... convinto com'ero di essere stato per tutta la vita invece che intero, parzialmente scremato ...
17 gennaio 2006
14 gennaio 2006
Aggiornamenti
Un post "di servizio" per elencare un po' di cambiamenti verificatisi in questi giorni. Visto che la vita reale è stata avida di sorprese....
- Mi hanno concesso l'accesso in scrittura a cvs.gnome.org :-) Al momento non l'ho ancora sfruttato, ma aspettatevi un per po' di commit di traduzioni nei prossimi giorni.
- Sono sulla via per scoprire Il Segreto di Monkey Island - ho cough*recuperato*cough da un vecchio scatolone la copia cough*originale*cough del primo episodio di Monkey Island. Strepitoso. Ovviamente grazie scummvm
- A proposito, visto che la LucasArt pare non avere più in catalogo i giochi, qualcuno ha SMI3/4 in qualche proprio... scatolone?
- tornando a GNOME, se qualcuno dei lettori di planet.ubuntu.it sta usando i repository di Drapper Drake, è molto probabile che le applicazioni di GNOME inizino a crashare in modo furibondo. OK, non è una cosa bella, ma è una cosa utile. A partire dal primo gennaio 2006 e fino all'uscita della release stabile 2.14, è stato fatto in modo che i programmi di GNOME vadano in crash quando viene emesso un errore di tipo g_critical: ossia un messaggio di errore che non si dovrebbe verificare e che è indice di un problema nel codice. Errori che altrimenti sarebbero finiti senza visibilità in .xsession-errors. La cosa è fastidiosa, specie se si tende ad usare le versioni di sviluppo nel lavoro di tutti i giorni, ma sono versioni di sviluppo! Se incappate in qualche strano crash, consiglio di installare bug-buddy, scegliere "Informa gli sviluppatori" nella finestra di errore "L'applicazione tizio è uscita inaspettatamente", fare clic sul pulsante "Mostra dettagli di debug" in bug buddy e vedere se nel backtrace è presente "log-level=G_LOG_LEVEL_CRITICAL"... e non dimenticarsi di proseguire con il rapporto di bug ;-)
- Ovviamente GNOME 2.13 non è solo problemi :-) Ci sono moltissimi miglioramenti in quasi tutti i moduli senza considerare la velocizzazione del login: sulla mia installazione non ottimizzata, piena di simboli per il debug e sotto /opt/gnome2 con una grossa porzione di librerie da ricaricare, GNOME HEAD parte a freddo in 8 secondi (media, con varianza di 1 secondo) e circa la metà a caldo. E pensare che il mio è un Athlon 1200 con 256 MB di RAM.
9 gennaio 2006
Come è dura essere un Linux guru ai giorni d'oggi...
Questo è un post nostalgico. Se siete atterrati su GNU/Linux solo negli ultimi 2 anni non lo potrete capire.
Qualche anno fa mi trovai ad entrare in un laboratorio "privato" del dipartimento di informatica della mia università. Uno di quei laboratori accessibili solo a docenti, dottorandi, assistenti e tesisti. Ero lì che accompagnavo una delle mie ex amanti[1] in cerca di un docente per delle questioni sue.
Appena accanto all'entrato c'era un computer con un assistente (credo) e una tesista (credo, di nuovo) che stavano facendo un qualche tipo di ricerca sulla rete. Sul computer era installata una SuSE con KDE2. Nel tempo della mia attesa gli si manifestò la necessità di salvare alcune cose su floppy; inserito il supporto nell'unità si trovarono davanti un sistema sordo e muto alle loro richieste. I doppi clic sull'icona non portavano a nulla.
Come non intervenire? Con educata gentilezza dissi che forse potevo fare qualcosa per loro. Consultai il contenuto di /etc/fstab: la riga relativa al floppy c'era, ma mancava l'opzione users. Provai allora a vedere se magari erano stati installati gli mtools: niente. Con rammarico ed additando l'amministratore di sistema come il responsabile, spiegai i motivi per cui non avrebbero potuto salvare concludendo con "... servirebbe la password di root.".
"Ma io ce l'ho!" rispose l'assistente con gli occhi pieni di gioia. E fu così che il prode Luca salvò i due da terrore, disperazione e morte.
