12 maggio 2007

Interferenze mortali

Sembra il titolo di uno di quei film dell'orrore di serie B, mentre invece è l'insindacabile giudizio finale riportato nello studio di uno studente 17enne a un convegno di cardiologi americani riguardo l'uso dell'iPod da parte di portatori di pacemaker.

OK, rileggiamo il tutto con calma - l'originale lo trovate su reuters.com

I soggetti della notizia sono un gruppo di cardiologi e uno studente di 17 (diciassette, cioè quindici più due). Ora, non so in America, ma in Italia non c'è nulla di più distante di un cardiologo e di uno studente di liceo, il primo idealmente impegnato a salvare nervosi/viziosi cinquantenni da prematura fine (o a prolungare le noie quotidiane di candidi ottantenni), i secondi a registrare le proprie goliardiche imprese con videocamere varie. Certo, alcuni 17enni manifestano i primi problemi di cuore, ma di solito la cura migliore è una sana scopata, non un pacemaker o pillole di Cordarone.

Il luogo è un convegno di cardiologi - i medici si riuniscono spesso a convegno, spessissimo rinnovando di anno in anno l'incontro, quasi sempre con gli stessi oratori - dove, attenzione ai ruoli, lo studente 17enni espone ai medici cose che questi si presuppone non sappiano. Sarà pur vero che spesso i medici non ascoltano ciò che i pazienti hanno da dire, ma uno studente di 17 anni?!?!

Il quid della comunicazione è: "Attenti, ho fatto uno studio su 100 portatori di PM cardicaco, età media 77 anni, e si sono evidenziate interferenze quando l'iPod è stato messo a 5 cm - 2 pollici - dal PM)" - pregasi lettori di rileggere la frase.

Io me la immagino così: studente sul palco che emette la vibrante accusa, lungo momento di silenzio tra il pubblico, fragorosa risata che sorge spontanea dal pubblico.

Sì perché in fin dei conti l'iPod è uno strumento elettronico, come TUTTI gli strumenti elettronici emette onde elettromagnetiche che, come TUTTE le onde elettromagnetiche interferiscono con gli strumenti elettronici. Guarda caso tale circolo vizioso è più o meno spiegato nell'opuscoletto che il medico consegna al neo-impiantato prima di rimandarlo a casa (se trovo quello di mia nonna riporto l'esatto testo dell'avvertimento). Se il gruppo di cardiologi in convegno non sapeva questa basilare informazione, forse non si trattava di cardiologi.

Oh, aspetta, forse ho capito. Leggendo ben benino la parte finale del testo originale su reuters si scopre che il prodigioso adolescente è figlio di un elettrofisiologo (electrophysiologist in originale, non so esattamente cosa sia) e di una reumatologo e che un bel giorno, interessatosi al problema delle possibili interazioni tra iPod e PM si è accorto che non c'era nulla su Internet. A quel punto, un professore di medicina cardiovascolare, amico di lunga data del babbo, gli ha offerto di portare avanti lo studio. Ora il pupillo potrà andare in qualche prestigioso college americano con all'attivo un importante e serio studio con pubblicazione sulla pericolosità dell'iPod per cardiopatici ottantenni, proprio il consumatore tipico a cui pensava Steve Jobs.

Oh, Steve, per il prossimo restyling e per iPhone, mi raccomando, usa auricolari con cavi più lunghi, diciamo almeno 3 metri, e un gadget tipo carrello della spesa. Ho anche il nome: iTrolley

PS cazzo, cazzo, cazzo! Seriamente, ma sono io che sono inacidito nei confronti della società, o la cosa non sta né in cielo né in terra? Perché lo studio non è stato fatto da uno studente universitario e perché non paragonandolo con altri modelli e apparecchi? La legislazione americana non prevede forze l'omologazione dei dispositivi elettronici, con annesso limite di emissione e interferenza? È così che vengono scelti i relatori delle varie conferenze (domanda retorica, per esperienza la risposta è sì)? È questo l'esempio di ricerca che farà progredire l'umanità? Hanno mai letto le fottute istruzioni dell'iPod e del PM prima di creare 'sto casino?

1 commento:

ulisse ha detto...

No Luca, non sei te che sei inacidito, è proprio la società che fa schifo.
Quello che importa non è la serietà o la veridicità di uno studio o una notizia, ma lo scalpore che può suscitare, o i risvolti commerciali che può avere.

Basti pensare alle uova che gli scienziati di BeppeGrillo rassodano con i cellulari... e dire che pensavo che Beppe fosse un'eroe, invece è solo un comico.