immagine PNG con cui creare una maschera)
- rimozione dei metadati di un file (simboli, posizione, ingrandimento dell'icona) quando lo stesso è rimosso esternamente (per esempio con rm)
- "inseguimento" della selezione quando si cambia tipo di ordinamento (attualmente se seleziono un file e poi cambio criterio di ordinamento, il file potrebbe scomparire nella parte non visibile della vista)
- "congelamento" della vista a icone durante il cambio di nome di un file (in pratica non viene aggiornata così da evitare problemi analoghi a quello del punto precedente)
- gestione della scroll well del mouse durante il "rubberbanding" (in italiano: mentre si selezionano file nella vista a icone trascinando il mouse e creando il rettangolo semitrasparente di selezione, è possibile fermare il trascinamento mantenendo premuto il tasto del mouse e continuare la selezione facendo ruotare la rotellina di scorriemento... più facile a farsi che a dirsi....)
- limite a 16 caratteri del pulsante menù di posizione (quello in basso a sinista nelle finestre spaziali)
- nuova infrastruttura di registrazione degli eventi del file manager (niente che serva all'utente, utile invece per gli sviluppatori per capire dove e come eventualmente il programma va in crash)
Allora vi aggiungo un po' di pettegolezzi: nessuno di questi cambiamenti è stato direttamente implementato da Alexander "Capitano, mio capitano" Larsson (leader del progetto) il quale ha pubblicamente dichiarato che non si dedicherà a Nautilus perché impegnato nella riscrittura dello GNOME Virtual File System, spostando il tutto in glib ed eliminando i vari problemi di vecchiaia e implementazione; inoltre la metà dei cambiamenti viene dal lavoro di Gene Z. Ragan, ex sviluppatore Eazel che appunto nelle due ultime settimane, dopo aver lasciato Apple e per provare qualcosa di nuovo in Dreamworks[1], ha ripreso a scrivere codice per Nautilus. A un ritmo direi impressionante, specie considerando i cambiamenti avvenuti dopo il fallimento di Eazel al codice di Nautilus. Il tempo di tornare in carreggiata e credo proprio che la versione 2.20 sarà spettacolare.
Un altro aggiornamento che spero sia gradito (visto che sto contribuendo anche io) riguarda Epiphany: nuove icone "temabili" in stile Tango. Cosa vuol dire? Che la vostra barra degli strumenti passa da così:
a così:
e che sarà possibile cambiarle nei temi delle icone, basta usare i giusti nomi.[1] lo sapete, vero che in Dreamworks usano GNOME?
27 novembre 2006
In ritardo come sempre
Forse sono io che ho capito male, ma dei giovani adolescenti con alle spalle i problemi non tipici dell'età picchiano un coetaneo disabile, "pronunciando frasi denigratorie nei confronti dei down" e la procura inquisisce Google Italia srl per diffamazione? Anzi la finanza (???) ne perquisisce la sede.
Non avrebbero piuttosto dovuto inquisire i ragazzi (ed eventualmente i loro genitori) e perquisire le loro case?
Cioè, se io sono una testa di cazzo e picchio il mio povero cane scattando foto e metto queste foto su flickr, la colpa è di Yahoo! Italia? Magari era nelle condizioni di uso del servizio e non me ne sono accorto, debbo controllare.
Non riesco a capire poi perché dover regolamentare la rete per evitare che tali situazioni si ripetano in futuro. Saranno gli anni passati a dimostrare teoremi matematici, ma ammettiamo che il video non fosse stato reso pubblico su Google Video, nessuno lo avrebbe visto, nessuno si sarebbe indignato (pochi, in verità, se come sembra era tra i più votati nella sezione divertenti), nessuno avrebbe indagato. La conclusione è ovvia. Meno male che c'era google video e che gli adolescenti non erano poi così furbi come pensavano.
Dunque, questa storia ci ha insegnato che:
Non avrebbero piuttosto dovuto inquisire i ragazzi (ed eventualmente i loro genitori) e perquisire le loro case?
Cioè, se io sono una testa di cazzo e picchio il mio povero cane scattando foto e metto queste foto su flickr, la colpa è di Yahoo! Italia? Magari era nelle condizioni di uso del servizio e non me ne sono accorto, debbo controllare.