A parte il rendere nota a chicchessia la password di root che mi pare una trovata non proprio intelligentissima, provate un po' a fare i gradassi con nozioni minime (il meccanismo di mount su sistemi UN*X ed il formato del file /etc/fstab) su una disto moderna. Grazie ad HAL le chiavette USB si montano senza problemi, idem per macchine fotografiche e lettori musicali. Con beagle[2] è possibile cercare con facilità all'interno di file di ogni tipo, senza scomodare find e grep. Per non parlare poi dell'installazione di software da repository sconfinati come quelli di Debian.
Un vero guru ora deve come minimo sapere a memoria la guida veloce di Rusty al filtraggio di pacchetti, ma non è una di quelle cose che ti fanno vedere la gioia negli occhi dei non-guru
[1] non leggete il termine in modo peggiorativo. è solo che non ho mai avuto "ragazze" o "fidanzate" ufficiali in vita mia... magari erano fidanzate con altri, ma questa è un'altra storia... :-)
[2] BTW avete dato un'occhiata al mio screencast di beagle+nautilus?
Qualche anno fa mi trovai ad entrare in un laboratorio "privato" del dipartimento di informatica della mia università. Uno di quei laboratori accessibili solo a docenti, dottorandi, assistenti e tesisti. Ero lì che accompagnavo una delle mie ex amanti[1] in cerca di un docente per delle questioni sue.
Appena accanto all'entrato c'era un computer con un assistente (credo) e una tesista (credo, di nuovo) che stavano facendo un qualche tipo di ricerca sulla rete. Sul computer era installata una SuSE con KDE2. Nel tempo della mia attesa gli si manifestò la necessità di salvare alcune cose su floppy; inserito il supporto nell'unità si trovarono davanti un sistema sordo e muto alle loro richieste. I doppi clic sull'icona non portavano a nulla.
Come non intervenire? Con educata gentilezza dissi che forse potevo fare qualcosa per loro. Consultai il contenuto di /etc/fstab: la riga relativa al floppy c'era, ma mancava l'opzione users. Provai allora a vedere se magari erano stati installati gli mtools: niente. Con rammarico ed additando l'amministratore di sistema come il responsabile, spiegai i motivi per cui non avrebbero potuto salvare concludendo con "... servirebbe la password di root.".
"Ma io ce l'ho!" rispose l'assistente con gli occhi pieni di gioia. E fu così che il prode Luca salvò i due da terrore, disperazione e morte.
A parte il rendere nota a chicchessia la password di root che mi pare una trovata non proprio intelligentissima, provate un po' a fare i gradassi con nozioni minime (il meccanismo di mount su sistemi UN*X ed il formato del file /etc/fstab) su una disto moderna. Grazie ad HAL le chiavette USB si montano senza problemi, idem per macchine fotografiche e lettori musicali. Con beagle[2] è possibile cercare con facilità all'interno di file di ogni tipo, senza scomodare find e grep. Per non parlare poi dell'installazione di software da repository sconfinati come quelli di Debian.
Un vero guru ora deve come minimo sapere a memoria la guida veloce di Rusty al filtraggio di pacchetti, ma non è una di quelle cose che ti fanno vedere la gioia negli occhi dei non-guru
[1] non leggete il termine in modo peggiorativo. è solo che non ho mai avuto "ragazze" o "fidanzate" ufficiali in vita mia... magari erano fidanzate con altri, ma questa è un'altra storia... :-)
[2] BTW avete dato un'occhiata al mio screencast di beagle+nautilus?
1 gennaio 2006
Accessibilità del cacchio
OK, pardon per il titolo un po' sbarazzino, ma visto che me ne sto a casa con un gran bel mal di gola a surfare su internet, non sono molto in vena di moderazione.
Allora, la notizia, letta qui su RaiNews24 è la seguente: è stato presentato un prototipo di cellulare per non udenti. Oohhh Uhhh Wow, direte voi. Aspettate, non è ancora il momento. Sì perché la notizia corretta pare essere che la presentazione ha riguardato un software che permette di visualizzare sullo schermo del telefono mobile o del palmare un omino che in "tempo reale" traduce il testo di uno short message in linguaggio dei segni.
Mi domando: le persone sorde sono forse necessariamente anche analfabete? No perché alla ormai famosa pagina 777 di televideo a me pare che si vedano delle parole (dei grafemi, per parlar forbito) e non un omino che si agita.
