12 maggio 2007

3 orizzontale: quotidiano comunista a diffusione nazionale

Soluzione: Liberazione

OK, non era facile come domanda, ma la cosa verameeente affascinante è che il giornale non c'entra niente con contenuto di questo post. Questo post infatti si occuperà della nuova famiglia di font/fonte/tipo\ di\ carattere pubblicamente rilasciato da RedHat pochi giorni fa.

La storia finora

Perché parlare di un evento che epocale certo non sembra, vista la mole di tipi di carattere disponibili più o meno legalmente sul web? Secondo me perché forse non si è capita (o non si è espressa in modo chiaro per tutti i lettori, cfr il post di Felipe) la finalità e la portata del rilascio.

Visto che siamo così fortunati da avere anche un comunicato ufficiale, andiamo a vedere cosa dice.

Ovviamente si parte dal fatto che il rilascio nasce da un'esigenza, anzi un'esigenza fondamentale dell'ecosistema di GNU/Linux: senza di esso i sistemi operativi liberi/aperti e le loro interfacce grafiche resterebbero sempre in secondo piano rispetto alla contropartita di Microsoft.

Tale esigenza è l'avere disponibile, gnuliberamente[1] disponibile, un tipo di carattere che abbia la stessa metrica dei tipi di carattere distribuiti (ma non gnuliberamente) con Microsoft Windows e/o con Microsoft Office. Attenzione non lo stesso aspetto/stile, ma la stessa metrica, ossia, traducendo dal comunicato "tipi di carattere che assumano la stessa spaziatura orizzontale di quelli Microsoft in modo che, quando sostituiti a quelli di MS, una riga di testo sia visualizzata nello stesso modo". Per capire cosa ciò voglia dire, ecco una bella schermata catturata da OpenOffice.org Writer e ritagliata:

Notare come nelle prime due la larghezza del testo, a parità di dimensione in punti (12) sia pressoché la stessa, sebbene la forma della lettere sia diversa, mentre la terza riga appare enormemente più larga. Ecco spiegato in pratica la differenza di metrica.

Tale differenza è identificabile come problema perché in primo luogo Microsoft "forza" i suoi avventori a usare tali tipi di carattere, impostandoli come predefiniti nella stesura di documenti, in secondo luogo perché tali tipi non sono liberamente (ri)distribuibili. In pratica, allo stato attuale, sarebbe impossibile visualizzare in modo corretto - e senza infrangere la EULA sulla ridistribuzione e/o il riutilizzo dei tipi di carattere di MS - la gran parte dei documenti prodotti con sistemi MS - specie considerando che l'utente medio di MS Word non cambia il tipo di carattere predefinito se non con qualche oscuro font che ha solo lui, che gli pare figo, ma che in realtà è illegibile e inguardabile e altresì considerando che l'utente medio, ma anche quello avanzato, non è avvezzo a usare la divisione logica del testo in titoli e paragrafi, ma inserisce nuovi paragrafi e a capo in base a come gli appare davanti il testo (ecco perché, credo, dicono che la metrica è importante, un testo basato su paragrafi se ne frega della metrica, no?).

Per risolvere questa mancanza e per liberare i nostri computer, RedHat ha quindi progettato un nuovo tipo di carattere... momento, non lo ha progettato né sviluppato, ma ha chiesto ad Ascendent Corp. di farlo in sua vece. Ascendent che, oltre ad essere una ditta che sviluppa tipi di carattere, è anche LA ditta che ha sviluppato per MS i tipi di carattere che RedHat giudica dannosi per la nostra libertà.

La cosa affascinante è la modalità con cui questo nuovo tipo di carattere è stato rilasciato: i diritti su di esso sono comunque mantenuti da Ascendent, che può fornirlo a terzi secondo una tradizionale licenza proprietaria, RedHat però riceve una licenza che le permette di sublicenziare a costo zero i tipi di carattere secondo i termini della "GPL+font exception".

Le eccezioni alla GPL sono che se si inserisce (embed) il tipo di carattere in un documento, il documento non sarà automaticamente coperto da GPL (modificando il font, non si è obbligati a mantenere tale eccezione), più un'altra di cui francamente non comprendo appieno l'utilità visto che è già sotto GPL (riguarda la disponibilità di accesso a oggetto e sorgente, ma forse con termini lievemente diversi).

RedHat ci tiene poi a precisare che lo sviluppo di questi tipi di carattere avverrà in due fasi: nella prima, quella appena raggiunta, si prevede il rilascio di un gruppo di tipi di carattere utilizzabili, nella seconda, alla fine dell'anno, un successivo rilascio dello stesso gruppo di caratteri, ma con supporto completo per l'hinting.

Ciò che le fonti non dicono

Bene, bravi, dieci più. Ma ho qualche dubbio, qualche polemichina, qualche sassolino nella scarpa che mi fa tanto tanto male, ahi!