Non riesco a capire poi perché dover regolamentare la rete per evitare che tali situazioni si ripetano in futuro. Saranno gli anni passati a dimostrare teoremi matematici, ma ammettiamo che il video non fosse stato reso pubblico su Google Video, nessuno lo avrebbe visto, nessuno si sarebbe indignato (pochi, in verità, se come sembra era tra i più votati nella sezione divertenti), nessuno avrebbe indagato. La conclusione è ovvia. Meno male che c'era google video e che gli adolescenti non erano poi così furbi come pensavano.
Dunque, questa storia ci ha insegnato che:
- se picchi qualcuno e ne fai riprese, non metterle su Internet, per lo meno non dove siano accessibili a tutti
- se picchi qualcuno e ti riprendono, spera che le immagini non finiscano su Internet
- se sei il garante della privacy, fatti i privacy tuoi che a interpretare i risultati di una ricerca ci penso da me
- se sei la procura della repubblica (ma anche il legislatore) forse il gerovital non è più sufficiente e si dovrebbero rinnovare e ringiovanire le risorse umane
13 novembre 2006
Vicoli ciechi
Lo hanno fatto davvero.
D'altro canto come fare per continuare ad essere uno standard?

Update: sarebbe interessante sapere cosa pensa adesso il buon RMS di Java e di Sun. Oh, ma guarda, qui c'è un video...
Update2: per leggere cosa ne pensava RMS, leggere qui.
D'altro canto come fare per continuare ad essere uno standard?
Update: sarebbe interessante sapere cosa pensa adesso il buon RMS di Java e di Sun. Oh, ma guarda, qui c'è un video...
Update2: per leggere cosa ne pensava RMS, leggere qui.
Dubbi e scuse
Quando uno arriva ad esternare in modo così plateale dubbi e scuse di solito c'è qualche inghippo sotto. Per lo meno io non dovrò mai scusarmi di essere appartenuto, che so, alla P2 o alla repubblica di Salò.
Mettiamo il caso che il baldo giovanotto abbia voglia di ascoltare tale musica con il suo "walkman" di nuova generazione, ossia un lettore di MP3/WMA (e purtroppo non OGG) portatile.
Considerato che attaccare un cavo pinjack-maschio <-> pinjack-maschio tra l'uscita di un lettore di musicassete e l'ingresso audio della omonima scheda del computer, registrare da qui un file WAVE di dimensioni bibliche da dividere e ricodificare in diversi file MP3, uno per canzone, è impresa noiosa e che di certo introdurrebbe rumore, se il baldo giovane si scarica da Internet l'album in questione, incorre in sanzioni penali? Insomma, ha già pagato quella musica, sta solo trovando la strada più breve per sorpassare una gap tecnologico.
PS l'album in questione è Flexable di Steve Vai
PPS visto che iTMS (iTunes Music Store) ti fa ripagare le canzoni se le hai scaricate prima come singolo e poi decidi di acquistare l'intero album, mi sa che la risposta al mio dubbio, dal punto di vista delle case discografiche è no
PPPS forse dovrei chiedere direttevamente a Steve se per lui è OK.
Dubbi
Ammettiamo che un baldo giovanotto abbia una discreta raccolta di musica nell'obsoleto formato "musicassetta a nastro magnetico". Musica che ha acquistato legalmente legalmente quando ancora non possedeva un lettore di CD e andava in giro con un walkman (eh, lo , so, sono abbastanza vecchio ormai).Mettiamo il caso che il baldo giovanotto abbia voglia di ascoltare tale musica con il suo "walkman" di nuova generazione, ossia un lettore di MP3/WMA (e purtroppo non OGG) portatile.
Considerato che attaccare un cavo pinjack-maschio <-> pinjack-maschio tra l'uscita di un lettore di musicassete e l'ingresso audio della omonima scheda del computer, registrare da qui un file WAVE di dimensioni bibliche da dividere e ricodificare in diversi file MP3, uno per canzone, è impresa noiosa e che di certo introdurrebbe rumore, se il baldo giovane si scarica da Internet l'album in questione, incorre in sanzioni penali? Insomma, ha già pagato quella musica, sta solo trovando la strada più breve per sorpassare una gap tecnologico.
PS l'album in questione è Flexable di Steve Vai
PPS visto che iTMS (iTunes Music Store) ti fa ripagare le canzoni se le hai scaricate prima come singolo e poi decidi di acquistare l'intero album, mi sa che la risposta al mio dubbio, dal punto di vista delle case discografiche è no
PPPS forse dovrei chiedere direttevamente a Steve se per lui è OK.