Stupendo il commento finale: "si tratta di uno strumento tecnologicamente avanzato. Se venisse prodotto e reso disponibile a livello commerciale ci aiuterebbe soprattutto nell'integrazione dei ragazzi sordi frequentanti la scuola e all'università". Mi domando che problemi possa avere con la lettura di grafemi una persona che frequenta l'università. Di certo ne avrà a partecipare alle lezioni, specie se non sa leggere le labbra o se lo sa, ma il docente parla rivolto verso la lavagna su cui scrive... Ma a leggere... Andiamo! Come avrebbe i titoli x iscriversiuno che non sa leggere?
Allora, la notizia, letta qui su RaiNews24 è la seguente: è stato presentato un prototipo di cellulare per non udenti. Oohhh Uhhh Wow, direte voi. Aspettate, non è ancora il momento. Sì perché la notizia corretta pare essere che la presentazione ha riguardato un software che permette di visualizzare sullo schermo del telefono mobile o del palmare un omino che in "tempo reale" traduce il testo di uno short message in linguaggio dei segni.
Mi domando: le persone sorde sono forse necessariamente anche analfabete? No perché alla ormai famosa pagina 777 di televideo a me pare che si vedano delle parole (dei grafemi, per parlar forbito) e non un omino che si agita.
Stupendo il commento finale: "si tratta di uno strumento tecnologicamente avanzato. Se venisse prodotto e reso disponibile a livello commerciale ci aiuterebbe soprattutto nell'integrazione dei ragazzi sordi frequentanti la scuola e all'università". Mi domando che problemi possa avere con la lettura di grafemi una persona che frequenta l'università. Di certo ne avrà a partecipare alle lezioni, specie se non sa leggere le labbra o se lo sa, ma il docente parla rivolto verso la lavagna su cui scrive... Ma a leggere... Andiamo! Come avrebbe i titoli x iscriversiuno che non sa leggere?
28 dicembre 2005
Il mio Natale
20 dicembre 2005
Più di 600 milioni. Questo è il numero di computer (notate: computer, non persone) che la Microsoft prevede passeranno nel prossimo futuro da WinXP a WinVista
Ci credo. Ieri mattina, presto presto, ero in banca per pagare l'ICI. Lo so, molti di di voi magari vanno alla posta, io debbo andare in banca (per pagare l'ICI per la casa Roma scalando con delle vecchie ritenute) _e_ alla posta (per pagare l'ICI di casetta di montagna col classico bollettino).
La fililale era aperta, c'era poca gente, ma era tutto fermo. «Non avranno ancora aperto», penso ingenuamente, «ma hanno consentito l'entrata alla gente per ripararli dai rigori del freddo». No, supposizione errata: la filiale era ufficialmente aperta, ma bloccata causa blocco dei terminali. Tutti, dal primo all'ultimo, sia quelli degli impiegati agli sportelli, sia i 3 sportelli fai-da-te.
Dopo qualche minuto arriva un impiegato dicendo: «Tutto risolto, abbiamo spento il server di là e lo abbiamo fatto ripartire» e continua «Se adesso spegni anche il tuo vedrai che rifunziona».
Così, mentre attendevo il mio tuno, ho visto il reboot (forzato entrando dentro il gabbiotto) degli sportelli fai da te. La schermata indicava inequivocabilmente la presenza di WinXP.
Che tali terminali (bancomat compresi) non fossero altro che uno schermo, un computer, un lettore di SC e una stampante era ovvio e noto da tempo.
Ma che addirittura fosse necessario XP per farli funzionare mi sembra veramente esagerato. Ammettiamo pure che l'aggiornamento sia stato fatto per motivi di sicurezza (ammesso che WinXP sia sicuro, confronta l'esperimento di Mitnick di un'anno fa), ammettiamo che magari viene usato HD esotico/esoterico (touchpad, lettore di smartcard, stampanti termiche, lettori ottici) per i quali bisognerebbe provvedere in house allo sviluppo dei driver (ammesso che il vendor lo consenta), serve veramente installare un sistema operativo che fa della interfaccia utente il suo punto di forza per poi mettere a tutto schermo una applicazione personale?
Sì perché installando WinXP non puoi dire "Questo pezzo non mi serve e non lo voglio". Potrai forse dirlo con le future versioni di Windows, anche se comunque lo pagherai.
[cacchio, debbo andrare... finisco questo post la prossima volta...]
Ci credo. Ieri mattina, presto presto, ero in banca per pagare l'ICI. Lo so, molti di di voi magari vanno alla posta, io debbo andare in banca (per pagare l'ICI per la casa Roma scalando con delle vecchie ritenute) _e_ alla posta (per pagare l'ICI di casetta di montagna col classico bollettino).
