12 maggio 2007

Ignorante nel senso che ignora

I miei lettori più accorti, notandolo tra le pieghe dei miei scritti, sapranno già che la mia mamma è un'insegnante. Magari in barba alla legge sulla privacy, rivelo che lavora presso la scuola 126-esimo circolo Iqbal Masih.

In questo post, però, non parliamo della mia mamma, ma del sito della scuola presso cui la mia mamma lavora. Prima però di visitarlo e di parlarne, vi consiglio la lettura di questo post del sempre arguto Paolo Attivissimo.

Avete letto il post di Paolo? Avete letto la nota in fondo alla homepage del suo sito? Bravi! Ora è il momento di cantare a squarciagola: «Ramaya, Ramaya, Ramaya, Ra Ra» - fine dell'intermezzo idiota

Ora potete iniziare a visitare il sito della scuola. Addentratevi pure nei meandri di una catalogazione che non capisco, aspettate su linee a 56k che le immagini vengano scaricate e infine meravigliatevi se invece di aprirsi un collegamento vi viene scaricato un file con estensione misteriosa.

A questo punto ripensate alle parole di Paolo. E piangete lacrime amare.

Commenti.
  • Partiamo dall'ovvio: l'uso dei frame e l'assenza (!!!) di un titolo. Peccati veniali? Non tanto visto che al supermercato, nella corsia della frutta e verdura, quando ho chiesto «Signora, i frame?», l'arzilla vecchietta di turno mi ha risposto «Nessuna pietà!»
  • Passiamo all'inutile: le migliaia di immaginine tanto caaaaarine che animosamente si animano qua e là.
  • Deviamo sul raffinato: l'assenza di una qualsivoglia struttura, i collegamenti di colori diversi, l'uso di font a caso, quel ca##o di sfondo carta arricciata che ne ho visti a sufficienza negli ultimi dieci anni da essere a posto per i prossimi 30.
  • Concludiamo con il tragico: i file MHT (che mi fanno dire, parafrasando una frase pronunciata di fronte a un recente reality a cui partecipa gente di un certo livello: «Ma chi straca##o sono i file MHT?»)
Per chi, come me, non sapesse cosa sono i file MHT, viene in aiuto il file MHT stesso, che nelle sue prime righe presenta queste indicazioni:
Questo documento è una pagina Web in file unico, nota anche come archivio Web. La visualizzazione di questo messaggio indica che il browser o l'editor in uso non supporta gli archivi Web. Scaricare un browser che supporti gli archivi Web, come Microsoft Internet Explorer.
Ovvio, no. Insomma, è molto più semplice fare un archivio web con il caro vecchio Word invece che imparare come funziona Internet. Chi vuoi che non usi Microsoft Internet Explorer? Beh, chi si basa un altro sistema operativo come MacOS, o GNU/Linux, o i vari *BSD, o Solaris, oppure chi pur basandosi su Microsoft Windows ha scelto, per buoni motivi, di utilizzare un altro browser come Mozilla, Firefox, Flock, Opera, Safari, Konqueror, oppure ancora chi non usa un computer in senso classico ma un dispositivo mobile come il Nokia 770 (mi sa che ne è uscito uno nuovo, vero?).

Come è possibile che avvengano certe cose? - vi starete domandando. Eppure - starete esclamando - sono stati spesi milioni e milioni di dindi per rendere informaticamente alfabetizzati gli insegnanti italiani. Li abbiamo fatti partecipare ai corsi per la patente europea!

È vero, hanno partecipato a dei corsi. È vero, le scuole riversano parte del fondo d'istituto (ricordate che c'è l'autonomia scolastica, parte dei soldi usati in una scuola vengono dal ministero, parte da iniziative della scuola stessa, ma alla fine è la scuola a decidere come e dove spenderli) per mantenere aggiornato il parco macchine e il parco risorse umane.

Ciò che non passa è la "cultura dello standard". Se è vero, come diceva se non erro il buon Tanenbaum che il bello degli standard è che ce ne sono tanti tra cui scegliere, una volta che ti affacci sulla rete, dovrebbe esistere solo il w3.org.

Chi è il colpevole di tutto ciò?

Innanzitutto il webmaster, o presunto tale. Io so chi è, ma non ve lo dico: seguite le briciole come Pollicino e fate 2+2. Certo, non richiedo che un insegnante, magari armato della più ampia scorta di buona volontà, metta in piedi un servizio che possa competere con quelli professionali, ma almeno, visto che siamo quasi nel 2007, farsi arrivare alle orecchie la voce che usare "questo sito è ottimizzato per Microsoft Internet Explorer" non è più di moda...