Scuse
Chiedo ufficialmente scusa ai lettori di Planet GNOME Italia e Planet Ubuntu Italia per il riapparire dei miei vecchi post nei feed. Non so perché stia accadendo, l'unica cosa che posso aver fatto è aver aggiunto etichette ai vecchi post, quelli prima del passaggio a blogger beta.11 novembre 2006
Quei venerdì da disegnatori
A quanto pare l'iniziativa Tango Friday sta riscuotendo un discreto successo. 
Debbo ammettere che i vari contributori che nei due precedenti venerdì hanno trovato tempo e ispirazione per disegnare icone rispettando le linee guida di Tango per quelle svariate applicazioni che ne erano ancora prive, debbo ammettere, dicevo, che hanno fatto un gran bel lavoro. L'anteprima di tutte le icone la trovate a collegamento nel paragrafo precedente.
Particolarmente "sexy" è l'icona che tale ulisse sta disegnando per il caro vecchio file manager Nautilus. Era da lustri che speravo in qualcuno che sappesse maneggiare così bene le spirali in un programma di grafica. Ed ora un po' di domande e risposte.
La finalità del progetto Tango è quella di fornire delle risorse per la grafica di un programma che va a inseririsi in un ambiente desktop. Poiché di ambienti desktop ce ne sono svariati (Windows XP, Aqua di MacOS, GNOME, KDE, XFCE...), i promotori del progetto Tango hanno giustamente pensato di fornire una tavolozza e delle linee guida per il disegno di icone che potessero adattarsi decentemente senza stonare in tutti i vari ambienti.
Un esempio? Date un'occhiata a questa schermata del caro vecchio GIMP nella versione di sviluppo (futura 2.4) con le nuove icone in stile Tango inserito in un ambiente Windows XP.
Il Tango Friday è, se vogliamo, una trovata quasi di marketing per spingere più persone a disegnare qualcosa di buono e per finalizzare i loro sforzi (se l'icona me la disegno e poi il programma non l'accetta è una bella perdita di tempo).
Ovviamente se siete in tali condizioni, tenete anche presente che c'è da completare il tema di icone predefinito di GNOME.
Oh, non dimenticate che, sebbene i file SVG ben si prestano al copia e incolla, le icone di Tango (quelle che fanno parte del pacchetto tango-icon-theme) sono rilasciate sotto licenza Creative Common e che quindi non è possibile prendere pezzi di quelle icone, riportarle in una nuova icona e rilasciare la nuova icona sotto licenza GLP.

Debbo ammettere che i vari contributori che nei due precedenti venerdì hanno trovato tempo e ispirazione per disegnare icone rispettando le linee guida di Tango per quelle svariate applicazioni che ne erano ancora prive, debbo ammettere, dicevo, che hanno fatto un gran bel lavoro. L'anteprima di tutte le icone la trovate a collegamento nel paragrafo precedente.
Particolarmente "sexy" è l'icona che tale ulisse sta disegnando per il caro vecchio file manager Nautilus. Era da lustri che speravo in qualcuno che sappesse maneggiare così bene le spirali in un programma di grafica. Ed ora un po' di domande e risposte.
Cosa è Tango Friday?
Niente più e niente meno di un "raduno" su IRC, canale #tango su irc.freenode.net, ogni venerdì del mese, in cui varie persone intorno al mondo discutono e propongono nuove icone per varie applicazioni OS/SL (sì, indipendentemente dall'ambiente grafico, tant'è che c'è anche una icona proposta per VIM), icone che, una volta completato il set (SVG più PNG a 16, 22 e 32 pixel) viene proposto per l'inclusione nella relativa applicazione.Ma perché lo fanno?
Ovvio, per la world domination
La finalità del progetto Tango è quella di fornire delle risorse per la grafica di un programma che va a inseririsi in un ambiente desktop. Poiché di ambienti desktop ce ne sono svariati (Windows XP, Aqua di MacOS, GNOME, KDE, XFCE...), i promotori del progetto Tango hanno giustamente pensato di fornire una tavolozza e delle linee guida per il disegno di icone che potessero adattarsi decentemente senza stonare in tutti i vari ambienti.Un esempio? Date un'occhiata a questa schermata del caro vecchio GIMP nella versione di sviluppo (futura 2.4) con le nuove icone in stile Tango inserito in un ambiente Windows XP.