La fililale era aperta, c'era poca gente, ma era tutto fermo. «Non avranno ancora aperto», penso ingenuamente, «ma hanno consentito l'entrata alla gente per ripararli dai rigori del freddo». No, supposizione errata: la filiale era ufficialmente aperta, ma bloccata causa blocco dei terminali. Tutti, dal primo all'ultimo, sia quelli degli impiegati agli sportelli, sia i 3 sportelli fai-da-te.
Dopo qualche minuto arriva un impiegato dicendo: «Tutto risolto, abbiamo spento il server di là e lo abbiamo fatto ripartire» e continua «Se adesso spegni anche il tuo vedrai che rifunziona».
Così, mentre attendevo il mio tuno, ho visto il reboot (forzato entrando dentro il gabbiotto) degli sportelli fai da te. La schermata indicava inequivocabilmente la presenza di WinXP.
Che tali terminali (bancomat compresi) non fossero altro che uno schermo, un computer, un lettore di SC e una stampante era ovvio e noto da tempo.
Ma che addirittura fosse necessario XP per farli funzionare mi sembra veramente esagerato. Ammettiamo pure che l'aggiornamento sia stato fatto per motivi di sicurezza (ammesso che WinXP sia sicuro, confronta l'esperimento di Mitnick di un'anno fa), ammettiamo che magari viene usato HD esotico/esoterico (touchpad, lettore di smartcard, stampanti termiche, lettori ottici) per i quali bisognerebbe provvedere in house allo sviluppo dei driver (ammesso che il vendor lo consenta), serve veramente installare un sistema operativo che fa della interfaccia utente il suo punto di forza per poi mettere a tutto schermo una applicazione personale?
Sì perché installando WinXP non puoi dire "Questo pezzo non mi serve e non lo voglio". Potrai forse dirlo con le future versioni di Windows, anche se comunque lo pagherai.
[cacchio, debbo andrare... finisco questo post la prossima volta...]
17 dicembre 2005
W la Moratti
Apprendo da Network Games che il ministro Moratti, pronta a buttarsi a capofitto nella lizza per il posto di sindaco di Milnano (BTW, non dovrebbe lasciare il posto di ministro per fare campagna elettorale?) ha fatto registrare più di 4 domini internet.
E vabbe', direte, cavoli suoi. Sarebbero se i nomi di dominio fossero moratti.it (e vorrei vedere cosa ne pensa il suo parente presidente di una prestigiosa squadra di calcio o un'altra sua parente candidata alle primarie del centrosinistra per lo stesso posto di sindaco di Milano), letizia.it e via dicendo.
Invece no. I nomi di dominio sono i nomi delle strade di Milano. Provate www.via-desiderio.it o www.via-giuseppeverdi.it o www.via-cusani.it. Cliccate e vedrete lo stesso (finto? mi pare proprio di sì) blog.
Ora, a parte i cinque minuti di divertimento tipo "Adesso vado su Kataweb Mappe, cerco la mappa di Milano e vedo quante nomi di dominio hanno registrato" (BTW notare giuseppeverdi e non giuseppe-verdi) francamente mi unisco al commento di Beppe Caravita:
Letizia Brichetto Moratti si è privatizzata lo stradario pubblico di Milano!
Poteva farlo? Francamente non saprei. Da un lato mi viene da dire che i nomi delle strade appartengono a chi "ha" le strade (gli abitanti? i commercianti? il comune?), dall'altro in fondo l'assegnazione dei nomi di dominio è qualcosa che dovrebbe essere al di fuori di problemi diversi dal First In First Out (quanti si ricordano del povero Luca Armani?)
PS no, www.via-montenapoleone.it non rimanda al blog, ma mostra una gigantesca scritta VIP (Video Italia Production)
E vabbe', direte, cavoli suoi. Sarebbero se i nomi di dominio fossero moratti.it (e vorrei vedere cosa ne pensa il suo parente presidente di una prestigiosa squadra di calcio o un'altra sua parente candidata alle primarie del centrosinistra per lo stesso posto di sindaco di Milano), letizia.it e via dicendo.
Invece no. I nomi di dominio sono i nomi delle strade di Milano. Provate www.via-desiderio.it o www.via-giuseppeverdi.it o www.via-cusani.it. Cliccate e vedrete lo stesso (finto? mi pare proprio di sì) blog.
