31 maggio 2009

Come imparai a non preoccuparmi e ad amare un sistema instabile

Alla richiesta di commenti sulla possibile inclusione di gnome-disk-utility come dipendenza esterna di GNOME 2.28¹, un tizio dal nome nordico nome BJörn ha risposto così:
It is very hard to build gnome-disk-utility. It directly depends on DeviceKit, DeviceKit-disks and trunk version of PolicyKit. Those three packages in turn depends on eggdbus, libparted, libdevmapper, libselinux, libatasmart, libuuid and a recent libudev. Many of those packages are not packaged in Ubuntu Intrepid and at least and some of them haven't had any real releases yet.
Affascinante la replica di Matthias Clasen:
It builds fine in Fedora 11...
Ora, prima che cominciate a dire che sono il solito ubuntiano fratricida², che la gente è stanca e c'è bisogno di progresso (per cui in effetti Intrepid per questa specifica cosa potrebbe già essere vecchio), potrei far gentilmente notare che le dipendenze esterne di GNOME esistono proprio per far dipendere i moduli di GNOME da una versione rilasciata e più o meno diffusa di qualcosa su cui gli sviluppatori di GNOME non hanno controllo del ciclo di rilascio? E che oltre alle "diffusissime" Ubuntu e Fedora esistono anche le "diffuse" SuSE e Mandriva e gli esoterici e "diversamente diffusi" Solaris, FreeBSD e OpenBSD.

Comunque: sì, avete ragione, ultimamente sembra che racconto solo di cattive notizie. Avrei potuto dire "evviva! gnome 2.28 avrà un nuovo sistema per la gestione avanzata dei dischi" e unirmi al coro degli entusiasti che incensano, ma se Matthias Clasen, maintainer delle GTK+ e delle Glib, librerie che per loro natura dovrebbero essere multipiattaforma e multivendor, se ne esce con una tale noncuranza esprimendo disinteresse per gli equilibri che sono sottesi a una cosa complicata come una distribuzione GNU/Linux, la mia parte intollerante mi fa dire "io mi indigno" invece di "io me ne fotto".

[1] che nel frattempo è cambiata, per quello che non ne ho dato conto nel precedente post: ora la dipendenza esterna proposta è DeviceKit-disk, mentre gnome-disk-utility sta gareggiando per essere incluso arridittura tra i moduli del Desktop
[2] o forse era "fedoriano fratricida" e "ubuntu suicida", devo aver fatto una gigantesca crasi

7 commenti:

Emmanuele ha detto...

anche io mi indigno. mi indigno che una distribuzione non pacchettizzi roba perché sembra sempre troppo difficile. mi indigno che nessuno faccia notare che se vuoi essere bleeding edge non puoi scegliere su cosa esserlo. mi indigno che nessuno faccia notare che se non vuoi essere bleeding edge allora non puoi lamentarti che le cose cambino *dopo sei anni*.

infine mi indigno perché queste cose finiscono sui blog invece di essere scritte sulle mailing list.

mi indigno perché gli utenti Ubuntu avrebbero anche rotto la fatidica minchia.

Diego ha detto...

Poi esiste debian, dove se vuoi essere bleeding edge puoi usare sid o experimental, magari solo sui pacchetti che ti interessano :-D

(Ubuntu è marrone, no? Ci sarà il suo bel motivo - senza offesa per nessuno, ne....)

mackos-gnu ha detto...

in effetti ubuntu è una comunità con molto otenziale, ma tutti forkano invece di fare del lavoro utile.E questo perchè?

solo per qualche dozzina di dipendenze da compilare e pacchettizare.
Invece cambiano progetto e vanno a compilarsi centinaia di librerie inutili...

Certo che gli umani sono strane creature...

guiodic ha detto...

Io ho installato su jaunty devicekit come dipendenza delle famose gnome-disk-utility (che ci sono già in fedora) e persino gnome-power-manager che adesso dipende anch'esso da devicekit. Il tutto pescando dai repo di karmic.

O cavolo, funziona... meglio di prima :)

Flavia ha detto...

La citazione!

Oddio l'ho capita solo adesso!!!!

Forse 'sti giorni sto andando a diesel....

Nethan Kossovsky ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luca Ferretti ha detto...

Emmanuele, a parte il fatto che come dovresti ben sapere, visto che mi hai risposto, 'ste cose in mailing list ci sono finite, quanto meno la questione tecnica su quanto bleeding è giusto che GNOME sia, anche se forse sarebbe più giusto definirla politico/filosofica; a parte ciò dicevo, ti pare che quello che ho scritto sia in qualche modo relazionato con Ubuntu?

Se noti bene, il tag Ubuntu nemmeno c'è, questo post non è nato e non è uno stizzoso, celodurista tentativo di fare polemica sul fatto che Fedora 11 sia più bleeding edge di Ubuntu 9.04, questo post nasce dalla irritante sensazione che persone come Matthias, che dovrebbero vedere GNOME come progetto super-partes, se ne escano con sparate come quella, che a me suona tanto simile a "tanti cazzi, a me funziona". Certo spero non pretenderai che in mailing list risponda che è una risposta da grandissimo stronzo...

Cmq, ricapitolando visto che so bene che a volte sono involuto e spero che la gente abbia la voglia di capire come e perché le parole che scrivo siano una dietro l'altra, questo post aveva l'intenzione di mettere in evidenza due cose:
1) la risposta di Matthias è indecente per il ruolo che ricopre (magari non voleva esserlo, ma finisce con l'apparirlo)
2) quale è il limite del bleeding edge? al di là del fatto che nessuno disprezza le migliorie di DeviceKit rispetto a HAL, è questo il modo corretto di procedere? Certo che ci sono modi di avere DeviceKit anche su una esecrabile Ubuntu, ma prevedono l'installazione di software sperimentale su una base dichiarata stabile (o installarsi una alpha in una partizione separata o in macchina virtuale). Un cambiamento che va a toccare il sistema di gestione dei device, è un cambiamento che GNOME può decidere "unilateralmente"?

A mio modestissimo avviso, non si può chiedere di buttare all'aria da un giorno all'altro, qualcosa che, come dici tu, ha 6 anni alle spalle ed è quindi ben radicato: la migrazione da HAL a DeviceKit è cosa che va fatta, ma allora vanno chiariti modi e tempi, prevedendo se possibile anche una fase di "sovrapposizione" tra i due. Se no si aspetta GNOME 3 (10 mesi), si sfrutta l'occasione per ripartire da zero anche con le librerie di sistema e nel frattempo DeviceKit resta una opzione (nota che DeviceKit-power è già obbligatorio, se non sbaglio).

Se poi preferisci che scenda nella sterile polemica, allora posso dir che l'attuale gestione della migrazione a me pare fatta molto in stile "Casa delle Libertà": facciamo un po' come cazzo ci pare.

Vabbè dai, tanto per compensare: è vero, in Ubuntu hanno fatto delle cazzate spaventose e delle scelte pavide, per inerzia e pigrizia gnome-power-manager e gdm non sono aggiornati all'ultima, migliorata versione.