Il Tango Friday è, se vogliamo, una trovata quasi di marketing per spingere più persone a disegnare qualcosa di buono e per finalizzare i loro sforzi (se l'icona me la disegno e poi il programma non l'accetta è una bella perdita di tempo).
Anch'io, anch'io!
Se vi sentiti bravi nel disegno computerizzato e sapete usare GIMP e Inkscape, allora leggetevi ben benino le linee guida di Tango (magari date anche visione ai due video di Jimmac - sempre nella pagine delle linee guida di Tango) e cominciate a disegnare.Ovviamente se siete in tali condizioni, tenete anche presente che c'è da completare il tema di icone predefinito di GNOME.
Oh, non dimenticate che, sebbene i file SVG ben si prestano al copia e incolla, le icone di Tango (quelle che fanno parte del pacchetto tango-icon-theme) sono rilasciate sotto licenza Creative Common e che quindi non è possibile prendere pezzi di quelle icone, riportarle in una nuova icona e rilasciare la nuova icona sotto licenza GLP.
8 novembre 2006
Guide per la traduzione italiana di GNOME
Grazie ad un nuovo utilissimo tool distribuito con gnome-doc-utils, ho messo online in formato navigabile via browser la guida "Gestione pratica della traduzioni" (assolutamente incompleta e da considerare solo una bozza, sebbene le informazioni attualmente contenute siano corrette) e le care vecchie "Linee guida per la traduzione di GNOME" (anche queste sarebbero da aggiornare).
Nei prossimi giorni aggiornerò la pagina principale del mio spazio web, da cui ricordo potete scaricare il pacchetto tgz con le guide di cui sopra in formato installabile e visualizzabile in Yelp, mettendo lì i relativi collegamenti e ricreando anche la guida per l'accessibilità e quella per l'amministrazione di sistema con gnome-doc-utils.
Felice lettura.
Aggiornamento: guide di GNOME ricreate e upload-ate. Se le avevate nei segnalibri, è cambiato il nome del file, per cui ripartite dalla home del mio spazio web.
Nei prossimi giorni aggiornerò la pagina principale del mio spazio web, da cui ricordo potete scaricare il pacchetto tgz con le guide di cui sopra in formato installabile e visualizzabile in Yelp, mettendo lì i relativi collegamenti e ricreando anche la guida per l'accessibilità e quella per l'amministrazione di sistema con gnome-doc-utils.
Felice lettura.
Aggiornamento: guide di GNOME ricreate e upload-ate. Se le avevate nei segnalibri, è cambiato il nome del file, per cui ripartite dalla home del mio spazio web.
6 novembre 2006
Swappature
La serie di problemi di Edgy Eft sembra veramente non finire. Non so se una reinstallazione da zero funziona in modo ineccepibile, ma avendo effettuato il dist-upgrade ai tempi della RC1 mi porto ancora appresso una serie di problemimi :-(
L'ultimo appena scoperto è relativo allo spazio di swap non mantenuto nel passaggio da Dapper.
Il problema principale sta nel fatto che passando da Dapper a Edgy Eft, nel caro vecchio file /etc/fstab i device non sono più elencati con il percorso del device stesso (p.e. /dev/hdaX) ma da un UUID. Nel passaggio, inoltre, la riga relativa alla partizione di swap è scomparsa.
Sì. lo so aggiungere una partizione di swap è semplice. Basta aggiungere la riga:
Visto che sono buono, ecco a voi la procedura per controllare ed eventualmente correggere il funzionamento della partizione di swap su Edgy (tratta dal relativo bug su Malone). Ovviamente il presupposto è che la partizione di swap sia stata creata e formattata in una precedente installazione. E che in caso di errori e cancellazioni di dati non va la veniate a prendere con me.
Ovviamente tutta questa procedura è necessaria per avere lo stesso UUID nei file /etc/fstab e /etc/initramfs-tools/conf.d/resume per cui ad ogni successiva modifica dello swap, bisogna controllare che i due siano in sincro, pena malfunzionamenti nell'uso dello spazio di swap e nella sospensione ACPI del sistema.