Ora, a parte i cinque minuti di divertimento tipo "Adesso vado su Kataweb Mappe, cerco la mappa di Milano e vedo quante nomi di dominio hanno registrato" (BTW notare giuseppeverdi e non giuseppe-verdi) francamente mi unisco al commento di Beppe Caravita:
Letizia Brichetto Moratti si è privatizzata lo stradario pubblico di Milano!
Poteva farlo? Francamente non saprei. Da un lato mi viene da dire che i nomi delle strade appartengono a chi "ha" le strade (gli abitanti? i commercianti? il comune?), dall'altro in fondo l'assegnazione dei nomi di dominio è qualcosa che dovrebbe essere al di fuori di problemi diversi dal First In First Out (quanti si ricordano del povero Luca Armani?)
PS no, www.via-montenapoleone.it non rimanda al blog, ma mostra una gigantesca scritta VIP (Video Italia Production)
15 dicembre 2005
6 dicembre 2005
"A Torino non verranno adottate tecnologie wireless, sebbene siano riconosciute già sufficientemente affidabili. Bisognerà aspettare Pechino per il loro utilizzo. Le architetture scelte saranno Cisco", ha dichiarato Massimo Dossetto, responsabile sicurezza IT per Torino 2006. (da punto-informatico.it)
Complimentoni per la bella idea. O forse non siete in grado di dare adeguata copertura? Ma in fondo a che serve una rete ben funzionante in un evento come una olimpiade, sebbene solo invernale? Di certo non ai giornalisti che non si porteranno dietro i loro portatili per scrivere i loro articoli.
Ve lo immaginate, il giornalista medio che va in giro con il suo portatile, a trovarsi di fronte ad una hostess (o adesso si chiamano accompagnatici di sala) che gli indica una presa RJ per poter connettere il suo portatile? Pensate forse che nella capiente borsetta il giornalista porti sempre con se un cavo ethernet? E se non lo ha? Esce dallo stadio dei ghiacci ed incontra la bancarella dell'elettronica? E se gli chiedono se vuole un cavo cross?
Però è vero. Già bisogna fare i conti con i terroristi islamici preannunciati dal Ministro Pisanu, non vorremo anche che ci si mettano di mezzo anche i sedicenti hacker ad interrompere il servizio IT dell'olimpiade proprio grazie al wireless.
Però questa mia filippica magari è errata ed in realtà non è un problema di sicurezza IT, ma di sicurezza nel senso di salute. In fondo per dare copertura alla zona per collegamenti televisivi, collegamenti satellitari, collegamenti radiofonici, collegamenti di telefonia mobile e quant'altro, chissà a che livelli di SAR si giunge. Ci manca solo il WiFi.
1 dicembre 2005
Le bellezze di AJAX (no, non il detersivo)
C'è nell'aria odore di un nuovo web. Ed oggi ne ho provato un esempio. Un "browser" per wikipedia, dallo strano nome Gollum.
Non si tratta esattamente di un browser, direi più propriamente un metabrowser. Voi ci mettete il browser (con il supporto a JavaScript per usare AJAX) e Gollum si fa carico di "ridurre" la complessità di tale programma per la navigazione della sola Wikipedia.
In pratica Gollum è una finestra del vostro browser senza barra dei menu e degli strumenti che visualizza una pagine dinamica che da l'impressione di essere un browser.
Non solo, permette di definire anche dei segnalibri, limitati ovviamente alle voci della Wikipedia.
È una buona idea? Non so. Di certo l'aver rimosso alcuni aspetti del browser non utili all'esplorazione dell'enciclopedia, focalizzandosi nel contempo solo su funzioni utili, è interessante. Però così ogni "metabrowser" ha la sua interfaccia e le sue icone: questo è male.
Non si tratta esattamente di un browser, direi più propriamente un metabrowser. Voi ci mettete il browser (con il supporto a JavaScript per usare AJAX) e Gollum si fa carico di "ridurre" la complessità di tale programma per la navigazione della sola Wikipedia.
In pratica Gollum è una finestra del vostro browser senza barra dei menu e degli strumenti che visualizza una pagine dinamica che da l'impressione di essere un browser.
Non solo, permette di definire anche dei segnalibri, limitati ovviamente alle voci della Wikipedia.
È una buona idea? Non so. Di certo l'aver rimosso alcuni aspetti del browser non utili all'esplorazione dell'enciclopedia, focalizzandosi nel contempo solo su funzioni utili, è interessante. Però così ogni "metabrowser" ha la sua interfaccia e le sue icone: questo è male.
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