In secondo luogo, e non vedo perché non metterla in mezzo quando c'entra, la Microsoft e i suoi tentativi di scardinare gli standard. Sono curioso di sapere se la Apple, con i suoi iWeb e Pages, ha inserito un qualche formato di pagina Web che può essere visualizzato solo con Safari, formato che magari racchiuda in un solo file testo e immagini, così da non far confrontare i suoi poveri e spaesati utenti con complessi concetti come "percorsi relativi". Eppure la Apple ha sempre fatto della semplicità d'uso uno dei suoi cavalli di battaglia.

Infine, e qui andiamo sulle chiacchiere da autobus, il Governo. Non un particolare Governo, quanto l'entità "chi ci sta sopra e ci guida o decide per noi". Se il povero webmaster è ignorante, nel senso che ignora gli standard, e se le imperscrutabili decisioni della sua vita lo hanno portato ad essere un frustato acquirente di Microsoft e non un fedele credente della Apple, in fin dei conti era quasi normale che finisse così (si sa, chi va con lo zoppo, impara a zoppicare). Cosa ha fatto l'entità Governo per evitare questa fine ignobile al povero webmaster? Non molto. Gli ha proposto dei corsi per prendere una patente, in cui ti ripropongono i programmi Microsoft. Ha avuto un rinforzo positivo, etologicamente parlando. Si è convinto che il suo essere "uno che di queste cose ci capisce" poteva portarlo ad un livello superiore, a gestire non solo un sito personale per fini, se vuoi, privati, ma il sito di una scuola (chissà se ne gestisce anche altri). Insomma, il vecchio "chi sa fa, chi non sa dirige, chi non sa neanche dirigere coordina".

Io spero che questo diventi un caso isolato e che la norma possa essere questa. Ma di certo non basta essere provincia autonoma, bisogna anche essere mentalmente liberi e aperti :-)

5 commenti:

Alessandro ha detto...

Stessa situazione.

Mia madre insegnante in una scuola media (ora come si chiama? Ma soprattutto, esiste ancora?!..), la collega "che ne sa" ha allestito in un laboratorio un cimitero di vecchi computer Olivetti, smontati, sventrati, alla ricerca di qualcosa che nemmeno lei sa cos'è.
Hanno vinto 30 nuovi pc grazie ad un concorso scolastico, con una distro Linux (credo Knoppix oh una derivata in ambito scolastico..), la furba formatta tutti i pc ed installa una versione crackata di Xp. Ovviamente quel concorso mirava a portare Linux nelle scuole, regalando i pc.
Non contenti, questa gestisce la LAN interna nei laboratori (definiti tali causa cadaveri Olivettiani di PI, PII e Celeron..) d'informatica, con ovvi conseguenze.
Per di più di occupa del sito della scuola, e, devo esser sincero, invidio la tua situazione e i MHT. Qui siam messi peggio (Milano provincia).
Ultima nota: a Bolzano funziona solo perchè son SudTirolesi, ovvero Stranieri. Fossero italiani sappiamo già come sarebbero messi (nonostante pochi centri d'eccellenza che ancora ci provano..).

Saluti.

Babets ha detto...

Non sapesse una cippa di html (come me) poteva anche usare un pacchetto open source già pronto tipo l'ottimo joomla invece di fare nabbate come quelle. Son le cose che mi fanno venire il latte alle ginocchia (tanto per non dire peggio e essere volgari...).
Ma robe da matti.
Che tristezza.

Francesco ha detto...

Secondo me non è ignoranza... ma cattiva educazione informatica. Che è peggio. Perché uno ignorante sa di non sapere e non si mette a fare obrobri del genere, e se deve farlo si documenta, studia. Uno che è stato educato male è convinto di essere nel giusto, di "sapere", e si mette a fare gli obrobri convinto che non lo siano. Alla fine è un semplice problema di educazione (informatica)... ma a ben pensarci, forse non è poi tanto semplice. :(

Luca Ferretti ha detto...

@babets

in effetti o pensato più e più volte di proporre l'uso di un CSM, solo che , escludendo la rottura organizzativa nella quale dovrei preparare un progetto, proporlo al dirigente scolastico, farlo approvare dal collegio scontentando nel caso chi già prende incentivi per lavorarci, se hai notato i lavori già pubblicati sono in fin dei conti un'accozzaglia di immagini con ben poco testo, una sorta di vetrina delle vanità.

Di ciò, purtroppo, sono colpevoli le insegnati che, pur facendo il loro lavoro, pur instillando la lume della conoscenza nei bambini, debbono nel contesto produrre qualcosa (negli anni passati erano presentazioni e fotografie, quest'anno vanno di moda i filmini) con la quale i genitori possano dire "Quanto è adorabile mio figlio..." o, peggio, con il quale loro stesse possano vantarsi con le colleghe. Un CSM gestisce dei contenuti; in parecchi documenti pubblicati sul sito di quella scuola, di contenuto non ce n'è poi molto.

Babets ha detto...

Forse basterebbe scriverli con openoffice, il codice magari potrebbe non essere "ultra-standard" ma sicuramente meglio di quello, senza quelle fott...ehm non-standard pagine mht-wtf :D