Update: mi si chiede il formato del file /etc/initramfs-tools/conf.d/resume. Il mio è, su un'unica riga,
In quanto al funzionamento del resume, non ho provato, però per esprerienza ho visto che se i due file non fanno riferimento allo stesso UUID (o uno fa riferimento all'UUID e l'altro al device), allora lo spazio di swap non viene attivato. Forse in tal caso il resume non funzionerebbe. Non escludo però che anche l'opzione "resume=" nel file /boot/grub/menu.lst debba usare l'UUID.
L'ultimo appena scoperto è relativo allo spazio di swap non mantenuto nel passaggio da Dapper.
Il problema principale sta nel fatto che passando da Dapper a Edgy Eft, nel caro vecchio file /etc/fstab i device non sono più elencati con il percorso del device stesso (p.e. /dev/hdaX) ma da un UUID. Nel passaggio, inoltre, la riga relativa alla partizione di swap è scomparsa.
Sì. lo so aggiungere una partizione di swap è semplice. Basta aggiungere la riga:
/dev/hdaX none swap sw 0 0ed eseguire `sudo swapon -a`. Peccato però che la cosa non funziona in Edgy, proprio a causa di quel UUID prima nominato.
Visto che sono buono, ecco a voi la procedura per controllare ed eventualmente correggere il funzionamento della partizione di swap su Edgy (tratta dal relativo bug su Malone). Ovviamente il presupposto è che la partizione di swap sia stata creata e formattata in una precedente installazione. E che in caso di errori e cancellazioni di dati non va la veniate a prendere con me.
- Controllare se la partizione di swap è attiva - eseguite il comando `swapon -s`. In questo modo vengono elencati i file e le partizioni di swap. Se non restituisce alcun output, allora non c'è alcuna partizione di swap attivata.
- Controllare la disponibilità di una partizione di swap - nel Terminale di prima, eseguire `sudo fdisk -l' per elencare i dischi e le partizioni. Nella colonna System dei Dispositivi, in uno ci dovrebbe essere scritto "Linux swap / Solaris". Il dispositivo in quella riga è la vostra partizione di swap.
- Esecuzione di mkswap - sempre nel terminale, eseguire il comando `sudo mkswap -c /dev/XXXX` con XXXX nome della partizione determianto al punto 2. Attenzione all'output restituito dal programma, in esso c'è l'UUID da usare nei passi successivi.
- Modifica di /etc/fstab - aprire /etc/fstab con un editor di testo e aggiungere la riga di cui parlavo prima, con la differenza che al posto del classico /dev/XXXX dovete mettere "UUID=
" dove è l'UUID del device di swap restituito dal comando mkswap. Il numerello è bello lunghetto, per cui vi consiglio il copia-e-incolla e parecchia attenzione. Salvate e chiudete- - Modifica di initramfs - Come al punto precedente, aprite in un editor di testo il file /etc/initramfs-tools/conf.d/resume e sostituite l'UUID che dovrebbe esserci già con l'UUID ricavato al un punto 3 e usato al punto 4. Di nuovo attenzione e di nuovo salvate e chiudete. Ah, questo file serve per determinare il dispositivo di resume per il suspend-on-RAM/disk
- Esecuzione di update-initramfs - eseguire `update-initramfs -u` per rendere effettivi i cambiamenti del punto predecente.
- Riavvio del sistema - Avando modificato initramfs. è necessario riavviare (credo per applicare le modifiche). Se volete solo usare la swap, allora uno `sudo swapon -a` potrebbe bastare.
Ovviamente tutta questa procedura è necessaria per avere lo stesso UUID nei file /etc/fstab e /etc/initramfs-tools/conf.d/resume per cui ad ogni successiva modifica dello swap, bisogna controllare che i due siano in sincro, pena malfunzionamenti nell'uso dello spazio di swap e nella sospensione ACPI del sistema.
Update: mi si chiede il formato del file /etc/initramfs-tools/conf.d/resume. Il mio è, su un'unica riga,
RESUME=UUID=88ddb5c8-4e84-4580-9cc9-86cf59f58c5bOssia, come per /etc/fstab invece del percorso al device, UUID= seguito dal numero univoco del device.
In quanto al funzionamento del resume, non ho provato, però per esprerienza ho visto che se i due file non fanno riferimento allo stesso UUID (o uno fa riferimento all'UUID e l'altro al device), allora lo spazio di swap non viene attivato. Forse in tal caso il resume non funzionerebbe. Non escludo però che anche l'opzione "resume=" nel file /boot/grub/menu.lst debba usare l'UUID.
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