Domanda polemica numero 1: perché chiedere i servigi di Ascendent? Capisco che, visto che si volevano font che sarebbero andati a sostituire altri font prodotti da loro, avrebbero saputo dove mettere le mani, ma in fondo esistono già entità che hanno prodotto font con licenza libera (vedi SIL per Gentium e Bitstream per Vera) e che hanno comunque all'attivo migliaia di font prodotti (troppo spesso proprietari: Bitstream per esempio vende un CD con 1450 font a circa 1$ l'uno). Continuare a collaborare con loro sarebbe stato un bel riconoscimento per i precedenti prodotti e per la precedente volontà di usare licenze libere per i loro prodotti.

Domanda polemica numero 2: perché questo valzer di diritti e licenze? Non era più chiaro e più indice di "non siamo secondi a nessuno" se i font erano da subito liberi, senza il sublicenziamento? Giuro che non lo capisco, anche perché a questo punto, chi andrebbe a chiedere ad Ascendent di licenziarli il font quando può prenderlo da RedHat sotto GPL? Magari quelli che costruiscono stampanti? Mah!

Domanda polemica numero 3: con tutto il casino dei brevetti sugli algoritmi di rendering dei font, come cacchio spera RedHat che alla fine non ci si possa accorgere della differenza? Cavoli, qui (nel mio ambiente GNOME, intendo), basta cambiare una opzione nella scheda Dettagli dello strumento di preferenze Tipi di carattere che cambia tutto!! Quando ci si occuperà per benino di FreeType, dotandola di un algoritmo cazzuto, magari liberamente patentato[2]?

Domanda polemica numero 4: e macos? (nota per il lettore: la precedente domanda è da leggersi tipo "e la macelleria?" in Non ci resta che piangere) come funziona la metrica dei tipi di carattere predefiniti di MacOS? Risolve anche quella o in fatto che non sia nominato vuol dire che è tutt'altro problema?

Alla fine della fiera

Polemiche a parte, qual è il reale vantaggio? Dipende dai punti di vista e da come si pensa di usare la famiglia di tipi di carattere.

Innanzitutto scordatevi di usare Liberation Sans e Liberation Mono come sostituto degli analoghi Vera (o DejaVu): leggetevi le note di rilascio della famiglia Vera per capire quanta cura si sia destinata affinché funzionassero al meglio con Freetype. D'altro canto, come mostrato nell'immagine predente, le dimensioni sono ben diverse, per cui al momento non è pensabile usare in modo indifferente e interscambiabile Vera e Libertation. La finalità delle due famiglie è diversa, per cui credo sia necessario diversificare l'ambito.

La famiglia Liberation è pensata invece per essere usata in modo interscambiabile e indifferente con Times New Roman, Arial e Courier New. Sfruttando i meccanismi di alias forniti da Fontconfig (ossia quella porzione di sw che si occupa di scegliere quale file TTF caricare dall'hard disk quando un'applicazione chiede una certa famiglia di font), si dovrebbe fare in modo di usare Liberation Serif al posto di Times New Roman e via dicendo.

Proviamo con un esempio più completo, ossia il testo dell'annuncio visualizzato in Epiphany con i tre caratteri (è una gif animata). Nelle prime due schede, tranne qualche differenza su glifi, curvature e posizioni dei puntini sulle i, il posizionamento del testo sulla pagina è pressoché identico. Diverso il discorso per la terza scheda, quella che fa uso di Vera Serif: il carattere è bello, ma il testo è posizionato in modo completamente differente.

Partendo quindi dal presupposto che su un sistema GNU/Linux (ma anche *BSD o altro, non siamo così limitati), le famiglie incriminate non sono e non dovrebbero essere disponibili, che comunque volenti o nolenti sul web o nei documenti tali famiglie sono usati, ben venga l'opera di RedHat. Specie se nella seconda futura incarnazione saranno curati nella resa con Freetype così come i Bitstream Vera.

Orsù quindi, pinguini e diavoletti, cerbiatti, ochette e gibboni, scaricate i tipi di carattere e usate questo file per applicare la sostituzione a tutti i programmi basati su Fontconfig (il che vuol dire praticamente tutto ciò che è basato su GTK+, ma forse non Mozilla e OpenOffice.org, i quali potrebbero dover essere configurati a parte).

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[1] neologismo appena inventato
[2] liberamente patentato indica registrato come altri brevetti, ma con la garanzia che chiunque possa usarlo se in modo libero. Lo so che è un controsenso, ma IBM e la stessa RedHat hanno già fatto cose simili.

3 commenti:

imu ha detto...

Ottima spiegazione, certo che la nostra vita deve sempre e comunque adattarsi a Microsoft. Spero di cuore che cambi questa situazione.
Ciao e grazie

Francesco ha detto...

Comunque è un buon passo in avanti!

imu ha detto...

Vorrei segnalarti che il link ai fonts è cambiato, non so se hanno fatto modifiche o hanno semplicemente rinominato il tarball. comunque l'indirizzo ora è questo :
https://www.redhat.com/f/fonts/liberation-fonts-ttf-2.tar.gz